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Il cavo Petal di Meta punta a 1 petabit al secondo attraverso l’Atlantico

Meta afferma che il suo cavo sottomarino Petal collegherà gli Stati Uniti e la Francia con una capacità di 1 petabit al secondo entro il 2029.

Il cavo Petal di Meta punta a 1 petabit al secondo attraverso l’Atlantico

AI.info Team ·

1 petabit al secondo: è la capacità che, secondo Meta, il suo nuovo cavo sottomarino Petal offrirà lungo circa 7.000 chilometri di oceano tra gli Stati Uniti e la Francia. L’azienda ha annunciato il progetto il 21 settembre, presentandolo come il primo cavo transoceanico progettato per raggiungere una capacità di un petabit e il primo a impiegare fibra multicore su una distanza simile.

L’entrata in servizio di Petal è prevista per il 2029. Meta afferma che il cavo avrà una capacità doppia rispetto ai più avanzati sistemi transoceanici attuali, senza richiedere un aumento proporzionale dell’energia, della fibra o di altre infrastrutture fisiche. L’azienda lo sta sviluppando con NEC e Sumitomo Electric Industries, mentre Orange collabora ai piani per l’approdo del cavo sulla costa atlantica francese.

Nell’annuncio di Meta, il progetto è definito il maggiore incremento di capacità mai ottenuto in una sola generazione per un sistema di cavi sottomarini transoceanici.

L’obiettivo di Petal: 1.000 terabit al secondo

La capacità dichiarata di Petal è di 1 petabit al secondo, ovvero 1.000 terabit al secondo. Secondo Meta, si tratta di una capacità di rete sufficiente, all’incirca, a consentire al 75% della popolazione mondiale di ascoltare musica in streaming contemporaneamente. Un articolo tecnico dell’azienda basa il confronto su uno streaming audio a 160 kilobit al secondo e circa 6,25 miliardi di streaming simultanei.

Secondo le fonti citate da Meta, i cavi sottomarini trasportano circa il 99% del traffico dati intercontinentale. Il sistema che collegherà gli Stati Uniti e l’Europa rappresenta quindi più di un annuncio sulla capacità: è un’importante aggiunta alle rotte fisiche utilizzate per messaggi, videochiamate, servizi cloud e trasferimenti di dati tra continenti.

Meta ha investito in oltre 20 progetti di cavi sottomarini, tra cui Project Waterworth. Secondo l’azienda, questi progetti comprendono centinaia di migliaia di chilometri di cavi posati in tutto il mondo.

Perché Meta ha scelto la fibra a due nuclei

Petal adotta un’architettura con 24 coppie di fibre e due nuclei ottici all’interno di ogni singola fibra. Secondo il team di ingegneri di Meta, in termini di capacità questa configurazione equivale a un sistema con 48 coppie di fibre e consente all’azienda di raddoppiare la capacità di Anjana, il sistema di cavi transatlantici da 0,5 petabit annunciato in precedenza.

Il progetto affronta un limite di lunga data dei sistemi sottomarini: aumentare la capacità significa di solito aggiungere coppie di fibre, materiali e fabbisogno energetico. La fibra a due nuclei ospita due percorsi luminosi indipendenti nello stesso filamento, mantenendo il diametro esterno della fibra a circa 125 micrometri, all’incirca il diametro di un capello umano.

Gli ingegneri di Meta individuano due sfide produttive: mantenere bassa la perdita di segnale ed evitare interferenze tra i due nuclei. L’azienda afferma che Sumitomo Electric utilizza silice sintetica ultrapura e controlla l’indice di rifrazione dei nuclei e del materiale circostante per ridurre le interferenze tra i segnali.

Un nuovo progetto di ripetitore per 7.000 chilometri

Un cavo transoceanico della lunghezza di Petal richiede in genere circa 100 ripetitori per amplificare i segnali lungo il percorso. Secondo Meta, i ripetitori di Petal utilizzeranno un’interfaccia fan-in/fan-out per convertire il segnale a due nuclei in segnali a nucleo singolo da amplificare, per poi combinarli nuovamente dopo l’amplificazione.

Questo approccio consente al sistema di usare l’amplificazione a nucleo singolo pur sfruttando la maggiore capacità della fibra a due nuclei. Meta afferma che Petal resterà entro i limiti delle apparecchiature di alimentazione esistenti, omologate fino a 18 kilovolt. Questo evita di dover omologare l’intero sistema di apparecchiature sottomarine per tensioni di esercizio più elevate.

Il risultato, secondo Meta, è un aumento di capacità che non richiede un incremento proporzionale dell’energia. L’affermazione riguarda il progetto del cavo e i suoi requisiti infrastrutturali; l’azienda non ha pubblicato né il costo del progetto né una cifra dettagliata sul consumo energetico di Petal durante il funzionamento.

NEC, Sumitomo e Orange forniscono i componenti

NEC è il fornitore chiavi in mano del sistema ed è responsabile della progettazione, dell’omologazione, della produzione e dell’installazione del sistema di cavi. Sumitomo Electric Industries ha sviluppato e prodotto la fibra a due nuclei, mentre Orange collabora con Meta all’approdo in Francia e al collegamento terrestre con l’Europa.

«Raggiungere una capacità di un petabit al secondo su un sistema sottomarino transoceanico rappresenta un’importante tappa tecnologica nella storia delle telecomunicazioni globali. Questo risultato riflette gli investimenti costanti di NEC in ricerca e sviluppo, uniti a decenni di esperienza nella realizzazione di alcune delle reti sottomarine più avanzate, affidabili e sicure al mondo, che collegano il pianeta»,

Eduardo Mateo, direttore strategico della divisione reti sottomarine, NEC Corporation

Jean-Louis Le Roux, vicepresidente esecutivo di Orange International Networks, ha dichiarato che il progetto segna la prima volta in cui l’azienda accoglierà nella propria infrastruttura francese un cavo sottomarino da un petabit con fibra a doppio nucleo. Il ruolo di Orange comprende il sito di approdo e l’interconnessione terrestre oltre il punto in cui il cavo arriva a terra.

L’obiettivo di Petal: entrare in servizio nel 2029

Meta presenta Petal come un passaggio dalla fibra multicore sperimentale a un impiego commerciale su larga scala. Secondo il suo team di ingegneri, il sistema combina fibra a due nuclei, amplificazione a 96 nuclei all’interno di ciascun ripetitore e un’architettura del cavo con 24 coppie di fibre per raggiungere 1 petabit al secondo attraverso l’Atlantico.

Resta la prova della realizzazione: il cavo deve essere prodotto, posato, collegato alla rete europea e messo in servizio lungo un percorso di 7.000 chilometri. L’obiettivo pubblicato da Meta per l’entrata in servizio è il 2029.

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