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NVIDIA sostituisce le chiavi SSH di Brev dopo un incidente di sicurezza durato 16 giorni
NVIDIA afferma che un’attività non autorizzata sulla sua piattaforma cloud Brev, tra il 4 e il 20 ottobre, potrebbe aver esposto le chiavi SSH predisposte per le macchine virtuali dei clienti. L’azienda ha sostituito le chiavi e aggiornato

AI.info Team · Scritto con l’IA · verificato ·
Un avviso inviato ai clienti di Brev interessati afferma che le informazioni sulla piattaforma di sviluppo cloud di NVIDIA potrebbero essere state esposte durante un’attività non autorizzata tra il 4 e il 20 ottobre. L’avviso indica le chiavi SSH predisposte per le macchine virtuali dei clienti come potenzialmente coinvolte. NVIDIA afferma di aver sostituito le chiavi e aggiornato le istanze dei clienti con quelle nuove.
«La nostra analisi ha stabilito che le vostre informazioni presenti sulla nostra rete Brev potrebbero essere state coinvolte. Da allora questa chiave SSH è stata sostituita e le vostre istanze sono state aggiornate con la nuova chiave».
La notifica di NVIDIA ai clienti, citata da Tom’s Hardware
Cosa dice l’avviso di Brev sull’incidente
Il periodo di 16 giorni corrisponde alla finestra di attività non autorizzata individuata dall’indagine di NVIDIA, secondo l’avviso ai clienti descritto da Tom’s Hardware. L’articolo afferma che alcuni account potrebbero essere stati esposti e che le informazioni archiviate su Brev potrebbero essere state accessibili a soggetti malintenzionati. Non stabilisce che tutti i clienti o tutte le macchine virtuali siano stati coinvolti.
NVIDIA afferma di non aver trovato prove di un uso improprio delle chiavi. L’azienda non ha spiegato come sia iniziata l’attività non autorizzata né ha reso noto se siano stati consultati dati o carichi di lavoro dei clienti. Questi limiti rendono più chiara la risposta confermata rispetto alla portata di eventuali conseguenze per i clienti: le chiavi sono state sostituite, ma l’articolo non specifica quali informazioni, se ve ne sono, gli attaccanti abbiano ottenuto.
Le chiavi SSH possono dare accesso alle macchine dei clienti
Brev usa le chiavi SSH per aiutare i clienti a collegarsi alle macchine virtuali nel cloud. Sviluppatori e amministratori di sistema usano le connessioni SSH per gestire macchine remote, trasferire file ed eseguire comandi, senza essere fisicamente presenti davanti ai computer. Le chiavi fungono quindi da credenziali per accedere alle istanze dei clienti.
Tom’s Hardware osserva che l’accesso tramite una chiave esposta potrebbe potenzialmente consentire a un attaccante di prendere il controllo di una macchina virtuale, a seconda dei permessi associati alla chiave e di altri controlli di sicurezza. Si tratta di una possibilità, non della prova che un attaccante sia entrato in una macchina di un cliente. Il resoconto disponibile dell’indagine di NVIDIA afferma che non sono state trovate prove di un uso improprio delle chiavi.
Wiz aggiunge Brev alla sua rassegna degli incidenti di ottobre
La comunicazione di Brev arriva dopo un mese in cui anche altre piattaforme di sviluppo dell’IA hanno segnalato incidenti di sicurezza. In un post sul blog pubblicato il 30 ottobre, la società di cybersicurezza Wiz aveva inizialmente elencato almeno nove piattaforme che avevano subito incidenti durante ottobre. Una successiva modifica ha aggiunto Brev e Trigger.dev come ulteriori incidenti resi pubblici.
Wiz ha affermato che i resoconti pubblici esaminati descrivevano tentativi mirati di trovare variabili d’ambiente archiviate, concentrandosi sulle credenziali che danno accesso ai servizi di IA. La società ha anche avvertito che non è stata individuata un’unica vulnerabilità o dipendenza comune agli incidenti. La sua rassegna fornisce un contesto per l’avviso di Brev, ma non stabilisce un collegamento tra l’incidente di NVIDIA e quelli delle altre piattaforme.
La sostituzione delle chiavi non chiarisce tutte le conseguenze
La misura correttiva dichiarata da NVIDIA riguarda la chiave SSH predisposta per le macchine virtuali Brev coinvolte: la chiave è stata sostituita e le istanze sono state aggiornate. L’avviso ai clienti, come citato nell’articolo, non illustra i metodi dell’indagine né dice se qualcuno abbia tentato di usare le chiavi prima della sostituzione. Non indica neppure se siano stati consultati carichi di lavoro o dati dei clienti.
Per i clienti, la distinzione è tra una credenziale che potrebbe essere stata esposta e un uso improprio confermato. La conclusione comunicata da NVIDIA riguarda il secondo caso soltanto come assenza di prove; non risolve la questione dell’esposizione per ciascun cliente o macchina. Il resoconto dell’incidente disponibile il 2 novembre stabilisce la finestra di attività e la sostituzione della chiave, ma lascia imprecisati la via d’accesso ed eventuali ulteriori conseguenze.