The Pulse
Ubitium raccoglie 14 milioni di dollari per un chip universale per l’IA fisica
La startup tedesca di chip Ubitium ha raccolto 14 milioni di dollari in un finanziamento seed guidato da Ibex Investors per sviluppare un processore per l’IA fisica. Il suo primo chip ha dimostrato di poter eseguire elaborazione dei segnali

AI.info Team · Scritto con l’IA ·
Il 13 ottobre Ubitium ha annunciato un nuovo finanziamento seed da 14 milioni di dollari, dichiarando che il suo primo chip in silicio ha dimostrato di poter eseguire elaborazione dei segnali, inferenza dell’IA e controllo in tempo reale su un’unica architettura di processore. La startup con sede a Düsseldorf afferma di sviluppare un chip RISC-V riconfigurabile per macchine che operano nel mondo fisico, tra cui droni, robot e apparecchiature industriali. Ibex Investors ha guidato il round, che porta il totale dei finanziamenti seed raccolti dall’azienda a 18 milioni di dollari.
Un chip per percezione, inferenza e controllo
La proposta di Ubitium affronta un problema di progettazione ricorrente nelle macchine autonome: gli sviluppatori spesso distribuiscono percezione, inferenza dell’IA e controllo su processori separati. Secondo l’azienda, questa configurazione comporta trasferimenti di dati e una maggiore complessità del software, oltre a rendere più difficile adattare le risorse di calcolo al variare del carico di lavoro della macchina. L’alternativa proposta è una matrice programmabile in grado di allocare le risorse tra queste attività durante l’esecuzione.
«Le macchine dotate di IA fisica pongono una serie del tutto nuova di sfide computazionali, e l’inferenza non è la più difficile», ha dichiarato Hyun Shin Cho, amministratore delegato e cofondatore di Ubitium. «Percepire il mondo reale e controllare la macchina al suo interno sono altrettanto difficili, e oggi queste funzioni continuano a essere eseguite su chip separati». Cho ha affermato che il nuovo finanziamento contribuirà a trasformare l’architettura dimostrata in un prodotto.
UB108 offre una prima prova su silicio
L’azienda identifica il suo primo chip come UB108, un dispositivo con 256 elementi di elaborazione realizzato con il processo a 8 nanometri di Samsung. Ubitium afferma che il chip ha eseguito elaborazione dei segnali, inferenza dell’IA e controllo in tempo reale sulla stessa matrice riconfigurabile. L’annuncio non fornisce benchmark prestazionali, misurazioni dei consumi o confronti con processori concorrenti: la dimostrazione dichiarata attesta quindi un traguardo funzionale riferito dall’azienda, non un vantaggio misurato rispetto ai progetti esistenti.
Ubitium è stata fondata nel 2024 da Cho e dal direttore tecnico Martin Vorbach. L’azienda afferma che il suo team ha maturato esperienza presso Intel, Nvidia, Apple e Texas Instruments e che detiene 17 brevetti concessi a copertura della sua tecnologia di base, con ulteriori domande in attesa di esame. Queste credenziali descrivono il team e la sua posizione in materia di proprietà intellettuale; da sole, non dimostrano come il chip funzionerà nei sistemi dei clienti.
Le unità di valutazione di UB410 sono previste per il 2027
Il passo successivo è UB410, un processore commerciale previsto con 4.096 elementi di elaborazione. Ubitium afferma di voler completare il tape-out del chip e consegnare le unità di valutazione nel 2027. I primi clienti stanno lavorando a sistemi radar e audio, che l’azienda descrive come applicazioni in cui un’elaborazione dei segnali impegnativa e l’IA possono essere eseguite insieme su un unico processore.
L’azienda indica inoltre i sistemi autonomi, tra cui i droni, come applicazioni destinatarie di un carico di lavoro completo, dalla percezione al controllo. Florian Seibel, cofondatore e co-amministratore delegato di Quantum Systems, ha investito personalmente nel round, insieme a Ibex Investors, OpenOcean e agli investitori già presenti KBC Focus Fund, Runa Capital e Inflection. Seibel ha affermato che le macchine autonome devono elaborare le informazioni sull’ambiente circostante e prendere decisioni a bordo, nel rispetto dei limiti di potenza e peso.
Il finanziamento avvicina il progetto a un prodotto
L’annuncio di Ubitium affianca un primo chip funzionante a un progetto commerciale più grande ancora in programma. La distinzione conta: la dimostrazione di UB108 è un risultato ingegneristico riferito dall’azienda, mentre UB410 resta un processore pianificato, con unità di valutazione previste per il prossimo anno. I 14 milioni di dollari forniscono all’azienda ulteriori capitali per portare avanti lo sviluppo, ma il comunicato non indica un calendario di produzione, il prezzo del chip né i nomi dei clienti.
Per ora, il traguardo concreto è la dichiarazione di Ubitium secondo cui il suo UB108 a 256 elementi esegue tre tipi di attività di calcolo su un’unica matrice. La prossima verifica pubblica sarà se il previsto UB410 a 4.096 elementi arriverà alle unità di valutazione nel 2027 e come funzionerà nei sistemi radar e audio che, secondo Ubitium, i primi clienti stanno sviluppando.