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Trump ordina alle agenzie federali di chiamare l’IA «Super Intelligence»

Trump ha firmato un ordine esecutivo che impone alle agenzie federali di usare «Super Intelligence» e «SI» al posto di «artificial intelligence» e «AI». Per ora la definizione giuridica resta invariata; una proposta di definizione federale

Trump ordina alle agenzie federali di chiamare l’IA «Super Intelligence»

AI.info Team · Scritto con l’IA ·

Il presidente Donald Trump ha firmato martedì un ordine esecutivo che dispone l’uso di «Super Intelligence» e «SI» al posto di «Artificial Intelligence» e «AI» da parte dei dipartimenti e delle agenzie federali. L’ordine, intitolato «Inaugurating The Era Of Super Intelligence», afferma che le tecnologie oggi in fase di sviluppo «superano di gran lunga ciò che si immaginava quando il termine ‹Artificial Intelligence› è entrato per la prima volta in uso». Mette per iscritto il cambio di nome annunciato da Trump una settimana prima dal podio dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Cambiano i documenti delle agenzie, restano quelli già pubblicati

La sezione 2 dell’ordine elenca gli ambiti in cui si applicano i nuovi termini: corrispondenza ufficiale, comunicazioni pubbliche, siti web, rapporti, documenti programmatici e altri documenti non previsti dalla legge all’interno del ramo esecutivo, il tutto «nella massima misura consentita dalla legge». La sezione 1 espone le ragioni e stabilisce la linea dell’amministrazione:

«La terminologia usata dal governo federale dovrebbe rispecchiare le capacità trasformative di queste tecnologie e le opportunità illimitate che creano per il popolo americano. Di conseguenza, il termine ‹Super Intelligence› esprime più adeguatamente le promesse, il potenziale e le capacità in rapida evoluzione di queste tecnologie. È pertanto la linea della mia amministrazione che, nella massima misura consentita dalla legge, il ramo esecutivo usi i termini ‹Super Intelligence› e ‹SI› al posto di ‹Artificial Intelligence› e ‹AI› e non riconosca l’uso di ‹Artificial Intelligence› e ‹AI› in alcun contesto in cui questa disposizione si applichi.»

Donald J. Trump, presidente degli Stati Uniti, ordine esecutivo «Inaugurating The Era Of Super Intelligence»

L’ordine non impone alle agenzie di modificare regolamenti già emanati, atti presidenziali, contratti, sovvenzioni o altri documenti precedenti. La scheda informativa diffusa lo stesso giorno dalla Casa Bianca segue questa regola: cita il piano del luglio 2025 con il titolo con cui è stato pubblicato, America’s AI Action Plan, e ne descrive l’obiettivo come vincere «la corsa alla SI».

Un nome nuovo, la vecchia definizione giuridica

Per ora, «Super Intelligence» ha esattamente il significato che «artificial intelligence» ha già nel diritto federale. La sezione 3 collega il nuovo termine alla definizione contenuta nella sezione 9401(3) del titolo 15 dello U.S. Code, che descrive «un sistema basato su macchine che, dato un insieme di obiettivi definiti da esseri umani, può formulare previsioni o raccomandazioni oppure prendere decisioni che influenzano ambienti reali o virtuali». Questa definizione resta in vigore finché non sarà sostituita da un successivo atto presidenziale o da una legge del Congresso.

L’ordine concede al consigliere del presidente per la scienza e la tecnologia 60 giorni, fino al 28 novembre, per sottoporre al presidente una proposta di testo legislativo che definisca «Super Intelligence» e «SI» a livello federale. La proposta dovrà valutare se la nuova definizione debba modificare, ampliare o sostituire la definizione di intelligenza artificiale prevista dalla legge, suggerire modifiche di coordinamento alle leggi vigenti che fanno riferimento all’IA e raccomandare eventuali ulteriori interventi del ramo esecutivo. Modificare le leggi spetterebbe al Congresso.

Cosa resta fuori dall’ordine

L’ordine vincola soltanto il ramo esecutivo. Le leggi approvate dal Congresso mantengono la loro formulazione e nulla nel testo si applica alle aziende o al modo in cui descrivono i propri prodotti.

Neppure gli altri governi sono vincolati. Il 22 settembre, alle Nazioni Unite, Trump ha detto che i documenti statunitensi, «e si spera quelli del mondo intero», sarebbero passati al nuovo termine. Una scheda informativa della Casa Bianca sulla visita di Stato di Xi Jinping afferma che i due leader hanno concordato di usare «super intelligence» anziché «artificial intelligence». La scheda annuncia anche un dialogo USA-Cina sulla Super Intelligence (SI) e un canale per gli «incidenti legati alla SI»; il ministero degli Esteri cinese, nell’elencare gli stessi accordi, li chiama dialogo Cina-USA sull’IA e canale per gli «incidenti legati all’IA».

Dal discorso all’ONU all’ordine esecutivo

Nel discorso, Trump ha detto che la parola «artificiale» fa sembrare finta l’intelligenza. «In realtà è straordinaria, ma dobbiamo stare attenti», ha detto all’assemblea, prima di aggiungere: «Vediamo se ho un qualche potere». Il giorno prima aveva chiesto ai suoi follower su Truth Social di scegliere tra «super intelligence» e «superior intelligence»; Newsweek ha riferito che hanno risposto più di 50.000 persone e che il 65 per cento ha scelto la prima opzione. Dopo il discorso, secondo quanto riportato da Newsweek, un’email del Dipartimento di Stato ha esortato i dipendenti federali a usare SI nei documenti.

Trump ha firmato l’ordine dopo un pranzo alla Casa Bianca con dirigenti del settore tecnologico, sei dei quali hanno sottoscritto un accordo volontario, il «White House Accord on Super Intelligence», che raccoglie impegni per la sicurezza, tra cui controlli interni e verifiche esterne indipendenti. Martedì Trump ha detto che «il nome è stato cambiato ufficialmente dalle persone più importanti, più intelligenti e più grandi del mondo». Secondo Computerworld, l’accordo usa il nuovo termine nel titolo, mentre negli impegni fa riferimento ai «modelli di frontiera».

Un termine che i ricercatori usano già per qualcos’altro

Nel settore, superintelligenza indica una tecnologia che ancora non esiste. Il filosofo Nick Bostrom l’ha definita nel 2014 come «qualsiasi intelletto che superi di molto le prestazioni cognitive degli esseri umani praticamente in tutti gli ambiti di interesse». Dopo il discorso all’ONU, Breaking Defense ha osservato che gli esperti usano da tempo «super intelligence» o «artificial super intelligence» per indicare un’IA più intelligente dell’essere umano più intelligente. L’amministratore delegato di OpenAI, Sam Altman, ha scritto in un saggio del 2025 che «l’umanità è vicina a costruire una superintelligenza digitale».

L’ordine attribuisce invece il termine ai sistemi già coperti dalla legge. Prima della firma dell’ordine, Jean-Pierre Dubé, professore di marketing alla University of Chicago, aveva detto a Newsweek che la confusione con il significato consolidato rendeva improbabile una rapida adozione del termine, a meno che i leader tecnologici non avessero cominciato a usarlo.

I dati del sondaggio e le reazioni

L’ordine è arrivato il giorno in cui Quinnipiac University ha pubblicato un sondaggio nazionale secondo cui il 25 per cento degli elettori registrati approvava la gestione dell’intelligenza artificiale da parte di Trump e il 58 per cento la disapprovava, mentre il 17 per cento non esprimeva un’opinione. Il sondaggio, condotto su 1.032 elettori registrati dal 24 al 27 settembre, prima dell’ordine, aveva un margine d’errore di 3,8 punti; il 71 per cento ha detto che sarebbe stato più propenso a sostenere un candidato favorevole a regole di tutela più severe per lo sviluppo dell’IA, il 16 per cento un candidato favorevole ad ampliarne lo sviluppo. Il senatore Mark Warner della Virginia ha risposto all’ordine con una dichiarazione:

«Le aziende che costruiscono i sistemi di IA più potenti ci avvertono che la tecnologia avanza più rapidamente delle nostre misure di tutela. La risposta del presidente? Cambiarle nome e dire alle aziende che la sviluppano di regolamentarsi da sole. Ma cambiare il nome con cui chiamiamo l’intelligenza artificiale non serve ad affrontare i rischi molto reali che accompagnano sistemi di IA sempre più potenti.»

Sen. Mark R. Warner (D-Va.), vicepresidente della Commissione speciale del Senato sull’intelligence

La proposta di definizione federale dovrà arrivare alla Casa Bianca entro il 28 novembre. Anche il prossimo incontro nell’ambito di quello che la Casa Bianca chiama dialogo USA-Cina sulla Super Intelligence (SI) è previsto entro novembre.

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