The Pulse
Un’indagine Usa accosta Jensen Huang di Nvidia a un presunto caso di spionaggio cinese
Secondo un’inchiesta del New York Times, funzionari statunitensi hanno concluso che Alice Huang, dirigente di Megaspeed, società con sede a Singapore, trasmetteva informazioni a Pechino e aveva sviluppato uno stretto rapporto con Jensen Hua

AI.info Team · Scritto con l’IA · verificato ·
Circa un anno fa il presidente Donald Trump è stato informato che, secondo funzionari statunitensi, Pechino riceveva informazioni da una persona che aveva accesso diretto a Jensen Huang, amministratore delegato di Nvidia. Lo riferisce un’inchiesta del New York Times pubblicata il 29 ottobre. Il servizio identifica questa persona come Alice Huang, nota anche come Huang Le, cittadina cinese e dirigente di Megaspeed, società di data center con sede a Singapore. Secondo il Times, i servizi di intelligence statunitensi l’avevano tenuta sotto sorveglianza per circa un anno, mentre separatamente si indagava sulla possibilità che Megaspeed avesse contribuito a trasferire in Cina chip Nvidia per l’IA soggetti a restrizioni.
Il resoconto si basa su interviste a persone informate di attività di sorveglianza riservate, che hanno parlato in forma anonima. Descrive conclusioni e sospetti dei servizi di intelligence, non accuse pubbliche o prove rese note in modo indipendente; il servizio non stabilisce che Jensen Huang fosse a conoscenza della presunta attività di intelligence di Alice Huang. Nvidia ha contestato l’idea che i contatti del suo amministratore delegato con lei fossero insoliti e il governo cinese ha respinto le accuse.
La sorveglianza ha collegato Alice Huang al vertice di Nvidia
Secondo il Times, funzionari statunitensi hanno concluso che Alice Huang fosse una collaboratrice dell’intelligence cinese che trasmetteva informazioni a Pechino. La sorveglianza, ha riferito il giornale, ha mostrato che aveva sviluppato uno stretto rapporto con Jensen Huang. I funzionari temevano che potesse aver raccolto informazioni sui piani di Nvidia e sugli sforzi dell’amministratore delegato per convincere l’amministrazione Trump a consentire la vendita alla Cina di chip più avanzati.
Secondo persone a conoscenza della sorveglianza, Trump è stato informato dei risultati circa un anno prima della pubblicazione dell’inchiesta e non è intervenuto. All’epoca i funzionari non ritenevano che Jensen Huang sapesse che Alice Huang raccoglieva informazioni per la Cina. Il Times ha riferito anche che in seguito alcuni alti funzionari dell’amministrazione si sono chiesti se fosse possibile che lui ne fosse rimasto all’oscuro; il resoconto pubblico non risolve il dissenso.
Secondo il servizio, Jensen Huang non aveva ricevuto un briefing difensivo, un avvertimento che talvolta viene rivolto agli americani ritenuti bersagli di servizi di intelligence stranieri. L’inchiesta ha inoltre riferito che la sorveglianza su Alice Huang è proseguita. La Casa Bianca, la CIA e la National Security Agency hanno rifiutato di commentare con il Times.
Nvidia definisce gli incontri normali contatti con un cliente
Il portavoce di Nvidia John Rizzo ha respinto l’idea che il rapporto dell’amministratore delegato con la dirigente di Megaspeed si distinguesse dai normali rapporti commerciali. Rizzo ha dichiarato al Times:
«Le interazioni di Jensen con la signora Huang non sono insolite né inattese. Gli incontri con i clienti fanno parte del lavoro di un amministratore delegato; Jensen parla ogni anno con migliaia di dirigenti di aziende clienti.»
John Rizzo, portavoce di Nvidia
Nvidia ha affermato che i suoi clienti regionali del settore cloud ricevono normali informazioni commerciali, non segreti commerciali sensibili o informazioni rilevanti per la sicurezza nazionale.
Megaspeed ha dichiarato al Times che la sua attuale dirigenza ha preso le accuse «estremamente sul serio», ha incaricato legali esterni di condurre un’indagine interna e ha comunicato al governo statunitense che collaborerà. Alice Huang non ha risposto alle richieste di commento del giornale. Il Times ha affermato che non era chiaro quanto stretti fossero ancora i suoi legami con Megaspeed.
Le verifiche sui chip risalgono al 2024
Le accuse di spionaggio fanno seguito a una precedente indagine statunitense sul possibile ruolo di Megaspeed nel far arrivare a società cinesi chip Nvidia soggetti a restrizioni. Il Times ha riferito che il Dipartimento del Commercio ha avviato un’indagine sulla società alla fine del 2024, dopo che un funzionario in visita a un data center malese aveva trovato apparecchiature Nvidia ancora imballate nelle scatole. Secondo funzionari dell’amministrazione citati dal giornale, l’indagine del dipartimento è stata trasferita al Dipartimento di Giustizia nel 2026.
Documenti commerciali esaminati dal Times hanno mostrato che una società consociata malese ha acquistato, tra giugno 2024 e febbraio 2026, apparecchiature avanzate per l’IA contenenti chip Nvidia per almeno 4,8 miliardi di dollari. La cifra riguarda gli acquisti di apparecchiature della consociata; non è una prova che le apparecchiature siano state dirottate illegalmente verso la Cina. Funzionari statunitensi sospettano che alcuni chip acquistati tramite Megaspeed possano essere arrivati in Cina, mentre Nvidia ha affermato che la propria indagine non ha trovato prove che la società contrabbandasse chip.
Warren chiede risposte; Pechino nega quanto riportato
La senatrice Elizabeth Warren, democratica del Massachusetts e principale esponente del suo partito nella commissione bancaria del Senato, ha affermato che l’inchiesta solleva interrogativi per Nvidia e il suo consiglio di amministrazione. «Jensen Huang di NVIDIA e il consiglio di amministrazione di NVIDIA devono dare risposte al Congresso», ha dichiarato in una nota il 29 ottobre, collegando le accuse alle persistenti preoccupazioni del Congresso per la vendita di chip avanzati alla Cina.
Anche il ministero degli Esteri cinese ha respinto le accuse. Secondo ABC News, il portavoce Guo Jiakun ha definito quanto riportato «attacchi diffamatori contro la Cina, privi di fondamento e puramente calunniosi», mentre l’ambasciata cinese a Washington ha separatamente descritto al Times le accuse statunitensi come «diffamazioni e calunnie infondate».
Le informazioni pubbliche lasciano senza risposta domande fondamentali: quali informazioni Alice Huang avrebbe trasmesso a Pechino, come siano state ottenute e se i funzionari statunitensi informeranno Jensen Huang. Il Times ha riferito che l’indagine su Megaspeed è ora nelle mani del Dipartimento di Giustizia; Nvidia e Pechino hanno respinto le accuse e Megaspeed afferma di collaborare con le autorità statunitensi.