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Photon raccoglie 4,5 milioni di dollari per portare gli agenti nelle app di messaggistica
Photon ha raccolto 4,5 milioni di dollari in un finanziamento seed per aiutare gli sviluppatori a far funzionare agenti di IA attraverso servizi di messaggistica, tra cui iMessage e WhatsApp. La startup afferma di aver registrato più di 40.

AI.info Team · Scritto con l’IA ·
Photon afferma che il suo software open source rappresenta ancora il 98% dell’utilizzo. La startup ha raccolto 4,5 milioni di dollari in un finanziamento seed per sviluppare strumenti destinati a chi vuole raggiungere le persone con agenti di IA attraverso i servizi di messaggistica, anziché tramite un’app mobile separata.
L’azienda afferma di aver registrato più di 40.000 sviluppatori e di aver decuplicato i ricavi in quattro mesi. Non ha reso note le cifre dei ricavi, quindi il tasso di crescita non offre una misura pubblica delle dimensioni dell’attività. Il round è stato guidato congiuntamente da Gradient e A*, con la partecipazione anche di Vercel, HongShan, Z Fellows, Llama Ventures, Karman e investitori angel.
Dal codice open source al servizio gestito
Gli strumenti di Photon consentono agli sviluppatori di creare e gestire agenti su iMessage, WhatsApp, Telegram, SMS e RCS, email e servizi vocali. L’offerta comprende un’API unificata, un framework per i canali, un’interfaccia a riga di comando e una suite di osservabilità. L’idea è permettere agli utenti di contattare un agente attraverso servizi che già utilizzano, invece di chiedere loro di installare un’altra app.
I fondatori hanno iniziato con un software open source dopo essersi imbattuti in un problema comune mentre sviluppavano app per i consumatori: far sì che le persone le scoprissero. Il cofondatore Daniel Tian aveva creato un bot per iMessage che rispondeva agli amici al posto suo. Quando Tian e il cofondatore Ryan Zhu hanno pubblicato la tecnologia su GitHub, migliaia di sviluppatori l’hanno adottata, secondo quanto riportato da TechCrunch.
Ad aprile, i fondatori hanno iniziato a vendere l’accesso a una versione gestita della piattaforma tramite diversi livelli di abbonamento. Photon afferma che il servizio garantisce una disponibilità del 99,95% ed è conforme a SOC 2 Type II e HIPAA. Secondo l’azienda, per l’utilizzo da parte di più di 10 utenti è necessario passare dal piano gratuito a uno dei tre piani a pagamento.
Più iscritti, ma i ricavi restano riservati
Photon afferma che il tasso di abbandono è inferiore al 3% e che il volume dei messaggi è aumentato di cinque volte nel mese precedente alla notizia del finanziamento. Questi dati indicano attività sulla piattaforma, ma l’azienda non ha comunicato quanti ricavi generi tale attività. Anche il fatto che il prodotto open source rappresenti il 98% dell’utilizzo mostra che l’adozione da parte degli sviluppatori e l’uso del servizio gestito a pagamento sono due misure diverse.
Tra i clienti citati da Photon figurano Corgi Insurance, Boardy, Ditto, la piattaforma bancaria per le imprese Rho, l’assistente finanziario Fliptexts e il client di posta elettronica Slashy. Le integrazioni vanno oltre i clienti: Eve e ChatSDK di Vercel e l’agente Hermes di Nous Research utilizzano la tecnologia di Photon, mentre anche QClaw e NanoClaw di Tencent funzionano sulla sua piattaforma, secondo quanto riportato da TechCrunch.
La proposta di Photon di sostituire le app è stata messa in scena durante un evento a San Francisco il 17 settembre. La startup ha organizzato un funerale scherzoso per le app mobili, con tanto di bara per le icone delle app, accanto a una giornata dedicata agli sviluppatori con tavole rotonde di Vercel, Stripe e OpenAI.
La scommessa di Tian va oltre le chat tra persone e agenti
Per ora, Photon si concentra sul collegamento tra agenti e persone. Tian ha detto a TechCrunch che, nel più lungo periodo, vede per l’azienda un ruolo nel collegare gli agenti tra loro.
«Penso che, in futuro, gli agenti saranno in grado di trovare per te l’agente capace di fare le cose giuste: sarà quindi il livello di comunicazione A-to-A»,
Daniel Tian, cofondatore e CEO di Photon
Il suo esempio è un assistente per pianificare viaggi che coinvolge, quando necessario, agenti separati per prenotare voli e hotel. La prova immediata è più prosaica: capire se gli sviluppatori che usano gli strumenti open source di Photon pagheranno per il servizio gestito man mano che i loro prodotti cresceranno e se tali servizi potranno continuare a raggiungere gli utenti attraverso i canali di messaggistica da cui già dipendono.