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Meta afferma di aver rimosso oltre 3,7 milioni di account, pagine e gruppi nell’operazione contro le reti di truffe in Africa occidentale

Meta afferma di aver rimosso oltre 3,7 milioni di account, pagine e gruppi durante un’operazione congiunta contro le reti di truffe in Africa occidentale. L’azienda dice inoltre di aver condiviso piste investigative relative a oltre 30 pres

Meta afferma di aver rimosso oltre 3,7 milioni di account, pagine e gruppi nell’operazione contro le reti di truffe in Africa occidentale

AI.info Team · Scritto con l’IA ·

Oltre 3,7 milioni di account, pagine e gruppi: è quanto Meta afferma di aver rimosso da Facebook e Instagram durante un’operazione congiunta contro le reti di truffe in Africa occidentale. L’azienda ha annunciato i risultati il 13 ottobre, dopo l’avvio dell’operazione il 6 ottobre. Le forze dell’ordine hanno riferito di 28 arresti e del salvataggio di 117 persone vittime di tratta, condotte in complessi adibiti alle truffe in Ghana.

Meta afferma che all’operazione hanno partecipato altre 14 aziende tecnologiche, tra cui OpenAI, Coinbase, Google, Microsoft, Starlink e Adobe. La National Crime Agency (NCA) ha ospitato l’operazione a Londra insieme al Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, all’FBI e ad altre agenzie statunitensi, oltre alle forze dell’ordine di Ghana, Nigeria e altri Paesi. Meta l’ha descritta come la prima operazione congiunta volta a colpire su vasta scala le reti di truffe in Africa occidentale.

Milioni di account rimossi e piste investigative su 30 centri

Meta ha dichiarato che la maggior parte degli account rimossi sembrava prendere di mira persone negli Stati Uniti e nel Regno Unito, spesso attraverso profili che si spacciavano per utenti americani e britannici. Anche Microsoft ha sospeso account sospettati di avere legami con queste attività. Meta ha dichiarato di aver condiviso piste investigative relative a oltre 30 presunti centri di truffe, mentre Coinbase ha affermato di aver individuato più di 65 persone vittime di truffe ancora in corso e di aver evitato potenziali perdite per oltre 415.000 dollari.

I gruppi partecipanti hanno condiviso informazioni tra piattaforme, giurisdizioni e sistemi finanziari, riguardanti il reclutamento, l’infrastruttura online, l’identificazione delle vittime e i movimenti di denaro. Le reti erano collegate a frodi negli investimenti e sentimentali, false offerte di lavoro, truffe basate sul fingersi rappresentanti delle istituzioni governative o delle forze armate, truffe della mancata consegna e le cosiddette truffe del recupero, che prendono di mira persone che hanno già perso denaro. Meta ha descritto le operazioni nell’Africa occidentale come più decentralizzate e meno industrializzate rispetto ai centri di truffe del Sud-est asiatico.

117 persone salvate da un complesso in Ghana

Meta ha dichiarato che le 117 persone salvate in Ghana erano state vittime di tratta e costrette a lavorare per organizzazioni criminali. Sono state trovate prigioniere in un complesso residenziale, dove, secondo l’azienda, avevano sofferto di malnutrizione e subito abusi fisici e psicologici. Secondo Meta, i loro carcerieri sono stati arrestati e saranno processati.

L’annuncio dell’azienda non precisa quanti dei 28 arresti siano avvenuti in ciascun Paese né indica i nomi dei sospettati. Meta afferma di aver condiviso piste investigative relative a oltre 30 centri; non dice che le autorità abbiano effettuato irruzioni o chiuso tutti i siti individuati. La distinzione è importante: le piste investigative sulle reti, la rimozione di account dalle piattaforme e gli arresti sono tipi di intervento diversi.

OpenAI presenta l’IA come parte della risposta

OpenAI era tra le aziende coinvolte, ma il comunicato non descrive alcun modello o strumento specifico che abbia utilizzato in questa operazione. Jack Stubbs, indicato da Meta come responsabile delle indagini sulle truffe di OpenAI, ha dichiarato:

«L’IA offre a chi combatte le truffe nuovi e potenti strumenti».

Ha aggiunto che l’azienda usa l’IA per ostacolare le operazioni dei truffatori e aiutare le persone a riconoscere le truffe, e condivide le informazioni acquisite con partner del settore e delle forze dell’ordine.

L’operazione affianca le aziende che gestiscono piattaforme, servizi finanziari e altre tecnologie alle agenzie di polizia che indagano sulle stesse reti criminali. I dati di Meta mostrano la portata delle rimozioni di account, mentre la cifra di Coinbase indica le perdite potenziali che l’azienda afferma di aver evitato; nessuna delle due è una somma recuperata per le vittime. L’annuncio non chiarisce quante indagini porteranno a ulteriori procedimenti giudiziari, né per quanto tempo l’operazione ostacolerà le reti coinvolte.

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