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Wabi raccoglie 55 milioni di dollari con una valutazione di 1,25 miliardi
Wabi ha raccolto 55 milioni di dollari con una valutazione di 1,25 miliardi di dollari, in un round guidato da IVP. La startup, fondata dalla creatrice di Replika Eugenia Kuyda, sta sviluppando un assistente personale basato sull’IA per pia

AI.info Team · Scritto con l’IA · verificato ·
Il 29 ottobre Wabi ha annunciato un round di finanziamento da 55 milioni di dollari, che valuta la startup di IA personale 1,25 miliardi di dollari. IVP ha guidato il round, a cui hanno partecipato anche Andreessen Horowitz, Forerunner e Alexa Fund di Amazon, insieme a investitori tra cui Tobi Lütke, Marc Benioff, Marissa Mayer, Dick Costolo e Alex Pall. La società afferma che il finanziamento arriva dopo il forte interesse suscitato dal lancio pubblico, ma non ha comunicato il numero di utenti né i ricavi.
Wabi porta l’agente negli spazi condivisi
Fondata da Eugenia Kuyda, che in precedenza aveva creato Replika, piattaforma di compagni virtuali basati sull’IA, Wabi è progettata attorno a un’unità di interazione diversa dalla consueta chat individuale: un gruppo di persone che cerca di pianificare o fare qualcosa insieme. Il prodotto combina un agente di IA, spazi condivisi e mini-app personalizzate, che gli utenti possono riprendere e adattare anziché considerare ogni scambio una conversazione a sé. Wabi afferma che alcuni gruppi di amici l’hanno usata per trovare band in linea con i loro gusti comuni e organizzare sfide di fitness, mentre alcune coppie hanno pianificato appuntamenti romantici.
Gli esempi forniti dalla società riguardano anche l’organizzazione quotidiana. Le famiglie possono condividere un piano settimanale dei pasti che diventa una lista della spesa, gestire gli impegni e ricevere aiuto per i compiti dei figli; gli amici possono creare giochi a quiz o strumenti per seguire le attività di un club del libro. Wabi descrive anche usi per la prenotazione di appuntamenti e la pianificazione di viaggi. Questi esempi presentano il prodotto meno come uno spazio privato in cui ottenere risposte e più come uno spazio di lavoro condiviso, dove un agente può aiutare un gruppo a trasformare una conversazione in un piano o in uno strumento riutilizzabile.
La proposta di Kuyda è il tempo trascorso insieme
«L’IA non dovrebbe limitarsi a far risparmiare tempo alle persone. Dovrebbe aiutarle a trascorrerlo meglio, facendo più spesso ciò che amano, con le persone che amano», ha dichiarato nell’annuncio Kuyda, fondatrice e amministratrice delegata di Wabi. Ha descritto l’ambizione della società come un «sistema operativo per la vita», che riunisce persone, strumenti e IA attorno a obiettivi e attività condivise. Il finanziamento, ha dichiarato Wabi, sosterrà l’ulteriore sviluppo e l’espansione del prodotto.
Alex Lim, general partner di IVP, ha apprezzato il fatto che il prodotto vada oltre un’interfaccia testuale, affermando che Kuyda ha «una visione chiara di come le persone interagiranno con l’IA, una visione che va ben oltre la casella di testo o la riga di comando». Anish Acharya, general partner di Andreessen Horowitz, ha dichiarato che Wabi è costruita come uno spazio condiviso per pianificare, giocare e portare a termine le cose. Entrambi gli investitori hanno sostenuto l’approccio della fondatrice ai prodotti di consumo, mentre IVP ha guidato quest’ultimo round.
Una valutazione miliardaria senza dati pubblici sull’utilizzo
Wabi è disponibile su iOS, Android e Mac, mentre una versione per Windows è indicata come in arrivo a breve. L’annuncio non fornisce una data di lancio per Windows, il prezzo di un abbonamento, il numero totale di utenti né una ripartizione di come saranno spesi i 55 milioni di dollari. La valutazione dichiarata e la descrizione della domanda iniziale fornita dalla società restano così i principali indicatori pubblici della fiducia degli investitori.
La scommessa del prodotto è che l’IA personale possa essere utile non solo a un individuo, ma anche alle persone che si coordinano per gestire una casa, un club o una serata fuori. Se queste mini-app condivise diventeranno strumenti a cui le persone torneranno, e se Wabi riuscirà a trasformarne l’utilizzo in un’attività duratura, dipenderà dall’adozione, che la società non ha ancora quantificato pubblicamente.