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JumpCloud: il 92% delle aziende segnala incidenti legati all’IA
Un sondaggio di JumpCloud condotto tra 250 responsabili delle decisioni informatiche negli Stati Uniti e nel Regno Unito ha rilevato che il 92% delle organizzazioni ha segnalato un incidente o un’esposizione legati all’IA nell’ultimo anno.

AI.info Team · Scritto con l’IA ·
La maggior parte delle aziende segnala un incidente legato all’IA; molte non riescono a ricostruire gli accessi
Il 92% delle organizzazioni intervistate da JumpCloud ha dichiarato di aver subito almeno un incidente o un’esposizione legati all’IA negli ultimi 12 mesi. Più di un terzo ha dichiarato di aver indagato su un problema legato all’IA senza riuscire a stabilire a cosa l’IA avesse avuto accesso. I risultati provengono da un nuovo sondaggio condotto tra 250 responsabili delle decisioni informatiche negli Stati Uniti e nel Regno Unito, pubblicato il 7 ottobre.
Il rapporto evidenzia un divario tra ciò a cui le organizzazioni consentono ai sistemi di IA di accedere e ciò che riescono successivamente a verificare. Il 72% degli intervistati ha segnalato un divario da moderato ad ampio tra gli accessi consentiti e le attività dimostrabili; appena il 4% ha dichiarato che non vi era alcun divario significativo. Si tratta delle risposte degli intervistati, non di un conteggio indipendente degli incidenti di sicurezza né di una misurazione di ogni azione dell’IA all’interno delle loro aziende.
Gli agenti spesso restano fuori dalle politiche di gestione delle identità applicate ai dipendenti
Più della metà delle organizzazioni intervistate utilizza o sperimenta agenti in grado di modificare sistemi, autorizzazioni, registrazioni o flussi di lavoro. Tra le organizzazioni che utilizzano agenti, solo il 41% ha dichiarato di averli pienamente integrati nelle politiche di gestione delle identità e degli accessi applicate agli utenti umani. Il restante 59% gestisce gli agenti solo in parte attraverso quelle politiche oppure si affida a strumenti e regole separati.
Questa separazione può complicare le domande fondamentali dopo che un agente ha agito: quale identità lo ha autorizzato, a quali informazioni ha avuto accesso e se le sue autorizzazioni erano adeguate al compito. Secondo il rapporto, il 63% degli ambienti in cui operano agenti utilizza anche metodi di autenticazione a rischio più elevato, tra cui account di servizio condivisi o chiavi API di lunga durata. Queste credenziali possono rendere più difficile attribuire un’azione a un agente specifico.
Quasi la metà consente azioni ad alto rischio prima della verifica
Il rapporto che accompagna il sondaggio di JumpCloud afferma che il 46% delle organizzazioni consente agli agenti di compiere automaticamente azioni ad alto rischio, sottoponendole a verifica solo in seguito, sulla base dei log; il 18% richiede l’approvazione di una persona prima che tali azioni siano completate. Ha inoltre rilevato che il 49% degli intervistati ha descritto le autorizzazioni dell’IA come ampie, difficili da verificare o incoerenti, mentre solo il 14% ha dichiarato di verificare le autorizzazioni in modo continuo o automatico.
Questi risultati suggeriscono che la supervisione spesso avviene dopo l’esecuzione anziché prima. Le organizzazioni devono quindi affidarsi alle registrazioni per ricostruire le decisioni, anche se molti intervistati affermano di non poter dimostrare in modo affidabile a cosa abbia avuto accesso un sistema di IA. Un’organizzazione su tre ha inoltre dichiarato che l’IA può accedere ai sistemi di gestione delle identità e degli accessi, che regolano l’accesso ad altre risorse aziendali.
Il sondaggio riguarda 250 organizzazioni negli Stati Uniti e nel Regno Unito
JumpCloud ha condotto il sondaggio dall’8 al 20 luglio 2026 tra responsabili delle decisioni informatiche di organizzazioni con 200-2.500 dipendenti. Il campione era diviso in parti uguali tra Stati Uniti e Regno Unito e tra organizzazioni che utilizzano principalmente Google Workspace e Microsoft 365. Tutti gli intervistati utilizzavano o sperimentavano assistenti IA integrati, agenti in grado di compiere azioni o entrambi; il rapporto indica un margine di errore di più o meno 6,1 punti percentuali, con un livello di confidenza del 95%.
I risultati descrivono quindi un gruppo definito di organizzazioni che già utilizzano l’IA sul lavoro, non tutte le aziende. JumpCloud vende prodotti per la gestione delle identità e degli accessi e la risposta proposta dall’azienda è il suo framework Agentic IAM Lifecycle, che prevede di individuare gli agenti, registrarli associandoli a un responsabile umano, gestirne le autorizzazioni e verificarne continuamente le attività. Il sondaggio non dimostra che il framework impedirebbe gli incidenti segnalati dagli intervistati.
JumpCloud chiede responsabilità e accessi più chiari
«Gli agenti IA stanno rapidamente diventando un’altra categoria di identità nelle aziende», ha dichiarato Joel Rennich, vicepresidente senior per le tecnologie avanzate e l’innovazione di JumpCloud. Ha affermato che gli agenti possono accedere a sistemi sensibili e avviare flussi di lavoro, mentre molte organizzazioni non li governano con lo stesso rigore riservato agli utenti umani.
La verifica centrale del rapporto è pratica: quando un revisore, un cliente o un team di sicurezza chiede a cosa abbia avuto accesso un agente e chi lo abbia autorizzato, l’organizzazione è in grado di fornire prove? Nel sondaggio di JumpCloud, il 36% degli intervistati ha dichiarato di aver esaminato un problema legato all’IA senza scoprire a cosa l’IA avesse avuto accesso.