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GMO individua ARTEX nell’infrastruttura usata per colpire aziende giapponesi

GMO Cybersecurity by Ierae afferma di aver trovato ARTEX, un sistema di penetration testing, in un’infrastruttura usata per attaccare aziende giapponesi. L’indagine ha individuato circa 20 bersagli su un server e altre sei infrastrutture di

GMO individua ARTEX nell’infrastruttura usata per colpire aziende giapponesi

AI.info Team · Scritto con l’IA · verificato ·

Otto aziende giapponesi individuate come bersagli avevano comunicato fughe di informazioni a settembre o ottobre, secondo una nuova indagine di GMO Cybersecurity by Ierae. L’azienda afferma di aver trovato ARTEX, un sistema di penetration testing basato sull’IA, in un’infrastruttura usata per attaccare aziende giapponesi, ma il suo articolo non dimostra che ARTEX abbia causato ciascuna fuga di informazioni.

GMO ha pubblicato i risultati il 19 ottobre 2026, dando seguito a un precedente articolo che aveva esaminato i log forensi come prova di attacchi assistiti dall’IA. La nuova indagine ha individuato un’infrastruttura di attacco che prendeva di mira circa 20 aziende giapponesi, nove delle quali appartenevano allo stesso settore. GMO afferma di aver successivamente individuato altre sei infrastrutture che usavano l’IA e prendevano di mira aziende giapponesi.

ARTEX era presente nella prima infrastruttura

Secondo l’articolo di GMO, gli investigatori hanno confermato la presenza di ARTEX nell’infrastruttura di attacco esaminata nel primo caso. L’azienda descrive ARTEX come un sistema autonomo di penetration testing; strumenti di questo tipo sono progettati per verificare la presenza di vulnerabilità nei sistemi, ma possono essere usati impropriamente contro organizzazioni senza autorizzazione.

«Esaminando l’infrastruttura da cui sono partiti attacchi in casi di intrusione ai danni di aziende giapponesi, abbiamo confermato l’uso di ARTEX, un sistema autonomo di penetration testing basato sull’IA.»

Fukumori, GMO Cybercrime Countermeasures Center

Fukumori scrive che gli investigatori hanno trovato ARTEX in un’infrastruttura esaminata in casi di intrusione ai danni di aziende giapponesi. Nell’articolo GMO non afferma di aver confermato la presenza di ARTEX in ciascuna delle altre sei infrastrutture che usavano l’IA: i risultati, quindi, non consentono di considerare tutte e sette le infrastrutture come installazioni di ARTEX.

GMO descrive bersagli in diversi settori

Le altre sei infrastrutture si concentravano su settori diversi, tra cui regali digitali e commercio al dettaglio, istruzione e stampa, assicurazioni e finanza, ed e-commerce, media e logistica. L’azienda afferma che l’infrastruttura esaminata inizialmente sembrava prendere di mira quasi esclusivamente il Giappone, nei limiti di quanto osservato. Secondo GMO, questo schema suggerisce campagne organizzate attorno a determinati paesi e settori, con host di attacco distinti usati per campagne diverse.

GMO afferma che otto delle aziende di cui aveva confermato il ruolo di bersaglio avevano comunicato fughe di informazioni a settembre o ottobre. Presenta gli incidenti come prova che un unico gruppo di attaccanti abbia causato danni in più casi e afferma di aver condiviso le informazioni con le autorità di polizia. L’articolo non indica i nomi delle aziende, non specifica il volume dei dati coinvolti e non fornisce prove che colleghino ciascuna fuga di informazioni comunicata ad ARTEX stesso.

Uno strumento simile è emerso in Corea del Sud

Il rapporto confronta l’attività in Giappone con una campagna distinta contro organizzazioni finanziarie sudcoreane. Il rapporto di CrowdStrike del 7 ottobre afferma che ARTEX e modelli linguistici di grandi dimensioni sono stati usati in attività dirette contro organizzazioni finanziarie sudcoreane dalla fine di settembre all’inizio di ottobre. CrowdStrike ha dichiarato che l’attività non era stata attribuita a un avversario identificato per nome; la sua valutazione secondo cui l’attaccante fosse probabilmente di lingua cinese aveva un livello di confidenza moderato.

GMO afferma che la presenza di ARTEX in entrambi i casi e i metodi osservati suggeriscono tattiche simili in Giappone, ma non identifica gli attaccanti che hanno operato in Giappone né stabilisce un collegamento tra le operazioni in Giappone e quelle in Corea del Sud. Aggiunge che sta ancora indagando per capire se l’attività si estenda oltre il Giappone e la Corea del Sud. I risultati pubblicati dall’azienda individuano circa 20 bersagli nella prima infrastruttura, altre sei infrastrutture che usavano l’IA e otto aziende prese di mira che avevano comunicato fughe di informazioni.

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