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Satlyt testa software orbitale per il calcolo condiviso
Satlyt ha testato un software a bordo di un veicolo spaziale per pianificare come assegnare attività di calcolo attraverso una rete orbitale. Il test ha modellato quattro computer, ma ne ha utilizzato uno solo fisicamente in orbita, lascian

AI.info Team · Scritto con l’IA · verificato ·
«È un tassello verso la condivisione delle attività di calcolo tra satelliti».
Rama Afullo, fondatore e CEO di Satlyt
In precedenza, a ottobre, Satlyt ha testato a bordo di un veicolo spaziale un software che pianifica come distribuire le attività di calcolo attraverso una rete orbitale. L’esperimento, condotto con la University of Houston nell’ambito di un progetto di ricerca finanziato dalla NASA, ha mostrato che il software poteva assegnare le attività in base alla capacità di calcolo e alla disponibilità delle comunicazioni. Non ha dimostrato la condivisione del lavoro tra computer su veicoli spaziali distinti: un solo computer ha eseguito fisicamente l’esperimento in orbita.
Un computer di bordo ha modellato una rete di quattro computer
Per il test, Satlyt ha predisposto una rete simulata di quattro computer, quattro utenti e otto servizi. Il suo software ha valutato come assegnare ed eseguire le attività sui computer modellati, per poi inviare i risultati sulla Terra. L’hardware effettivamente a bordo ha valutato la rete simulata; gli altri computer non erano nodi fisici che si scambiavano dati in orbita.
Questa distinzione segna il limite dell’esperimento. Satlyt ha mostrato che il suo software poteva generare piani sull’hardware di un veicolo spaziale, ma non ha ancora dimostrato come più computer fisici si trasferiscano informazioni nella pratica. Afullo ha detto che un approccio ha dato risultati migliori degli altri, anche se ha richiesto una maggiore potenza di calcolo.
La NASA ha finanziato la ricerca, non l’impiego di Satlyt
Il finanziamento della NASA al progetto non significa che l’agenzia abbia selezionato Satlyt per una missione o scelto di impiegare la sua tecnologia. TechCrunch ha riferito che il software di Satlyt è già presente su tre satelliti in orbita, ma il test descritto nell’articolo si è concentrato sull’esecuzione del software di pianificazione su un solo computer di bordo.
L’obiettivo più ampio di Satlyt è collegare i veicoli spaziali affinché possano condividere le attività di calcolo. Gli operatori stabilirebbero permessi, priorità e limiti operativi; il software prenderebbe decisioni entro quei confini. Elaborare i dati vicino al luogo in cui un satellite li raccoglie potrebbe ridurre la dipendenza dalle trasmissioni verso la Terra, che possono essere vincolate da finestre di comunicazione limitate.
Afullo ha fondato Satlyt nel 2024 per sviluppare software che consenta agli operatori di eseguire IA e altre applicazioni a bordo di veicoli spaziali. Un esempio da lui citato è quello di un satellite che rileva un incendio boschivo e invia più rapidamente le informazioni pertinenti, anziché attendere di trasmettere tutti i dati raccolti per un’analisi a terra. Ha detto che l’esperimento ha testato un componente di pianificazione di questa capacità più ampia.
Restano un errore nella misurazione dei tempi e diversi ostacoli tecnici
Il test ha anche evidenziato un problema nel modo in cui il software di Satlyt considerava i ritardi: registrava l’ora di arrivo anziché il ritardo trascorso. Sono due misurazioni diverse e Afullo ha detto che l’azienda deve ancora testare il software con carichi di lavoro, hardware e condizioni di connettività differenti.
Prima di poter dimostrare la condivisione delle attività di calcolo tra veicoli spaziali distinti, Satlyt deve anche affrontare i problemi relativi ai collegamenti di comunicazione, ai permessi degli operatori, ai trasferimenti sicuri, alla pianificazione delle risorse e al ripristino quando una connessione diventa indisponibile. Afullo ha detto che i prossimi passi prevedono una validazione e un’integrazione più ampie, seguite da dimostrazioni della condivisione delle attività di calcolo tra veicoli spaziali. Il test di ottobre ha restituito i risultati sulla Terra, ma non ha ancora mostrato questo scambio tra veicoli spaziali.