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Opera lancia l’anteprima di WebAI per i modelli nel browser eseguiti sul dispositivo
Opera ha iniziato a distribuire WebAI, una funzione del browser che consente a siti web ed estensioni di usare modelli di IA eseguiti sul dispositivo dell’utente. Il comunicato stampa e il blog di Opera descrivono in modo diverso la disponi

AI.info Team · Scritto con l’IA · verificato ·
Il 27 ottobre Opera ha iniziato a distribuire funzionalità di IA locale nei suoi browser, presentando WebAI come un modo per consentire a siti web ed estensioni di usare modelli eseguiti sul dispositivo dell’utente. L’azienda definisce WebAI una proposta di standard web, non una specifica definitiva. Il comunicato stampa di Opera afferma che le prime funzionalità in anteprima sono disponibili in Opera One e arriveranno in seguito su Opera GX e Opera Neon; un articolo distinto sul blog di Opera descrive invece l’anteprima come già disponibile in tutti e tre i browser.
WebAI pone il browser tra i siti e i modelli
La proposta offre a siti web ed estensioni del browser un modo per accedere all’IA ospitata nel browser per attività come generare testi, classificare contenuti e individuare relazioni tra informazioni. Opera afferma che la sua implementazione può funzionare con modelli diversi, senza vincolare gli sviluppatori a un unico fornitore. Al lancio, l’azienda indica Gemma di Google e, sui Mac, il modello di base on-device di Apple.
Opera presenta questo approccio come un modo per creare funzionalità del browser senza gestire infrastrutture di IA né pagare un fornitore cloud per ogni richiesta. Tra gli esempi citati nell’annuncio ci sono estensioni che ordinano le schede, segnalano i titoli acchiappaclic o individuano offerte di lavoro pertinenti. Si tratta di possibili utilizzi, non di funzionalità integrate in Opera: l’azienda afferma che gli sviluppatori possono creare estensioni per svolgere queste attività.
Gli utenti devono attivare i modelli locali
WebAI richiede un’attivazione esplicita: Opera afferma che non scarica nulla finché l’utente non attiva la funzione e che le autorizzazioni per ciascun sito consentono di scegliere quali siti web possono accedere all’IA locale. Le istruzioni per gli sviluppatori dell’azienda indicano agli utenti di scaricare o aggiornare Opera One, poi di andare in Impostazioni e Opera AI per attivare la Web AI API. L’attivazione comporta il download di un modello compatibile, un passaggio che, secondo Opera, può richiedere alcuni minuti.
L’anteprima supporta i PC Windows a 64 bit con processori Intel o AMD e i Mac con chip Apple. Il blog di Opera esclude i Mac con processori Intel, Linux e Windows su Arm. Poiché l’inferenza viene eseguita sul dispositivo dell’utente, la velocità di risposta dipende dall’hardware del dispositivo, afferma l’azienda.
La proposta di Opera: meno richieste al cloud, più controllo agli utenti
«Molto di ciò che le persone vogliono dall’IA non richiede un data center. Il tuo portatile può già farlo, senza inviare i tuoi dati da nessuna parte».
Krystian Kolondra, vicepresidente esecutivo per i browser e l’IA di Opera
L’elaborazione locale può mantenere sul dispositivo i contenuti trattati da un modello, evitando di inviarli a un servizio di IA esterno per quell’inferenza. Sposta anche il lavoro di calcolo sull’hardware dell’utente, quindi le prestazioni del modello varieranno da un dispositivo all’altro. Opera afferma che l’anteprima è il primo passo di un’iniziativa più ampia per aggiungere modelli ottimizzati per dispositivi diversi e altri strumenti per creare funzionalità del browser.
Una proposta, non ancora uno standard condiviso tra browser
Opera afferma che WebAI ha il sostegno di aziende tra cui Google e Microsoft, ma l’annuncio non descrive uno standard definitivo né dice che altri browser lo abbiano implementato. Per ora, la funzione è un’anteprima di Opera, con modelli supportati, piattaforme e autorizzazioni definiti dall’implementazione dell’azienda. La possibilità che WebAI diventi un’interfaccia comune ai browser dipende dal lavoro che seguirà questa prima versione.
L’offerta immediata è più circoscritta e concreta: gli sviluppatori possono sperimentare la generazione locale di testi, la classificazione e le relazioni semantiche tramite il browser di Opera, mentre gli utenti decidono se scaricare un modello e quali siti possono utilizzarlo. Opera prevede di aggiungere altri modelli aperti ottimizzati per dispositivi diversi.