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Runware punta a 30 MW al giorno dalla sua fabbrica di data center in Romania

Runware prevede di portare la produzione dei suoi data center per IA costruiti in fabbrica a 30 megawatt di capacità al giorno entro il 2028, con l’obiettivo di ridurre i tempi di installazione e configurazione fino a 48 ore. La società aff

Runware punta a 30 MW al giorno dalla sua fabbrica di data center in Romania

AI.info Team · Scritto con l’IA · verificato ·

Runware vuole costruire data center per IA su una catena di montaggio e poi metterli in funzione presso le sedi dei clienti, con l’obiettivo di ridurre i tempi di installazione e configurazione fino a 48 ore. Il 30 ottobre TechCrunch ha riferito che la società prevede di portare la produzione della sua fabbrica in Romania a 30 megawatt di capacità di data center al giorno entro il 2028. L’obiettivo equivarrebbe a quasi 1 gigawatt al mese, ma si tratta di un traguardo produttivo, non della produzione attuale.

Installazione e configurazione: obiettivo 48 ore

Il prodotto di Runware, il Sonic Inference Pod, è un data center modulare costruito in fabbrica e spedito per l’installazione. Il cofondatore e amministratore delegato Flaviu Radulescu ha dichiarato che Runware ha già due fabbriche: una che utilizza da alcuni anni per costruire i pod e una seconda di cui ha avviato la costruzione in precedenza quest’anno. La seconda dovrebbe essere completata entro pochi mesi ed entrare in funzione all’inizio del prossimo anno. Runware prevede di aumentare gradualmente la produzione a partire dal 2027.

Le 48 ore riguardano l’installazione e la configurazione presso la sede di un cliente, non il tempo necessario per costruire un pod. Secondo la società, un’unità che un tempo richiedeva tre settimane per essere costruita dovrebbe richiedere un giorno con l’aumento della produzione. I clienti possono mettere a disposizione un sito o chiedere a Runware di trovarne uno, e la società afferma che fornirà pezzi di ricambio in caso di guasto dei componenti.

«Per le nuove generazioni di GPU, il nostro team hardware interno può progettare, costruire e testare i componenti autonomamente, consentendoci di adattarci rapidamente».

Lo ha dichiarato a TechCrunch Flaviu Radulescu, cofondatore e amministratore delegato di Runware. La società afferma che i clienti possono configurare il modello standard del pod in base alle proprie esigenze e ai chip GPU più recenti. Offre due formule: i clienti possono noleggiare capacità di calcolo da Runware oppure fornire le proprie GPU e pagare un canone mensile per i pod e la loro gestione, con energia elettrica e connessione internet fatturate separatamente.

La domanda dichiarata e la prova della produzione

Runware afferma di aver ricevuto manifestazioni d’interesse con impegno per un valore di 1 miliardo di dollari per i suoi Sonic pod da quando ha iniziato a offrirli a clienti esterni circa un mese fa. Radulescu ha dichiarato che tali manifestazioni d’interesse rappresentano oltre 20 megawatt di capacità che la società sta lavorando per fornire. La società ha raccolto oltre 60 milioni di dollari, tra cui 50 milioni in un round di Serie A lo scorso dicembre, e afferma che i finanziamenti sostengono la nuova fabbrica; prevede di raccogliere fondi in un round di Serie B.

Radulescu ha dichiarato che Runware ha assunto un direttore di stabilimento proveniente dall’industria automobilistica per lavorare con il suo responsabile hardware. «La nostra struttura dei costi è molto diversa», ha detto, sostenendo che la manodopera in fabbrica e i componenti ampiamente disponibili rendono l’economia dell’azienda diversa da quella della startup di veicoli elettrici Arrival, che ha faticato a produrre veicoli a costi sostenibili. Il confronto indica il rischio centrale: gli spazi di una fabbrica e una linea di produzione non dimostrano, da soli, che una società sia in grado di reperire componenti, gestire le scorte e consegnare al ritmo promesso.

Runware dipende anche da fornitori esterni per alcuni componenti. La società afferma che pompe e ventole provengono dalla Germania, mentre per le apparecchiature di rete dipende da Nvidia. Il suo team progetta e costruisce i sistemi di raffreddamento e altri sistemi dei pod utilizzando componenti standard, ma l’aumento della produzione richiederà comunque catene di approvvigionamento affidabili, oltre all’espansione della fabbrica.

Siti con energia elettrica e una riserva di capacità più ampia

La società afferma che i suoi pod necessitano di energia elettrica e di una connessione internet e utilizzano un sistema di raffreddamento a liquido a circuito chiuso con radiatori raffreddati ad aria, evitando la necessità di un allacciamento idrico. Radulescu ha dichiarato che Runware sta lavorando con fornitori di energia a una riserva di siti per 397 megawatt, con la possibilità di arrivare a 1,2 gigawatt. Ha detto che i siti sono in genere già dotati di energia elettrica e sono più piccoli dei campus gestiti dagli hyperscaler.

Si tratta di affermazioni della società, non della prova che le installazioni non avranno effetti sulle reti elettriche o sulle comunità locali. Runware afferma di usare energia rinnovabile quando possibile e punta a farne la propria fonte energetica principale. Il suo prossimo traguardo è più concreto: completare e aprire la seconda fabbrica all’inizio del prossimo anno, per poi dimostrare se sia possibile ridurre i tempi di costruzione dei pod in fabbrica da tre settimane a un giorno, soddisfacendo al contempo gli ordini dei clienti.

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