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Tutor raccoglie 75 milioni di dollari mentre il numero di strutture quasi quadruplica
Tutor Intelligence ha annunciato un round di finanziamento di serie B da 75 milioni di dollari guidato da Andreessen Horowitz, affermando che i suoi robot sono al lavoro in un numero di strutture quasi quattro volte superiore a quello di un

AI.info Team · Scritto con l’IA · verificato ·
Le strutture, non i progetti pilota, misurano la crescita di Tutor
Tutor Intelligence afferma che i suoi robot sono ora al lavoro in un numero di strutture quasi quattro volte superiore a quello di un anno fa. Il 2 novembre 2026, la società di robotica di Watertown, nel Massachusetts, ha annunciato un round di finanziamento di serie B da 75 milioni di dollari guidato da Andreessen Horowitz, portando il capitale complessivamente raccolto a 117 milioni di dollari.
I nuovi fondi serviranno ad addestrare modelli fondativi per robot e a produrre e impiegare i due sistemi della società, Sonny e Cassie. Tutor afferma che entrambi utilizzano i suoi modelli e svolgono attività negli Stati Uniti. Al finanziamento hanno partecipato anche Union Square Ventures e Neo, che hanno guidato rispettivamente il round di serie A e quello seed di Tutor.
I tutor da remoto aiutano a trasformare il lavoro in dati di addestramento
L’approccio di Tutor prevede l’impiego di robot connessi a internet in ambienti produttivi, dove svolgono attività per i clienti con il contributo di operatori umani da remoto, che la società chiama tutor. Secondo l’azienda, ogni attività completata aggiunge dati sull’esperienza maturata nel mondo reale, che vengono utilizzati per addestrare i modelli, con l’obiettivo di ampliare sia le attività che i robot possono svolgere sia i contesti in cui possono essere impiegati.
Questo assetto collega le attività commerciali allo sviluppo dei modelli: l’impiego dei robot fornisce esempi tratti dagli ambienti di lavoro, mentre la guida umana li aiuta a gestire le attività durante il funzionamento. Significa anche che i robot non vengono presentati come macchine che lavorano senza l’intervento umano. Tutor afferma che le sue macchine sono dirette da tutor umani e dai modelli fondativi addestrati sul loro lavoro.
Raghu Raghuram, general partner di Andreessen Horowitz, ha descritto l’approccio della società come un percorso che dalle abilità robotiche specifiche porta a capacità più ampie.
«L’apprendimento continuo in una gamma sempre più ampia di contesti di impiego è il percorso che dalle capacità specializzate porta alla robotica di uso generale», ha dichiarato Raghu Raghuram, general partner di Andreessen Horowitz.
La tariffazione oraria e per prelievo cambia l’acquisto
Tutor afferma di fatturare ai clienti una tariffa oraria o per prelievo, anziché richiedere loro di acquistare i robot in anticipo. La società afferma inoltre che i clienti non sottoscrivono contratti a lungo termine, mentre Tutor si occupa dell’installazione e della manutenzione e fornisce aggiornamenti regolari del software e delle capacità di intelligenza.
Il modello rende l’impegno iniziale del cliente diverso da un acquisto convenzionale di hardware: le aziende pagano per il lavoro dei robot, mentre Tutor si assume la responsabilità di gestire e mantenere i sistemi. L’eventuale risparmio dipende dalle prestazioni dei robot nella struttura di ciascun cliente; l’annuncio del finanziamento non fornisce prezzi, confronti di produttività o risultati relativi ai singoli clienti.
Un obiettivo per il 2027 mette la produzione al centro della scommessa
Tutor afferma di essere sulla buona strada per avere più di 1.000 robot sotto contratto entro la fine del 2027, con macchine costruite negli Stati Uniti e impiegate a partire dagli Stati Uniti. La società afferma che i robot attualmente impiegati operano in reti produttive e logistiche e lavorano con beni di consumo tra cui cereali, snack, caramelle, cosmetici, articoli per la casa e giocattoli.
Quasi un terzo delle organizzazioni che hanno ricevuto robot di Tutor nei 12 mesi precedenti era costituito da clienti già acquisiti che aggiungevano altre macchine, afferma la società. Gli ordini ripetuti suggeriscono che alcuni clienti vedano un valore nell’ampliamento dell’impiego dei robot, ma l’annuncio non indica il numero totale di organizzazioni o strutture su cui si basa quella percentuale.