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I libri di autori di Stanford emergono nella controversia sul diritto d’autore con Anthropic

The Stanford Daily ha individuato sei professori di Stanford i cui libri, secondo il giornale, sono stati usati per addestrare Claude. Gli atti giudiziari, però, distinguono le copie usate per l’addestramento, ritenute lecite in base al fai

I libri di autori di Stanford emergono nella controversia sul diritto d’autore con Anthropic

AI.info Team · Scritto con l’IA · verificato ·

I libri di autori di Stanford entrano nella controversia su Claude

The Stanford Daily ha riferito il 27 ottobre che libri dei professori di Stanford Tobias Wolff, Abraham Verghese, Chang-Rae Lee, Daniel Mason, Hayagreeva Rao e Myra Strober figuravano tra le opere collegate ai dati usati per addestrare Claude di Anthropic. Secondo il giornale, 10 pubblicazioni di Wolff erano state usate per addestrare l’IA senza autorizzazione. Wolff e altri 27 autori sostengono che la transazione da 1,5 miliardi di dollari nel caso Bartz v. Anthropic non risolva le loro obiezioni all’uso delle loro opere da parte dell’azienda.

«Mettermi al lavoro in quel modo, senza compenso, è una forma di lavoro schiavistico», ha dichiarato Tobias Wolff, professore emerito di letteratura inglese, a The Stanford Daily.

La transazione riguarda le 482.460 opere incluse nel suo elenco delle opere. Il tribunale ha concesso l’approvazione definitiva il 20 luglio 2026. Secondo l’ordinanza di approvazione definitiva, il pagamento stimato era di circa 3.000 dollari per opera.

La decisione di Alsup ha distinto due tipi di riproduzione

La decisione cruciale nel caso Bartz è arrivata il 23 giugno 2025, non nell’ambito di una causa intentata nel maggio 2026. Il giudice William Alsup ha stabilito che l’uso di copie da parte di Anthropic per addestrare specifici modelli linguistici di grandi dimensioni rientrava nel fair use. Ha invece stabilito che conservare copie pirata in una biblioteca centrale permanente non rientrava nel fair use. La decisione non ha stabilito che Anthropic abbia addestrato illegalmente Claude sui libri dei professori di Stanford.

La distinzione è importante: il tribunale non ha considerato le copie pirata conservate nella biblioteca come copie per l’addestramento solo perché alcuni libri avrebbero potuto essere usati in seguito a tale scopo. L’ordinanza afferma che Anthropic ha scaricato più di sette milioni di copie pirata di libri e le ha conservate nella propria biblioteca. Ha lasciato irrisolte le questioni relative ad altre riproduzioni e ha precisato che un processo avrebbe affrontato la questione delle copie pirata usate per creare la biblioteca centrale e dei danni conseguenti.

Le cause di maggio non sono lo stesso caso

Secondo The Stanford Daily, Wolff e Lee hanno scelto di non aderire alla transazione nel caso Bartz e hanno intentato una causa separata, non collettiva, Cruz v. Anthropic. Ma l’atto introduttivo della causa Cruz, depositato il 13 maggio 2026, non elenca nessuno dei due autori tra gli attori. Lee figura invece in un’altra causa, Kwon v. Anthropic, il cui atto introduttivo è stato depositato il 15 maggio. L’atto giudiziario di quel caso lo indica come attore. Nella causa Cruz si chiedono un processo con giuria e i risarcimenti previsti dalla legge, fino a 150.000 dollari per ogni opera i cui diritti siano stati violati.

The Stanford Daily confronta la somma richiesta con il pagamento stimato dalla transazione, pari a circa 3.000 dollari per opera. Quelle cifre indicano una richiesta e una stima relativa alla transazione, non un risarcimento riconosciuto nelle cause separate. Le accuse formulate in quelle cause restano tali: non sono accertamenti del fatto che Anthropic abbia violato il diritto d’autore di ciascun attore attraverso l’addestramento dei modelli.

Gli autori chiedono compensi e controllo

Wolff ha dichiarato a The Daily che la transazione lascia comunque ad Anthropic ampia libertà di usare le opere letterarie che ritiene di valore. Paul Goldstein, professore di diritto a Stanford che The Daily descrive come attore nella causa collettiva, ha sottolineato in un’email al giornale la difficoltà di ottenere licenze per i libri uno per uno:

«Milioni di singole opere protette dal diritto d’autore possono essere copiate nel corso di qualsiasi operazione di addestramento, ed è semplicemente impraticabile per la piattaforma ottenere licenze dal titolare del diritto d’autore di ogni singola opera o, in effetti, anche solo di una.»

La controversia non riguarda soltanto la presenza di libri pirata nella biblioteca di Anthropic. La decisione del 2025 ha distinto quella biblioteca dalle copie usate per l’addestramento ritenute lecite in base al fair use; le cause separate intentate dagli autori avanzano richieste relative a opere specifiche, risarcimenti e possibili limitazioni agli usi futuri. La transazione risolve le pretese coperte dall’accordo relative alle opere incluse nel suo elenco, mentre gli autori che hanno scelto di non aderirvi possono portare avanti le proprie cause.

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