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Google porta Personal Intelligence di Gemini nelle auto
Google sta distribuendo Personal Intelligence di Gemini su Android Auto e, nei prossimi mesi, nelle auto con Google built-in. La funzione, che richiede l’attivazione da parte dell’utente, può attingere alle app Google collegate per risponde

AI.info Team · Scritto con l’IA · verificato ·
La proposta di Google per Gemini in auto si basa su uno scambio: i conducenti possono ottenere risposte fondate sulle proprie informazioni personali, ma solo se scelgono di collegare le app che le contengono. Il 20 ottobre l’azienda ha annunciato l’avvio della distribuzione di Personal Intelligence su Android Auto; il supporto per le auto con Google built-in è previsto nei prossimi mesi.
Secondo Google, la funzione può attingere a Gmail e Google Calendar, Google Photos, Google Maps, YouTube e Search. Gemini dispone così di un insieme più ampio di informazioni personali rispetto a un assistente vocale che risponde soltanto alle parole dell’ultima richiesta del conducente. Google afferma che l’obiettivo è consentire alle persone di fare domande in modo naturale, senza dover cercare tra i messaggi o spiegare il contesto mentre sono in viaggio.
Dall’email sul volo al percorso
Gli esempi di Google mostrano come l’assistente potrebbe combinare informazioni anziché eseguire un singolo comando isolato. Un conducente diretto all’aeroporto potrebbe chiedere il numero del gate e se il volo è in orario; secondo Google, Gemini può usare un’email e una ricerca separata. Chi cerca un autolavaggio che già conosce potrebbe chiedere all’assistente di individuarlo a partire da una foto scattata la settimana precedente e avviare le indicazioni stradali.
Tra le altre richieste suggerite ci sono trovare lungo il percorso un ristorante al coperto che rispecchi le preferenze abituali della persona, oppure raggiungere un appuntamento dal medico senza ricordarne l’indirizzo. Gli esempi presuppongono che le informazioni personali pertinenti siano disponibili nei servizi Google collegati. Sono descrizioni di Google degli usi previsti, non prove indipendenti della precisione con cui Gemini gestisce ciascuna richiesta.
Le informazioni personali richiedono l’attivazione
«Un assistente è ancora più utile quando conosce il mondo e conosce te», scrive nell’annuncio Karan Daryanani, senior product manager di Google per Gemini. Secondo Google, le app restano scollegate finché l’utente non attiva Personal Intelligence, che può essere disattivata nelle impostazioni di Gemini.
Per le auto con Google built-in, Google afferma che le risposte personalizzate vengono condivise solo quando l’utente è in auto con il proprio telefono connesso. I conducenti che lasciano disattivata Personal Intelligence possono comunque usare la navigazione dell’auto, la musica, le chiamate e le risposte a domande generali; semplicemente, le risposte non saranno personalizzate. Google presenta queste opzioni come controlli per la privacy, ma il funzionamento della funzione richiede comunque agli utenti di consentire a un servizio di attingere a contenuti sensibili come email, voci del calendario e foto.
La distribuzione «globale» ha limiti di accesso
Google afferma che Gemini è disponibile a livello globale su Android Auto e nelle auto con Google built-in, ma questo non significa che Personal Intelligence sia subito disponibile per tutti i conducenti. La funzione viene distribuita prima su Android Auto e dovrebbe arrivare nelle auto con Google built-in nei prossimi mesi. Per chi l’ha già attivata nell’app Gemini, dovrebbe essere disponibile anche in auto; gli altri possono impostare le proprie preferenze nelle impostazioni di Gemini.
La nota di Google sui requisiti di accesso limita la distribuzione agli account Google personali di utenti di almeno 18 anni. Sono esclusi gli account Workspace aziendali, enterprise e per l’istruzione, così come gli utenti nello Spazio economico europeo, in Svizzera, nel Regno Unito e in Nigeria. Il cambiamento immediato è quindi un collegamento facoltativo tra Gemini e le app Google di un conducente, non l’obbligo di condividere dati personali per continuare a usare le funzioni già disponibili nell’auto.