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Un giudice sollecita Character.AI a introdurre un controllo sulla privacy nella vendita a Disney
Il giudice fallimentare statunitense Brendan Shannon ha incoraggiato Character Technologies a incaricare un esperto di privacy, ma non ne ha ordinato la nomina, mentre la società porta avanti una procedura di vendita che comprende l’offerta

AI.info Team · Scritto con l’IA · verificato ·
Il giudice fallimentare statunitense Brendan Shannon ha sollecitato Character Technologies a nominare un garante indipendente della privacy, ma si è fermato prima di ordinarne la nomina, mentre la società porta avanti una vendita nell’ambito della procedura fallimentare che coinvolge Disney. Durante un’udienza venerdì 30 ottobre, Shannon ha detto che avrebbe incoraggiato la società a incaricare un esperto di valutare le preoccupazioni sulla privacy legate alla sua piattaforma, ha riferito Bloomberg. I procuratori generali degli stati sostengono che sia necessaria una verifica indipendente se le informazioni degli utenti potrebbero passare di mano, mentre Character Technologies afferma che la sua informativa sulla privacy consente un trasferimento senza un garante.
Shannon raccomanda una verifica, ma non la ordina
Shannon ha detto che un garante potrebbe contribuire ad affrontare le preoccupazioni sollevate dai procuratori generali degli stati sulla piattaforma Character.AI e sui possibili danni ai minori. Non ha posto la nomina come condizione delle procedure d’asta che ha approvato durante l’udienza. Questa distinzione lascia alla società la libertà di decidere se seguire la raccomandazione, anche se la controversia sulla privacy resta parte della più ampia procedura di vendita.
Una coalizione di 39 stati e del District of Columbia si è unita all’opposizione dello U.S. Trustee prima dell’udienza. La coalizione ha sostenuto che un garante è necessario se Character Technologies vende o trasferisce beni che potrebbero contenere informazioni sensibili o che consentono l’identificazione personale degli utenti. Nell’atto depositato, gli stati hanno scritto:
«Nella misura in cui il debitore intenda vendere o trasferire beni che potrebbero contenere informazioni sensibili o che consentono l’identificazione personale dei suoi circa 12 milioni di utenti attivi o degli utenti passati, compresi i minori, la coalizione degli stati concorda con lo United States Trustee: è necessario un garante della privacy dei consumatori.»Coalizione degli stati, rappresentata dai procuratori generali degli stati, in un atto depositato in tribunale
Gli stati hanno inoltre avvertito che la richiesta di vendita presentata dalla società non chiariva se l’intera piattaforma, oltre ai beni oggetto dell’offerta di Disney, potesse essere venduta.
L’offerta di Disney riguarda la tecnologia, non le cronologie delle chat
Disney è l’offerente iniziale per una licenza non esclusiva e perpetua, del valore di 20 milioni di dollari, su alcuni diritti di proprietà intellettuale e rivendicazioni di Character.AI. Secondo Quartz e gli atti discussi dagli stati, l’accordo non comprende l’app né i dati degli utenti. La questione della privacy va oltre la licenza proposta da Disney: Character Technologies intende vendere i propri beni attraverso la procedura fallimentare, lasciando aperta la possibilità che un altro acquirente punti alla piattaforma o ad altri beni legati alle informazioni degli utenti.
L’offerta di Disney comprende anche servizi di transizione che coinvolgono ex dipendenti di Character.AI. I procuratori generali degli stati si sono opposti ad alcune parti della procedura d’asta, sostenendo che la posizione di Disney potrebbe avvantaggiarla rispetto agli offerenti concorrenti. Shannon ha approvato le procedure per il momento, lasciando agli stati la possibilità di ripresentare alcune obiezioni quando l’offerente vincitore chiederà l’approvazione finale di una vendita.
Character Technologies contesta la necessità di un garante
In un atto depositato prima dell’udienza, la società ha sostenuto che l’informativa sulla privacy in vigore quando ha presentato istanza di fallimento consente il trasferimento dei dati degli utenti nell’ambito della procedura, rendendo quindi superflua la nomina di un garante. Ha anche dichiarato che potrebbe accettare di nominarne uno in circostanze appropriate, secondo il resoconto dell’atto pubblicato da PPC Land. Disney ha dichiarato che non sta acquistando informazioni che consentono l’identificazione personale e non ha accesso ai dati degli utenti della società.
La controversia riflette una differenza di portata: l’offerta di Disney riguarda tecnologie specifiche, mentre gli stati e lo U.S. Trustee sono preoccupati per eventuali vendite o trasferimenti più ampi che potrebbero coinvolgere informazioni personali. La raccomandazione di Shannon non chiarisce se un simile trasferimento sarebbe compatibile con l’informativa sulla privacy di Character Technologies né quali tutele dovrebbe rispettare un acquirente. Secondo il calendario proposto, le offerte devono essere presentate entro il 20 novembre, l’asta è prevista per il 23 novembre e l’udienza sulla vendita è fissata per il 24 novembre 2026.