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Google assegna a ogni agente una microVM isolata a livello hardware

Google prevede di offrire ai clienti Google Cloud, in anteprima più avanti quest’anno, Agent Compute Engine, l’infrastruttura di microVM alla base degli agenti Gemini. Il servizio isola ogni sessione degli agenti e gestisce le credenziali a

Google assegna a ogni agente una microVM isolata a livello hardware

AI.info Team · Scritto con l’IA · verificato ·

Google prevede di assegnare a ogni sessione di un agente di IA una microVM isolata a livello hardware e di offrire poi ai clienti l’infrastruttura alla base degli agenti Gemini come servizio Google Cloud. Annunciato giovedì 22 ottobre all’AGNTCon+MCPCon della Linux Foundation a San Jose, Agent Compute Engine dovrebbe essere disponibile in anteprima più avanti quest’anno, secondo quanto riportato da The New Stack.

Con questa iniziativa, Google offre ai clienti cloud che sviluppano agenti capaci di eseguire codice o usare strumenti un sistema finora interno. Secondo Google, l’infrastruttura nasce dal lavoro su Gemini, Antigravity e sulle pipeline di addestramento dei modelli. La proposta dell’azienda punta a combinare l’isolamento a livello di VM con l’avvio rapido e la flessibilità d’uso associati ai container; l’articolo non indica prezzi né requisiti specifici per accedere all’anteprima.

Un ambiente isolato per ogni sessione

Secondo quanto riportato, il progetto considera la sandbox dell’agente un ambiente non attendibile. Ogni sessione viene eseguita in una microVM a tenant singolo, sicura dal punto di vista della memoria, senza che alcun segreto sia conservato nella memoria o su disco della sandbox. Il traffico di rete passa attraverso un proxy esterno, mentre Agent Gateway associa le credenziali all’esterno della sandbox.

Secondo l’articolo, l’host è trattato come un’appliance senza stato e con spazio di archiviazione di sola lettura, mentre le microVM sono eseguite su Cloud Hypervisor. L’articolo descrive inoltre il sistema come basato sulla piattaforma di sicurezza Titan e Titanium IPU di Google. Si tratta di affermazioni sull’architettura, non di prove che ogni rischio legato all’esecuzione di codice o all’uso di strumenti da parte di un agente scompaia: l’isolamento dell’ambiente di esecuzione non determina, da solo, quali azioni l’agente sia autorizzato a compiere.

Questa separazione conta man mano che gli agenti vanno oltre la generazione di risposte e iniziano a eseguire codice, chiamare servizi e conservare uno stato di lavoro tra un passaggio e l’altro. Un ambiente dedicato può limitare ciò a cui una sessione può accedere direttamente, mentre il passaggio delle credenziali attraverso un proxy mantiene i segreti stessi al di fuori dell’ambiente. L’effettivo confine di sicurezza dipende comunque da come il proxy concede l’accesso e da come le organizzazioni configurano le autorizzazioni degli agenti.

Agent Compute Engine si affianca al lavoro di Google su Kubernetes

Il servizio cloud è distinto da Agent Substrate, il progetto open source di Google per eseguire sandbox per agenti su Kubernetes. Google ha annunciato Agent Substrate a maggio insieme ad Agent Executor, un ambiente per l’esecuzione e la ripresa degli agenti. L’azienda descrive Substrate come un modo per spostare gli agenti su risorse di calcolo pronte all’uso e rimuoverli da esse, anziché riservare risorse attive ad agenti in attesa.

Secondo l’aggiornamento di settembre di Google sull’infrastruttura, Agent Substrate è progettato per eseguire milioni di sandbox con una densità fino a 10 volte superiore a quella degli ambienti di esecuzione standard per container. L’azienda riferisce inoltre operazioni di ripresa inferiori a 500 millisecondi e più di 500 attivazioni di sospensione e ripresa al secondo. Sono dati sulle prestazioni dichiarati da Google; l’aggiornamento citato non fornisce un benchmark indipendente.

Substrate risponde a una scelta di implementazione diversa da quella di Agent Compute Engine: i team possono usare un ambiente di esecuzione Kubernetes anziché attendere un servizio Google Cloud gestito. Nell’annuncio di maggio, Google ha affermato che il control plane leggero di Substrate è progettato per milioni di chiamate agli strumenti di durata inferiore a un secondo, che secondo l’azienda potrebbero sovraccaricare un control plane Kubernetes standard. I dati diffusi a settembre dall’azienda quantificano la densità e la velocità di ripresa dichiarate, ma non stabiliscono come il sistema si comporti con carichi di lavoro diversi.

L’anteprima metterà alla prova l’isolamento gestito

Secondo quanto riportato da The New Stack, Google entra in un mercato che comprende già servizi di sandbox per agenti di E2B e Daytona, oltre ad AWS Bedrock AgentCore. Google offre anche altre opzioni di isolamento tramite GKE e Gemini Enterprise Agent Platform. La particolarità di Agent Compute Engine è la sua origine: un’infrastruttura utilizzata all’interno di Google, ora proposta ai clienti come prodotto cloud.

Per gli sviluppatori, una microVM gestita per ogni sessione potrebbe ridurre il lavoro necessario per creare e gestire ambienti isolati. Per i team di sicurezza, le domande principali sono più specifiche: quali credenziali possono passare attraverso Agent Gateway, come vengono controllate le destinazioni di rete e quale stato persiste quando una sessione viene sospesa o termina. L’anteprima annunciata da Google mostrerà se i clienti potranno esaminare e configurare questi confini e quanto costerà il servizio su larga scala.

Google non ha ancora fornito una data di lancio pubblica, limitandosi a indicare che l’anteprima è prevista più avanti quest’anno. L’evento della Linux Foundation si svolge il 22 e 23 ottobre 2026; l’annuncio è arrivato il 22 ottobre. Finché Google non pubblicherà le condizioni di accesso, i prezzi e maggiori dettagli sull’implementazione, i clienti avranno una descrizione dell’architettura, non un servizio da valutare rispetto ai propri carichi di lavoro.

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