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IBM rende Bob installabile su infrastrutture proprie per il software sensibile
Dal 30 settembre 2026, l’agente di programmazione Bob di IBM è disponibile per l’installazione su infrastrutture gestite dai clienti. Questa opzione consente di eseguire Bob negli ambienti gestiti dai clienti, scegliendo tra modelli locali

AI.info Team · Scritto con l’IA ·
Il 30 settembre IBM ha annunciato la disponibilità generale del suo agente di programmazione Bob per l’installazione su infrastrutture gestite dai clienti, offrendo alle aziende la possibilità di eseguire il servizio su infrastrutture che gestiscono direttamente. La novità è rivolta ai team che, per esigenze di sicurezza, sovranità o operative, devono mantenere il codice sorgente, il contesto delle applicazioni o gli artefatti di compilazione in ambienti controllati.
Secondo le note di rilascio di IBM, il backend di Bob gira su Red Hat OpenShift gestito dal cliente, nei suoi locali o nel suo account cloud. Gli sviluppatori possono continuare a usare Bob IDE e Bob Shell. IBM ha dichiarato che il rilascio per la disponibilità generale era effettivo dal 24 settembre, sei giorni prima dell’annuncio.
Dove gira Bob e dove vengono inviate le richieste ai modelli
L’installazione su infrastrutture proprie non richiede che ogni modello giri nel data center del cliente. IBM descrive due possibilità principali: le organizzazioni possono eseguire i modelli supportati sulla propria infrastruttura, anche in reti isolate, oppure collegare Bob a servizi esterni approvati per i modelli tramite una configurazione ibrida. La configurazione scelta determina dove avviene l’inferenza e come vengono elaborati il codice e il contesto di sviluppo.
Nelle note di rilascio, IBM afferma che il backend installato sull’infrastruttura del cliente comprende un servizio di identità, un gateway per l’inferenza, la registrazione degli eventi a fini di audit e la misurazione dell’utilizzo. Un’organizzazione può collegare il servizio di identità alla propria directory aziendale e lo strumento di installazione di IBM supporta la distribuzione su un cluster isolato. Nell’uso ibrido, le richieste ai modelli, compreso il contesto del codice che contengono, vengono inviate all’account cloud del cliente per i modelli, afferma l’azienda.
La distinzione è importante per i team di sicurezza che valutano che cosa significhi in pratica «installato su infrastrutture proprie». Secondo l’annuncio di IBM, con una configurazione che usa un modello supportato installato sull’infrastruttura del cliente, il codice e il contesto di sviluppo possono rimanere in un ambiente gestito dal cliente; una configurazione ibrida, invece, invia le richieste ai modelli al servizio esterno approvato.
IBM propone Bob per attività che vanno oltre il completamento del codice
IBM presenta Bob come un agente per attività di sviluppo software più ampie: comprendere le applicazioni, pianificare le attività, apportare modifiche e verificare i risultati. La versione installata sull’infrastruttura del cliente comprende l’esperienza nell’IDE, BobShell, la chiamata parallela degli strumenti, le competenze e le modalità. I clienti possono anche aggiungere gli IBM Bob Premium Packages per Java Modernization, IBM i e IBM Z, nel rispetto dei requisiti di licenza e installazione.
Neel Sundaresan, direttore generale dell’Automazione e dell’IA di IBM, ha inquadrato il rilascio in termini di controllo da parte delle aziende.
«Le organizzazioni hanno bisogno di un’IA che operi all’interno di ambienti sui quali hanno il controllo, soprattutto quando lavorano con codice sensibile e dati soggetti a regolamentazione.»
Neel Sundaresan, direttore generale dell’IA e dell’Automazione, IBM
L’installazione passa attraverso un processo di acquisto aziendale
Secondo le note di rilascio di Bob, l’installazione su infrastrutture gestite dai clienti passa attraverso la rete commerciale: le organizzazioni contattano IBM o un partner commerciale per concordare l’accesso e gli eventuali diritti relativi ai pacchetti. L’installazione richiede un cluster OpenShift; le note di rilascio descrivono un processo in due fasi che affida agli amministratori la configurazione dell’intero cluster e consente poi al team responsabile di Bob di gestire l’applicazione all’interno del proprio namespace.
Il servizio cloud di IBM resta disponibile per i team che non hanno bisogno di gestire direttamente il backend. L’opzione di installazione su infrastrutture gestite dai clienti offre una scelta operativa diversa alle organizzazioni con vincoli infrastrutturali più stringenti, mentre la scelta dei modelli e, nelle installazioni ibride, l’invio del contesto del codice a un servizio esterno restano decisioni che dipendono dalla configurazione.