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Perplexity rende open source SPACE, la sua sandbox Firecracker per gli agenti
Il 15 ottobre 2026 Perplexity ha rilasciato SPACE, la sua sandbox per agenti basata su Firecracker, con licenza Apache 2.0. L’azienda afferma che la piattaforma esegue tutte le sessioni di Perplexity Computer e che, da luglio, ha gestito mi

AI.info Team · Scritto con l’IA ·
Perplexity pubblica l’ambiente di esecuzione alla base di Computer
Il 15 ottobre Perplexity ha rilasciato come software open source, con licenza Apache 2.0, SPACE, la piattaforma sandbox che usa per eseguire codice per il suo agente Computer. L’azienda afferma di aver sostituito a luglio il precedente fornitore commerciale di sandbox con SPACE e di averla usata da allora per ogni sessione di Computer. «Oggi rendiamo open source SPACE per offrire agli sviluppatori una base su cui costruire sistemi di agenti più sicuri e contribuire a rafforzare le protezioni in tutto il settore», ha scritto Perplexity nel suo annuncio.
SPACE sta per Sandboxed Platform for Agentic Code Execution. Il repository pubblico descrive un servizio che crea ambienti Linux in micro macchine virtuali Firecracker isolate, esegue comandi tramite un’API HTTP, ne trasmette l’output in streaming e gestisce il ciclo di vita di ogni sandbox. Il codice è scritto in Rust, ma le applicazioni usano l’interfaccia HTTP senza dover incorporare una libreria Rust.
Ogni sandbox viene avviata da un template e dispone di una propria macchina virtuale e di un filesystem scrivibile. Un’applicazione può eseguire più comandi nello stesso ambiente, poi mantenerlo, metterlo in pausa, sospenderlo o eliminarlo. La guida all’architettura distingue l’API di gestione dalla connessione separata del piano dati usata per trasmettere in streaming l’output dei comandi.
Isolamento, ripristino e controlli di rete
Perplexity afferma che SPACE mantiene le credenziali custodite dalla piattaforma e la gestione della rete fuori dalla sandbox non attendibile. Questa scelta consente a un agente di accedere ai servizi autorizzati senza collocare quelle credenziali nel suo ambiente di lavoro. La piattaforma permette inoltre di mettere in pausa e riprendere il lavoro, creare diramazioni delle sessioni e ripristinare checkpoint, così che un’attività possa proseguire dopo una revisione o un’interruzione.
Il rilascio open source dà agli sviluppatori accesso all’implementazione e alle indicazioni per il suo deployment, non a un servizio ospitato che non richieda alcuna configurazione. Il repository include una procedura di installazione locale con Kubernetes Kind e documentazione sull’API, sui template e sulle operazioni. La documentazione dell’architettura descrive anche un adapter diretto per i worker che può funzionare senza Kubernetes.
Perplexity segnala un aggiramento delle restrizioni di rete
Perplexity afferma che SPACE ha gestito milioni di creazioni di sandbox al giorno da quando è entrata in uso a luglio. In un confronto sullo stesso traffico di produzione, secondo l’azienda la creazione delle sandbox è stata da tre a cinque volte più rapida rispetto al fornitore precedente.
L’azienda riferisce inoltre di aver testato SPACE contro agenti che tentavano di oltrepassare i confini di sicurezza. In 108 tentativi non ha riscontrato alcuna evasione da una macchina virtuale guest verso il relativo host, ma in alcuni test sono state aggirate le restrizioni di rete. Perplexity afferma di aver corretto queste vulnerabilità e che nessuno dei due metodi individuati ha funzionato nei test successivi. Questi risultati descrivono la valutazione dell’azienda; non dimostrano che ogni deployment o configurazione resisterà a ogni attacco.
I partner cloud stanno testando i deployment
Perplexity afferma che CoreWeave e Akamai hanno testato e avviato SPACE sulle proprie piattaforme cloud e stanno collaborando con l’azienda per renderla disponibile ai clienti. Crusoe sta collaborando con Perplexity per portare la piattaforma nel proprio portafoglio Managed AI Services.
Queste collaborazioni indicano che il rilascio si rivolge anche a chi non si limita a condurre esperimenti su un portatile: gli sviluppatori possono esaminare il codice, mentre i fornitori cloud valutano come offrirlo nei propri ambienti. I limiti pratici del progetto pubblico sono definiti dalle configurazioni e dai componenti documentati nel repository, tra cui l’isolamento delle macchine virtuali basato su Firecracker, l’API, la configurazione del deployment e i controlli di sicurezza.