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Un giudice del New Mexico ordina a Meta di pagare 25 miliardi di dollari per violazioni della privacy

Un giudice del New Mexico ha ridotto da 219,5 a 25 miliardi di dollari la potenziale sanzione a carico di Meta per violazioni legate alle dichiarazioni di Facebook sulla privacy e ad altre dichiarazioni rivolte ai consumatori. La decisione

Un giudice del New Mexico ordina a Meta di pagare 25 miliardi di dollari per violazioni della privacy

AI.info Team · Scritto con l’IA · verificato ·

Un giudice del New Mexico ha ordinato a Meta di pagare 25 miliardi di dollari in sanzioni civili, pronunciando una delle condanne pecuniarie più ingenti contro un’azienda statunitense. L’ordinanza del 21 ottobre segue il verdetto di una giuria secondo cui Facebook ha commesso circa 43,9 milioni di violazioni dell’Unfair Practices Act dello Stato. Il caso riguarda le dichiarazioni dell’azienda sui dati degli utenti e la sua gestione dello scandalo Cambridge Analytica.

Come il giudice è arrivato a 25 miliardi di dollari

Il tribunale ha calcolato una sanzione potenziale di 219,4986 miliardi di dollari applicando il massimo previsto dalla legge, 5.000 dollari, alle 43.899.720 violazioni indicate nella sentenza. Il giudice Francis J. Mathew ha ridotto l’importo a 25 miliardi di dollari, pari a circa 569 dollari per violazione. Secondo l’ordinanza, gli interessi matureranno al tasso del 15% annuo fino al pagamento della sanzione.

Il giudice si è riservato di decidere sui provvedimenti inibitori, che potrebbero imporre ulteriori obblighi a Meta, in attesa di altre memorie delle parti. L’ordinanza stabilisce la sanzione, ma non significa che lo Stato abbia incassato la somma. Meta afferma che intende impugnare la decisione in appello.

Quali dichiarazioni di Facebook la giuria ha ritenuto fuorvianti

Il verdetto della giuria, emesso a settembre, riguardava le dichiarazioni su come Facebook raccoglieva, condivideva e utilizzava le informazioni personali, oltre alle promesse sulla sua risposta alle app di terze parti che usavano impropriamente i dati. Secondo la ricostruzione del verdetto fornita dal New Mexico, i giurati hanno ritenuto fuorvianti anche le dichiarazioni su come la piattaforma trattava la disinformazione e i discorsi d’odio, comprese le rassicurazioni sull’applicazione coerente delle sue regole sui contenuti. La successiva ordinanza del giudice riguarda la sanzione per le violazioni.

Il caso è nato dallo scandalo Cambridge Analytica, nel quale un quiz sulla personalità raccolse dati dagli utenti di Facebook e dai loro contatti. Cambridge Analytica usò informazioni provenienti da Facebook per creare profili politici e indirizzare messaggi agli elettori durante la campagna elettorale del 2016. Nella sua causa, il New Mexico sosteneva che le proprie contestazioni andassero oltre quell’episodio e riguardassero anche le più ampie dichiarazioni di Facebook sulla privacy e sulle pratiche della piattaforma.

Meta annuncia ricorso in appello

Meta contesta l’esito della causa e sostiene che l’approccio dello Stato nell’applicazione della legge minacci la sua capacità di operare nel New Mexico. C.J. Mahoney, direttore legale dell’azienda, ha dichiarato:

«Siamo fiduciosi che prevarremo in appello.»

— C.J. Mahoney, direttore legale di Meta

Gli avvocati di Meta avevano sostenuto che lo Stato non avesse dimostrato le proprie accuse e che una sanzione molto più elevata sarebbe stata incostituzionale.

Il procuratore generale Raúl Torrez ha affermato che la sentenza dovrebbe essere un monito per le altre aziende tecnologiche:

«È una giornata storica per il New Mexico e per i consumatori di tutto il Paese,»

— Raúl Torrez, procuratore generale del New Mexico

Secondo lo Stato e AP, il New Mexico ha portato avanti la causa separatamente, anziché aderire a un accordo tra più Stati.

Una sentenza, non un pagamento

Il New Mexico aveva chiesto al giudice sanzioni comprese tra 35 miliardi di dollari e 40 miliardi di dollari, mentre Meta aveva chiesto un importo molto inferiore. La somma stabilita dalla sentenza supera la sanzione di 5 miliardi di dollari inflitta a Facebook dalla Federal Trade Commission nel 2019, anche se l’importo che il New Mexico riceverà alla fine dipende dall’esito dell’appello. Secondo la costituzione dello Stato, le sanzioni per la tutela dei consumatori sono destinate alla spesa per l’istruzione.

Il caso è distinto da un’altra causa intentata nel New Mexico sulla sicurezza dei minori su Facebook e Instagram, così come dalla causa promossa da più Stati sui presunti danni ai giovani utenti. La sentenza sulla privacy si fonda sulle conclusioni della giuria riguardo alle dichiarazioni rivolte ai consumatori e alle pratiche relative ai dati; non risolve di per sé la questione dei provvedimenti inibitori, sulla quale il giudice deve ancora decidere.

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