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Watney raccoglie 80 milioni di dollari per portare i robot nei data center

Watney ha raccolto 80 milioni di dollari in un round di serie A per ampliare la flotta di robot che svolgono interventi di manutenzione fisica nei data center. La startup di San Francisco afferma che i suoi sistemi hanno accumulato centinai

Watney raccoglie 80 milioni di dollari per portare i robot nei data center

AI.info Team ·

Watney punta sull’affidabilità del 99,99% per convincere i gestori di data center

Watney afferma che i suoi robot hanno operato per centinaia di migliaia di ore nelle strutture dei clienti, mantenendo un’affidabilità superiore al 99,99%. La startup di San Francisco investe ora 80 milioni di dollari in una flotta più ampia, progettata per svolgere lavori fisici nei data center e in altre strutture di calcolo.

Il round di serie A, annunciato da Watney il 17 settembre, è guidato congiuntamente da Valor Atreides AI Fund e Hummingbird Ventures. Hanno partecipato anche Conviction, Abstract, A* e Grant Gordon, portando i finanziamenti complessivi raccolti da Watney a oltre 100 milioni di dollari.

Nell’annuncio, l’azienda non rivela chi siano i suoi clienti. Afferma di servire i maggiori hyperscaler dal 2025 attraverso un modello di implementazione end-to-end, con robot che operano senza interruzioni negli Stati Uniti.

Watney punta alla sostituzione dei cavi e alla manutenzione dei server

I sistemi di Watney sono progettati per svolgere lavori che normalmente richiedono l’ingresso di tecnici in data center operativi. Dealroom indica tra le applicazioni dell’azienda la sostituzione dei cavi e il riavvio dei server, mentre Watney afferma che il suo approccio non consiste nel replicare i movimenti umani o le procedure di lavoro esistenti.

La distinzione è importante perché i gestori di data center stanno costruendo strutture con hardware sempre più denso e complesso. La manutenzione fisica può comportare interventi su cavi concentrati in spazi ristretti, accessi ripetuti alle apparecchiature e lavori che devono proseguire senza interruzioni mentre i gestori aumentano la capacità.

Watney afferma che i suoi robot sono pensati per offrire vantaggi in termini di precisione, affidabilità o capacità di operare su larga scala. L’azienda sostiene che i suoi sistemi abbiano aiutato i clienti a costruire data center più rapidamente e a gestire strutture più grandi con architetture più ambiziose, anche se non pubblica dati sulle prestazioni dei singoli clienti né sul numero di robot impiegati.

Un round seed da 21 milioni di dollari ha preceduto la serie A

Watney è stata fondata a San Francisco nel 2023 da Ryan Gannon e Sean Cheong. Secondo il resoconto sui finanziamenti di Dealroom, l’azienda aveva già raccolto 21 milioni di dollari in un round seed da Conviction, Abstract e A*.

Il nuovo round è insolitamente ampio per una serie A nel settore della robotica. Nei dati raccolti da Dealroom, il finanziamento di Watney rientra nel 5% dei maggiori round di serie A nella robotica statunitense: un segnale del fatto che gli investitori vedono nelle operazioni fisiche dei data center un’opportunità di investimento accanto ai chip, ai server e al software.

La documentazione pubblica relativa a Watney mostra anche una precedente offerta di titoli esente da registrazione per Watney Robotics Inc., depositata presso la Securities and Exchange Commission statunitense nel 2025. Il documento identifica l’azienda come una società costituita nel Delaware con sede operativa a San Francisco, ma non rivela i termini della nuova serie A.

L’azienda vende capacità operativa, non un robot tuttofare

Watney imposta la propria attività attorno a infrastrutture in cui il valore del lavoro svolto permane anche con l’espansione delle strutture. Il suo annuncio si concentra sui data center e sulla realizzazione di nuove infrastrutture di calcolo, anziché sui robot domestici o sui prodotti umanoidi tuttofare.

Questo obiettivo più circoscritto offre all’azienda un ambiente operativo definito: strutture fisse, attività di manutenzione ripetibili e clienti in grado di misurare il tempo di operatività e la durata degli interventi. Impone però anche uno standard impegnativo. Un robot che funziona durante una dimostrazione ma richiede una supervisione frequente potrebbe non ridurre il carico di lavoro del personale in un data center operativo.

Watney afferma che i suoi sistemi operano già senza interruzioni presso i clienti, ma l’annuncio non specifica quanti robot siano impiegati, quanto lavoro completino senza intervento umano né come si confrontino i loro costi con quelli dei tecnici. Questi dati determineranno se l’affidabilità dichiarata dall’azienda si tradurrà in un prodotto di rilievo commerciale.

Watney prevede di espandersi in tutti gli ambiti

L’azienda afferma di essere alla ricerca di personale in tutti gli ambiti dopo il round di finanziamento. Il suo obiettivo dichiarato è ampliare la flotta e proseguire le implementazioni per i clienti hyperscaler, mantenendo i sistemi concentrati sulle attività fisiche che traggono beneficio da un funzionamento continuo e da una manipolazione precisa.

L’annuncio di Watney chiarisce l’entità della scommessa e quanto dichiarato sull’operatività dei sistemi: 80 milioni di dollari di nuovi capitali, oltre 100 milioni di dollari raccolti in totale e un’affidabilità superiore al 99,99% nell’arco di centinaia di migliaia di ore. Non rivela ancora i contratti con i clienti, le dimensioni della flotta o i dati economici per unità che mostrerebbero fino a che punto quei robot abbiano superato la fase pilota dell’automazione.

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