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RoboParty apre l’hardware e il software di RP1
RoboParty ha lanciato la sua piattaforma umanoide RP1 il 15 ottobre 2026, pubblicando file di progettazione, software e risorse per l’apprendimento robotico in una serie di repository collegati. Il README del progetto indica che le dimostra

AI.info Team · Scritto con l’IA ·
RoboParty afferma che RP1 offre agli sviluppatori «pieno controllo» di un robot umanoide, ma una sezione della pagina pubblica del progetto riporta ancora la dicitura «Prossimamente». L’azienda ha lanciato la piattaforma il 15 ottobre 2026, con repository che coprono hardware, firmware e strumenti per l’apprendimento robotico; il README mostra inoltre che le dimostrazioni non sono ancora disponibili. È questo il quadro del lancio: un’ampia apertura tecnica, mentre alcune parti del pacchetto destinato agli sviluppatori sono ancora in preparazione.
Dai file CAD all’addestramento dei movimenti
La guida ai repository di RP1 suddivide il progetto in risorse per hardware, software e apprendimento. L’elenco relativo all’hardware comprende file sorgente dei componenti meccanici, elettronica, procedure di test e assemblaggio, oltre a materiali sui moduli articolari e sull’integrazione delle mani. I repository software coprono un SDK per il deployment, descrizioni del robot e firmware; i progetti di addestramento comprendono locomozione, imitazione del movimento e modelli comportamentali.
Questa ampiezza conta perché un robot aperto può significare cose diverse: un software che invia comandi a una macchina non modificabile, oppure l’accesso ai componenti che ne determinano i movimenti. RoboParty afferma che RP1 è progettato per la seconda possibilità, collegando i progetti meccanici ed elettrici ai driver dei dispositivi, ai modelli del robot e ai flussi di lavoro per l’addestramento. I ricercatori potrebbero, in linea di principio, esaminare o modificare più livelli, anziché trattare il robot come una piattaforma chiusa.
Il repository principale è un indice, non il luogo in cui proporre modifiche. RoboParty invita chi vuole contribuire ad aprire segnalazioni e pull request nel sottorepository pertinente e afferma che ciascuno contiene informazioni sui materiali rilasciati, sulle configurazioni supportate e sulle istruzioni di installazione. Il README elenca configurazioni del robot supportate con 24, 28, 30 e 42 gradi di libertà.
La precisazione «Prossimamente»
Il repository di RP1 elenca diversi progetti di apprendimento del movimento, tra cui AMP e BeyondMimic, ma la sezione delle demo reca la dicitura «Prossimamente». La distinzione separa il codice e gli elenchi dei progetti da una dimostrazione pronta all’uso: il README rimanda i lettori ad altri repository per i dettagli, le configurazioni supportate e i passaggi per l’installazione. Non dimostra che tutte le configurazioni o i flussi di lavoro elencati siano ugualmente pronti all’uso.
Nell’annuncio del lancio, RoboParty descrive un RP1 standard con 24 gradi di libertà attuati e un RP1 Pro con 30, escluse le mani robotiche dotate di destrezza. La pagina del prodotto dell’azienda elenca un modello di attuatore da 100 millimetri con una coppia massima di 160 newton-metri e dichiara fino a tre ore di funzionamento; avverte che le prestazioni e l’autonomia variano in base al carico, al terreno, alle condizioni della batteria e alla configurazione del software. Si tratta di specifiche fornite dall’azienda, non di risultati di test indipendenti.
La scommessa di RoboParty sull’hardware condiviso
L’annuncio del lancio presenta RP1 come una piattaforma di ricerca per testare algoritmi su hardware fisico. RoboParty afferma che supporta la deambulazione, il recupero dopo perturbazioni e cadute e il tracciamento dei movimenti umani, mentre la sua catena di strumenti collega la raccolta dei dati, l’addestramento in simulazione e il deployment sul robot. Il lancio presenta queste capacità come punto di partenza per sviluppare politiche di livello superiore, non come prova che il robot possa svolgere autonomamente un compito specifico.
«Con RP1 vogliamo aprire più del codice. Vogliamo dare ai ricercatori l’opportunità di comprendere davvero, modificare e far progredire continuamente le capacità robotiche.»
Yi Huang, fondatore di RoboParty
Il precedente progetto RPO di RoboParty, lanciato nel gennaio 2026, aveva raccolto più di 2.600 stelle su GitHub al momento dell’annuncio di RP1, secondo l’azienda. RP1 amplia quell’iniziativa con i moduli articolari ROMOMO sviluppati internamente e un catalogo più ampio di repository hardware e software. Per gli sviluppatori che valutano il lancio, il prossimo passo concreto è consultare il singolo repository per verificare la specifica configurazione del robot, le istruzioni di installazione e i materiali disponibili che intendono utilizzare.