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Uno studio rileva che i chatbot eguagliano la ricerca su Google nella conoscenza politica

Un sondaggio condotto nel Regno Unito e studi randomizzati hanno rilevato che i chatbot hanno migliorato la conoscenza politica più o meno quanto la ricerca su Google. Secondo il sondaggio, il 13% degli aventi diritto al voto ha usato i cha

Uno studio rileva che i chatbot eguagliano la ricerca su Google nella conoscenza politica

AI.info Team · Scritto con l’IA ·

Il 13% degli aventi diritto al voto nel Regno Unito ha usato un chatbot di IA per cercare informazioni politiche rilevanti per la propria scelta elettorale nella settimana precedente le elezioni generali del 2024, secondo i ricercatori. In studi controllati, i partecipanti che hanno usato i chatbot hanno migliorato la propria conoscenza delle questioni politiche più o meno quanto quelli che hanno usato la ricerca su Google. Lo studio è disponibile come preprint su arXiv, rivisto il 25 giugno 2026.

Il sondaggio rileva l’uso dei chatbot in relazione alle elezioni

La ricerca ha combinato un sondaggio rappresentativo condotto su 2.499 adulti nel Regno Unito con studi randomizzati che hanno coinvolto 2.858 partecipanti. Nel sondaggio, il 32% degli intervistati che usavano i chatbot ha dichiarato di essersi rivolto a questi strumenti per ottenere informazioni politiche rilevanti per la propria scelta elettorale; la quota corrispondeva al 13% degli aventi diritto al voto nel complesso. I ricercatori hanno chiesto informazioni legate alle scelte elettorali degli intervistati, non sull’uso dei chatbot in politica in generale.

Gli esperimenti si sono concentrati su quattro temi: cambiamento climatico, immigrazione, giustizia penale e politiche relative al COVID-19. I partecipanti hanno valutato affermazioni su questi temi, hanno svolto ricerche su due temi loro assegnati usando un chatbot di IA oppure Google, poi hanno risposto di nuovo alle domande. I ricercatori hanno confrontato le loro convinzioni prima e dopo l’attività di ricerca, comprese quelle su affermazioni vere e informazioni false.

Chatbot e Google hanno prodotto miglioramenti simili nella conoscenza

I partecipanti di entrambi i gruppi sono diventati più propensi ad accettare informazioni vere e meno propensi ad accettare affermazioni false sui temi che avevano approfondito. I risultati si sono confermati nelle famiglie di modelli testate, tra cui GPT-4o, Claude 3.5 e Mistral, e con diversi approcci alla formulazione dei prompt. Lo studio non ha riscontrato differenze significative nei miglioramenti della conoscenza ottenuti con le ricerche tramite chatbot e con le ricerche autonome su Google.

«In una serie di studi randomizzati controllati (N = 2.858 in totale) rileviamo che, a prescindere dai temi, dai modelli e dalle strategie di formulazione dei prompt, le conversazioni con l’IA orientate al compito di approfondire specifici temi politici aumentano la conoscenza politica (aumentano la fiducia nelle informazioni vere e diminuiscono quella nelle informazioni false) nella stessa misura delle ricerche autonome su Google».

Lennart Luettgau e coautori, autori dello studio

Le sessioni con i chatbot hanno però offerto un modesto vantaggio in termini di velocità: i partecipanti hanno completato l’attività di ricerca dal 6% al 10% più rapidamente con i chatbot che con Google. Nessuno dei due metodi ha modificato la fiducia dichiarata dai partecipanti nelle istituzioni, negli esperti, nei media o nella tecnologia. Ma in entrambi i gruppi è aumentato l’accordo con le affermazioni progressiste ed è diminuito quello con le affermazioni conservatrici, indipendentemente dagli orientamenti politici dei partecipanti.

La velocità non risolve la questione dei bias

Il cambiamento comune a entrambi i metodi di ricerca è importante: il risultato non dimostra che siano stati i soli chatbot a causarlo. Né lo studio dimostra che ciò che i partecipanti hanno appreso sulla politica abbia cambiato il voto di qualcuno. Ha esaminato attività di ricerca brevi e strutturate, anziché conversazioni politiche aperte o il modo in cui le persone usano i chatbot nel tempo.

Gli autori avvertono inoltre di non aver testato modelli noti per avere bias politici e che né la condizione con chatbot né quella con Google rispecchiava una ricerca personalizzata e potenziata dall’IA. Gli studi si sono svolti nel Regno Unito e si sono concentrati su un’elezione, usando un numero limitato di modelli e sessioni brevi. Questi limiti lasciano aperta una questione pratica: gli stessi miglioramenti nella conoscenza si riscontrerebbero anche quando gli elettori incontrano strumenti più personalizzati, modelli diversi e affermazioni politiche che vanno oltre i quattro temi dello studio?

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