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L’autorità britannica di vigilanza sulle pensioni segnala i rischi nascosti legati all’IA nei portafogli

L’autorità britannica di vigilanza sulle pensioni ha pubblicato indicazioni che chiedono ai fiduciari dei fondi pensione di valutare in che modo gli investimenti legati all’IA possano concentrare i rischi anche in portafogli apparentemente

L’autorità britannica di vigilanza sulle pensioni segnala i rischi nascosti legati all’IA nei portafogli

AI.info Team · Scritto con l’IA · verificato ·

L’autorità britannica di vigilanza sulle pensioni chiede ai fiduciari dei fondi pensione di guardare oltre la promessa di aumenti di produttività offerta dall’IA e di esaminare come questa tecnologia potrebbe esporre investimenti apparentemente slegati tra loro allo stesso rischio di mercato. In indicazioni pubblicate il 22 ottobre 2026, l’autorità ha avvertito che i portafogli pensionistici potrebbero essere più esposti a una flessione del settore dell’IA di quanto suggerisca la loro composizione in termini di fondi e classi di attività. Ha esortato i fiduciari a misurare tale esposizione e a verificare come reggerebbero i loro fondi in condizioni di stress, non ad abbandonare indiscriminatamente gli investimenti legati all’IA.

La crescita dell’IA è diventata una questione di portafoglio

L’autorità di vigilanza sulle pensioni, o TPR, richiama l’attenzione sulla portata degli investimenti nell’IA e sulla presenza delle aziende legate all’IA nei mercati finanziari. Secondo l’AI Index 2026 di Stanford, gli investimenti aziendali globali nell’IA sono più che raddoppiati nel 2025, mentre gli investimenti privati sono aumentati del 127,5%. TPR afferma inoltre che le aziende legate all’IA rappresentano una quota rilevante dei principali indici azionari e raccolgono capitali attraverso vari canali azionari e obbligazionari in diverse giurisdizioni.

Questa diffusione conta perché l’esposizione legata all’IA non si ferma alle aziende tecnologiche. Le indicazioni per i fiduciari di TPR citano infrastrutture, energia, settore immobiliare e attività finanziarie tra i settori che possono risultare esposti alla stessa espansione trainata dall’IA. Se l’adozione deludesse le aspettative, le norme diventassero più restrittive o gli investimenti nelle infrastrutture per l’IA si rivelassero eccessivi, secondo l’autorità le perdite potrebbero colpire contemporaneamente gli investimenti in tutti questi settori.

I fondi ponderati per capitalizzazione possono nascondere esposizioni sovrapposte

TPR evidenzia due modi in cui un fondo pensione può accumulare esposizione senza puntare in modo evidente e diretto sull’IA. Nei fondi passivi ponderati per capitalizzazione di mercato, il peso delle aziende legate all’IA può aumentare con la crescita del loro valore di mercato, soprattutto nei portafogli che destinano una quota elevata ad attività orientate alla crescita. L’esposizione di un fondo pensione può quindi crescere anche se i suoi investimenti sembrano distribuiti su un indice ampio.

I gestori attivi pongono un problema di misurazione diverso: più fondi possono detenere le stesse aziende o reagire alle stesse dinamiche di mercato, mentre ciascun gestore valuta la concentrazione all’interno del singolo fondo. TPR avverte che questo può nascondere partecipazioni ripetute e correlazioni nel fondo pensione nel suo complesso. La preoccupazione dell’autorità non è che tutti gli investimenti legati all’IA perderanno valore insieme, ma che le classificazioni convenzionali potrebbero offrire ai fiduciari una visibilità insufficiente sui rischi condivisi.

TPR chiede stress test sull’intero fondo pensione

Ben Gunnee, direttore esecutivo della vigilanza sui mercati di TPR, ha dichiarato:

«Per questo i fiduciari dovrebbero valutare ora la propria esposizione legata all’IA, mettere alla prova la tenuta del portafoglio e chiedere ai consulenti di spiegare come l’evoluzione dei mercati potrebbe incidere sui loro investimenti in diverse condizioni di mercato».

Ben Gunnee, direttore esecutivo della vigilanza sui mercati, The Pensions Regulator

Le indicazioni chiedono ai fiduciari di individuare l’esposizione diretta e indiretta legata all’IA in tutte le classi di attività e poi di simulare una flessione grave ma plausibile delle attività legate all’IA. Questi test dovrebbero esaminare le possibili perdite, il fabbisogno di liquidità e l’eventualità che le correlazioni cambino al punto da portare il fondo pensione oltre la propria propensione al rischio. I fiduciari dovrebbero inoltre chiedere ai consulenti come misurano la concentrazione, quali ipotesi adottano negli stress test e se il fabbisogno di liquidità o la leva finanziaria potrebbero amplificare le perdite.

Per i fondi a contribuzione definita c’è anche il rischio legato alle decisioni degli iscritti

Le raccomandazioni di TPR vanno oltre i modelli dei gestori degli investimenti. Secondo le indicazioni, un brusco calo potrebbe spingere gli iscritti ai fondi a contribuzione definita a prendere decisioni di breve periodo che concretizzerebbero le perdite o li escluderebbero da una successiva ripresa. I fiduciari dovrebbero predisporre un piano di comunicazione chiaro e proporzionato, pronto da utilizzare in caso di calo dei mercati.

L’autorità chiede interventi proporzionati alle circostanze di ciascun fondo pensione; non prescrive una ripartizione uniforme degli investimenti né la vendita indiscriminata di quelli legati all’IA. La verifica immediata per i fiduciari è se riescano a vedere l’esposizione complessiva del fondo pensione e se la diversificazione continuerebbe a funzionare qualora le relazioni tra i mercati cambiassero sotto pressione.

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