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OpenAI ha risolto gli errori su ChatGPT, Codex e le sue API
OpenAI ha segnato come risolto il 29 settembre un incidente che causava un aumento degli errori su ChatGPT, Codex e la sua API, poi ha pubblicato un ulteriore aggiornamento sul ripristino il 6 ottobre. Il registro dell’incidente elenca i co

AI.info Team · Scritto con l’IA ·
OpenAI ha contrassegnato l’incidente come risolto il 29 settembre
La pagina di stato di OpenAI registra un aumento degli errori che ha interessato ChatGPT, Codex e l’API, inclusa la Agents API. La prima comunicazione sull’incidente risale alle 5:52 del pomeriggio del 29 settembre 2026. Alle 6:24 di sera, l’azienda ha dichiarato che stava esaminando l’aumento degli errori che interessava ChatGPT, Codex e l’API, avvertendo che alcuni utenti avrebbero potuto riscontrare richieste non riuscite o attività rimaste incomplete.
OpenAI ha pubblicato ulteriori aggiornamenti sulle indagini alle 7:08 e alle 7:39 di sera. L’aggiornamento successivo menzionava anche difficoltà nell’accesso o nella registrazione. A partire dalle 9:09 di sera, la pagina registra diversi aggiornamenti di monitoraggio secondo cui era stata applicata una misura correttiva e il ripristino era sotto osservazione. L’incidente è stato formalmente contrassegnato come «Risolto» alle 11:14 di sera del 29 settembre, non il 6 ottobre.
La pagina mostra anche un aggiornamento del 6 ottobre 2026, alle 8:26 del mattino, in cui si afferma che tutti i servizi interessati erano stati completamente ripristinati. Questa successiva comunicazione sullo stato del ripristino segue, nella cronologia degli aggiornamenti, la voce relativa alla risoluzione del 29 settembre; non cambia la data in cui OpenAI ha contrassegnato per la prima volta l’incidente come risolto. La pagina classifica l’incidente come «Prestazioni degradate», anziché descrivere tutti i servizi interessati come completamente non disponibili.
L’impatto indicato ha interessato tre gruppi di prodotti
L’elenco dei componenti interessati di OpenAI comprende 12 componenti dell’API: Chat Completions, Responses, Agents, Fine-tuning, Embeddings, Images, Batch, Audio, Moderations, Realtime, Files e Login. Il gruppo ChatGPT contiene 14 voci, tra cui Conversations, Login, ChatGPT Work, Codex in ChatGPT Desktop, Compliance API, Search, caricamento di file, modalità vocale, GPTs, Image Generation, Deep Research, Agent, Sites e Connectors/Apps.
I quattro componenti Codex elencati sono Codex Web, Codex API, CLI e l’estensione per VS Code. Nel loro insieme, gli elenchi della pagina mostrano che la segnalazione riguardava più delle conversazioni di ChatGPT o di un singolo endpoint per sviluppatori. Individuano i componenti che OpenAI ha associato all’incidente, ma non forniscono tassi di errore specifici per quei componenti né affermano che ciascuno sia stato interessato allo stesso modo.
OpenAI avverte che le sue metriche di disponibilità sono aggregate tra livelli di servizio, modelli e tipi di errore. Afferma che la disponibilità per un singolo cliente può variare in base al livello di abbonamento e al modello o alle funzionalità dell’API utilizzati. La pagina dell’incidente non indica il numero di utenti o richieste interessati, quindi non quantifica la portata dell’interruzione.
Il termine per l’analisi delle cause è stato fissato dopo la risoluzione di settembre
Nell’aggiornamento sulla risoluzione del 29 settembre, OpenAI ha dichiarato:
«Il problema che causava un aumento degli errori su ChatGPT, Codex e l’API è stato risolto e tutti i servizi interessati sono stati ripristinati».
OpenAI ha ringraziato gli utenti per la pazienza e ha detto che avrebbe pubblicato un’analisi dettagliata delle cause entro i cinque giorni lavorativi successivi. Quel termine era legato all’aggiornamento sulla risoluzione del 29 settembre. La voce del 6 ottobre afferma che i servizi interessati erano stati completamente ripristinati, ma non stabilisce una nuova data di decorrenza per il termine dell’analisi delle cause.
Il resoconto dell’incidente riferisce che è stata applicata una misura correttiva e che il ripristino è stato monitorato, ma non descrive la misura né individua la causa degli errori. Non spiega nemmeno l’intervallo tra la voce sulla risoluzione del 29 settembre e l’aggiornamento sullo stato del ripristino del 6 ottobre. Questi dettagli non sono forniti nella cronologia della pagina di stato.