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Macmillan dismette l’assistente NOA dopo le critiche dei dipendenti sulla sua utilità

Macmillan ha presentato ai dipendenti NOA, un assistente IA interno sviluppato da Chaptr, nel gennaio 2024 e Chaptr ha avviato la sua dismissione nell’ottobre 2025. I dipendenti hanno detto a WIRED che lo strumento era inaffidabile, mentre

Macmillan dismette l’assistente NOA dopo le critiche dei dipendenti sulla sua utilità

AI.info Team · Scritto con l’IA · verificato ·

I dipendenti di Macmillan hanno conosciuto NOA nel gennaio 2024, accolto da palloncini viola, striscioni di benvenuto e ciambelle disposte a formare il nome del chatbot. Lo strumento, le cui iniziali stavano per «un assistente tutt’altro che ordinario», è stato presentato come un nuovo membro della squadra nella sede dell’editore a Lower Manhattan. Nell’ottobre 2025, il personale ha appreso da un’email inviata a tutta l’azienda che lo sviluppatore Chaptr lo avrebbe dismesso. I dipendenti hanno detto a WIRED che pochi avevano trovato utile l’assistente.

NOA arriva con una festa e un’avvertenza

Macmillan ha presentato NOA come un chatbot di IA realizzato dalla società di software tedesca Chaptr, sostenuta dalla casa madre di Macmillan, Holtzbrinck, secondo l’email descritta dai dipendenti. Il messaggio descriveva lo strumento come un luogo sicuro in cui inserire informazioni riservate senza condividerle con terzi. Durante la formazione, il personale era stato anche avvertito che NOA poteva produrre allucinazioni e che i suoi risultati dovevano essere verificati da persone.

Nonostante queste cautele, i dipendenti affermano di essere stati incoraggiati a usare NOA per scrivere email e testi, condurre ricerche di marketing e generare idee. Diversi hanno detto che era stato chiesto loro di inserire solo una «percentuale» dei manoscritti degli autori. Gli utenti potevano impostare il tono del chatbot scegliendo tra opzioni come «spensierato», «spartano», «sarcastico» e «rammaricato».

L’introduzione si estese anche alle valutazioni delle prestazioni: più tardi nel 2024, un’email ai dipendenti promuoveva un prompt specifico per generare gli obiettivi dei lavoratori. Come hanno raccontato diversi dipendenti a WIRED, alcuni assistenti in carne e ossa hanno trovato offensivo il nome «un assistente tutt’altro che ordinario». Un membro del personale ha ricordato che un rappresentante di Chaptr aveva sottolineato l’importanza dei contenuti per gli editori, e ha poi scherzato: «E io che pensavo pubblicassimo letteratura».

I dipendenti dicono che lo strumento non si è guadagnato il suo posto

Diversi dipendenti ed ex dipendenti di Macmillan hanno descritto NOA come inaffidabile e di scarsa utilità pratica. «Era terribile e nessuno lo usava», ha detto un dipendente a WIRED. La dismissione programmata dall’editore è arrivata dopo meno di due anni di utilizzo da parte del personale, anche se l’inchiesta di WIRED non stabilisce quanti dipendenti abbiano provato lo strumento o quanto spesso lo abbiano usato.

Dopo la dismissione programmata di NOA, i dipendenti affermano che la dirigenza di Macmillan ha iniziato a cercare di integrare Google Gemini nel lavoro editoriale. Alcuni dipendenti hanno sperimentato l’uso di Gemini per valutare le lettere di proposta degli agenti letterari; un editor ha definito quelle valutazioni «inutili». Macmillan contesta che ciò sia avvenuto su indicazione della dirigenza.

Macmillan nega di aver disposto l’esame delle proposte con Gemini

Kelly Collins, vicepresidente di Macmillan per le comunicazioni e la comunità, ha detto a WIRED che l’azienda usa Gemini per la propria attività, ma che «non c’è stata alcuna direttiva da parte della dirigenza di Macmillan per usare Gemini in nessuna fase del processo editoriale, inclusa la valutazione delle lettere di proposta degli agenti». Ha anche affermato che i racconti «non rispecchiano accuratamente il modo in cui NOA è stato introdotto e comunicato», senza specificare quali dettagli contestasse. Collins ha detto che l’approccio di Macmillan all’IA si concentra sulla consapevolezza e sulla formazione dei dipendenti, mantenendo le persone al centro.

La differenza tra i racconti dei dipendenti e la dichiarazione dell’azienda lascia aperta una questione pratica per chi lavora nell’editoria: se il personale sia semplicemente libero di sperimentare gli strumenti o se ci si aspetti che li usi nelle attività editoriali e di marketing. Le testimonianze su Gemini riguardano esperimenti condotti da alcuni dipendenti; Macmillan sostiene che la dirigenza non ne ha ordinato l’uso per valutare le proposte.

Gli autori legano l’IA sul lavoro alla fiducia negli editori

L’inchiesta di WIRED colloca l’introduzione dello strumento da parte di Macmillan nel contesto di un disagio più ampio tra autori e dipendenti delle maggiori case editrici. Diversi autori di bestseller intervistati dalla rivista hanno detto che l’uso dell’IA ha messo a dura prova i loro rapporti con gli editori; insieme, questi autori hanno venduto più di 30 milioni di copie. Uno di loro ha raccontato che un testo promozionale fornito da un editore conteneva citazioni che riteneva fossero allucinazioni, mentre l’editore ha negato che fossero state generate dall’IA.

Gli autori hanno detto a WIRED di volere che gli editori rendano noto quando e come usano l’IA. Uno di loro ha affermato di non essere riuscito a ottenere da nessuno dei cinque maggiori editori la promessa che l’IA non sarebbe mai stata usata sui suoi libri. L’esperimento di Macmillan con NOA si è concluso con l’avviso di dismissione di Chaptr nell’ottobre 2025. Il successivo uso di Gemini resta oggetto di contestazione: i dipendenti hanno descritto esperimenti sulle lettere di proposta, mentre l’azienda sostiene di non aver dato alcuna direttiva per usare lo strumento a tale scopo.

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