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Hark lancia Hark Pro, un assistente che usa il tuo computer
Hark Pro è progettato per svolgere attività attraverso il computer dell’utente. Offre un’opzione gratuita e un piano a pagamento per chi ne fa un uso più intenso. La sua informativa sulla privacy descrive i dati raccolti dal servizio e limi

AI.info Team · Scritto con l’IA ·
Nel 2027 Hark prevede di far seguire al suo nuovo assistente IA un dispositivo progettato nativamente per l’IA. Per ora, la startup di San Jose punta prima sul software: Hark Pro, lanciato il 6 ottobre, è progettato per usare un computer per conto dell’utente, non soltanto per rispondere alle domande. Il servizio offre un’opzione gratuita e un piano a pagamento per chi ne fa un uso più intenso, anche se Hark non ha comunicato il prezzo dell’abbonamento nell’articolo di TechCrunch sul lancio.
Hark Pro punta a svolgere l’attività, non solo a suggerirla
Hark Pro presenta uno spazio di lavoro a schermo intero, con una chat centrale, prompt per possibili attività e piccoli pannelli di controllo che l’azienda chiama «pannelli». Gli utenti possono collegare servizi e informazioni, tra cui email, calendari, file e carte di credito. Il modello di Hark è addestrato specificamente per usare il computer e, secondo l’articolo di TechCrunch sul lancio, l’assistente può svolgere attività oltre a rispondere alle consuete domande rivolte a un chatbot.
In una dimostrazione del prodotto, il responsabile del design di Hark Abidur Chowdhury ha mostrato l’assistente mentre segnalava spese da approvare, email a cui rispondere e un volo da prenotare. Ha anche descritto un caso in cui l’assistente aveva notato che occorreva rinnovare l’immatricolazione dell’auto di un collega e aveva gestito la procedura attraverso il sito del California Department of Motor Vehicles. Questi esempi mostrano la distinzione a cui punta il prodotto: individuare il lavoro da fare e svolgerlo, senza fermarsi a suggerire i passi successivi.
Un browser visibile fa parte della promessa di Hark sulla privacy
Hark mostra la navigazione web dell’agente in una piccola finestra, così l’utente può vedere i clic e seguire l’avanzamento delle operazioni. Chowdhury ha detto che la funzione serve a creare fiducia mostrando che l’assistente sta facendo la cosa giusta.
«Vi prego di confrontarlo con gli altri, siate critici», dice. «Potrebbe non essere più veloce di Muse, ma vi darà un risultato migliore e porterà a termine il lavoro invece di chiedervi di subentrare a un certo punto».
Abidur Chowdhury, responsabile del design di Hark, parlando con TechCrunch
Questa promessa va oltre la finestra del browser. L’utilità dell’assistente dipende dall’accesso ad account e informazioni personali, perciò la quantità di dati a cui può accedere diventa parte della questione della privacy. Hark afferma di voler usare il contesto personale per aiutare a svolgere le attività, anziché creare profili per la pubblicità; Chowdhury ha descritto questo lavoro come incentrato sulle attività.
La politica di Hark chiarisce cosa può comportare l’uso dei servizi collegati
L’informativa sulla privacy di Hark afferma che il servizio raccoglie i dati degli account, i prompt e le risposte, nonché i contenuti a cui gli utenti fanno riferimento nei prompt o nelle applicazioni collegate. Per le funzioni che conservano informazioni tra una sessione e l’altra, Hark afferma di memorizzare fatti, preferenze e riepiloghi ricavati da prompt, risposte e account collegati; gli utenti possono esaminare, modificare o cancellare questa memoria chiedendolo all’agente.
L’informativa afferma inoltre che Hark può raccogliere file relativi alle attività, comandi shell, codice e registri di esecuzione dagli ambienti virtuali usati per svolgere le attività. Afferma che Hark può condividere dati personali con fornitori di servizi e partner commerciali per vari scopi, tra cui il trattamento dei dati. In particolare, ai fornitori di IA con cui Hark ha un accordo scritto è vietato usare i dati per addestrare modelli e tali fornitori devono offrire garanzie almeno pari a quelle di Hark. Hark afferma di non aver venduto né condiviso dati personali, nel significato attribuito a questi termini dalla legge applicabile, nei 12 mesi precedenti. L’informativa descrive anche la promozione dei servizi di Hark e la possibilità di opporsi alla condivisione dei dati personali per la pubblicità mirata volta a promuoverli.
La specializzazione del modello comporta un compromesso sulle capacità
Secondo TechCrunch, un modello costruito per usare il computer potrebbe eseguire queste operazioni più velocemente e a un costo inferiore rispetto a un modello generalista, ma non è ancora chiaro quale sia il compromesso in termini di conoscenze e capacità più ampie. Chowdhury ha invitato gli utenti a confrontare Hark con i concorrenti e ha detto che l’assistente dovrebbe portare a termine le attività senza restituire il controllo all’utente a metà del lavoro.
Il software è la prima parte del piano di Hark. L’azienda afferma che nel 2027 seguirà un dispositivo progettato nativamente per l’IA, ma non ha rivelato che forma avrà. Agli utenti che stanno valutando l’assistente oggi, la stessa informativa di Hark chiede di non fornire informazioni personali sensibili, compresi i numeri dei conti finanziari, anche se l’articolo di TechCrunch sul lancio afferma che gli utenti possono collegare carte di credito.