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Trump ordina negoziati commerciali sui robot industriali importati

Il proclama del 28 ottobre del presidente Donald Trump ordina l’avvio di negoziati commerciali sulle importazioni di robotica, macchinari industriali e componenti, citando preoccupazioni per la sicurezza nazionale e la dipendenza dai fornit

Trump ordina negoziati commerciali sui robot industriali importati

AI.info Team · Scritto con l’IA · verificato ·

Il presidente Donald Trump afferma che le importazioni di robotica e macchinari industriali minacciano la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, ma il suo proclama del 28 ottobre non impone dazi. Ordina invece al ministro del Commercio e al rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti di negoziare con i partner commerciali, lasciando le aziende manifatturiere che dipendono dalle attrezzature estere di fronte a un possibile aumento futuro dei costi, non a uno immediato.

La decisione riunisce in un’unica politica due preoccupazioni contrastanti: l’amministrazione sostiene che la dipendenza dall’estero crei rischi per la sicurezza e per l’industria, pur riconoscendo che i produttori statunitensi non sono in grado di fornire attrezzature sufficienti a soddisfare il fabbisogno nazionale. Eventuali tariffe, dazi, quote o diritti arriverebbero in un secondo momento, dopo i negoziati o ulteriori interventi, anziché entrare in vigore con il proclama.

I funzionari devono riferire sui negoziati entro 180 giorni

Il proclama incarica il ministro del Commercio Howard Lutnick e il rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti di perseguire o portare avanti accordi con partner commerciali stranieri sulle importazioni di robotica, macchinari industriali e relativi componenti. Chiede un aggiornamento sui negoziati entro 180 giorni dal 28 ottobre. Trump afferma che potrebbe prendere in considerazione tariffe, dazi, quote o diritti a seconda dello stato e dell’esito dei colloqui.

Trump ha scritto di «condividere la conclusione del ministro» secondo cui le importazioni minacciano la sicurezza nazionale. Il proclama incarica i funzionari di coinvolgere qualsiasi partner commerciale straniero ritengano opportuno.

«Condivido la conclusione del ministro secondo cui robotica, macchinari industriali e relativi componenti vengono importati negli Stati Uniti in quantità e circostanze tali da minacciare di compromettere la sicurezza nazionale degli Stati Uniti».

Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, in un proclama presidenziale

Le preoccupazioni per la sicurezza si scontrano con una carenza di offerta

Il proclama afferma che le attrezzature industriali sono utilizzate in tutti i 16 settori delle infrastrutture critiche statunitensi e in industrie tra cui quelle automobilistica, elettronica, alimentare e delle bevande e della produzione di aeromobili. Sostiene che i macchinari provenienti da soggetti stranieri possano creare vulnerabilità informatiche, perché sono integrati nei sistemi di produzione e di difesa e possono elaborare o conservare dati sensibili.

Allo stesso tempo, la Casa Bianca riconosce che gli Stati Uniti producono meno attrezzature robotiche e industriali di quante ne consumino, non dispongono di una capacità produttiva interna sufficiente a soddisfare la domanda e dipendono dalle importazioni per la maggior parte dei tipi di macchinari e componenti interessati dal provvedimento. Questa carenza riguarda le aziende che utilizzano bracci industriali pesanti sulle linee di produzione. Ars Technica indica le case automobilistiche General Motors, Ford e Tesla, nonché le aziende aerospaziali e della difesa Boeing e Lockheed Martin, tra le società le cui attività dipendono da tali attrezzature.

Nessun dazio per ora, ma i costi restano in gioco

Il proclama non vieta le importazioni né stabilisce un’aliquota tariffaria. Offre a Trump la possibilità di adottare misure aggiuntive se gli accordi non vengono raggiunti entro 180 giorni, non vengono attuati o si dimostrano inefficaci.

Le aziende manifatturiere statunitensi si trovano così di fronte a una tensione che il provvedimento stesso riconosce: i macchinari importati sono presentati come un problema di sicurezza, ma la produzione interna non può ancora sostituire la maggior parte delle forniture estere. Se i negoziati porteranno a oneri sulle importazioni, le aziende statunitensi che importano quei macchinari potrebbero trovarsi ad affrontare costi più elevati. Per ora, il prossimo passo concreto è una relazione a Trump sui colloqui entro 180 giorni dal proclama del 28 ottobre.

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