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La Germania fissa gli obiettivi per l’IA al 2030, un rapporto avverte: il divario con i leader potrebbe ampliarsi
Il governo tedesco ha fissato obiettivi per il 2030 sull’uso dell’IA da parte delle imprese e degli enti federali, insieme al traguardo di portare le attività basate sull’IA oltre il 10 per cento della produzione economica. Un rapporto gove

AI.info Team · Scritto con l’IA · verificato ·
Il 2 novembre il governo tedesco ha fissato gli obiettivi per l’uso dell’IA nelle imprese e nel settore pubblico entro il 2030, mentre la sua task force interministeriale ha avvertito che il divario tra il Paese e le nazioni leader nell’IA potrebbe ampliarsi. Il rapporto, pubblicato in occasione del Digital Summit del governo a Berlino, presenta 18 misure proposte e una serie di indicatori per monitorare i progressi. Secondo il documento, i prossimi 12-18 mesi saranno decisivi per definire la rotta della Germania.
Tre obiettivi per l’uso dell’IA entro il 2030
Il governo punta a far sì che entro il 2030 almeno l’80 per cento delle grandi imprese e il 55 per cento delle piccole e medie imprese utilizzino l’IA. Vuole inoltre che le attività basate sull’IA rappresentino almeno il 10 per cento della produzione economica. Per l’amministrazione federale, l’obiettivo è che il 90 per cento degli enti utilizzi almeno un’applicazione di IA nelle attività principali.
Gli obiettivi figurano nel rapporto della task force, «Germany as an AI Nation 2030», diffuso in occasione del vertice. Le 18 misure proposte riguardano il monitoraggio e l’analisi, le competenze nell’IA, la sicurezza e le infrastrutture, oltre a tecnologia, innovazione, applicazioni e talenti. Il rapporto descrive i propri indicatori e obiettivi come un quadro strategico: non costituiscono decisioni di finanziamento né determinano le future procedure di bilancio.
La finestra per intervenire si restringe
Il rapporto avverte che la distanza tra la Germania e i Paesi all’avanguardia nello sviluppo dell’IA potrebbe aumentare. Gli autori scrivono:
«La finestra temporale per ridurre questo divario si chiuderà presto».
Task force IA, «Deutschland als KI-Nation 2030», 2 novembre 2026. La nostra traduzione: la finestra temporale per ridurre questo divario si chiuderà presto.
Secondo il rapporto, i Paesi che non riusciranno a sviluppare in tempo capacità tecnologiche, talenti, infrastrutture e applicazioni rischiano di dipendere da decisioni prese altrove.
Il rapporto mette a confronto i livelli di investimento, citando circa 286 miliardi di dollari di investimenti privati nell’IA negli Stati Uniti nel 2025 e 3,9 miliardi di dollari di investimenti privati in Germania. Cita inoltre il piano della Cina per 295 miliardi di dollari di finanziamenti statali destinati a una rete nazionale di data center per l’IA. Secondo il documento, il divario negli investimenti rischia di ampliarsi man mano che si consolidano le posizioni di vertice sul mercato.
L’industria come possibile vantaggio per la Germania
Il governo indica la base industriale della Germania, la sua capacità di ricerca e le sue competenze nella robotica come punti di forza per lo sviluppo e l’adozione dell’IA. Al vertice, il cancelliere Friedrich Merz ha sostenuto che l’industria tedesca potrebbe raggiungere i vertici dell’IA industriale sfruttando il proprio know-how e le proprie idee. Il resoconto dell’evento pubblicato dal governo riferisce inoltre che Merz ha invitato la Germania e l’Europa ad accelerare lo sviluppo e l’uso delle tecnologie digitali.
La task force articola la propria strategia in sei aree: società, sicurezza, applicazioni, infrastrutture, IA di frontiera e talenti. Secondo la task force, il ritmo rapido dello sviluppo tecnologico rende necessari una revisione e un adeguamento periodici degli obiettivi e delle misure. Il rapporto definisce una base strategica per l’azione, mentre i traguardi per il 2030 dichiarati dal governo sono l’adozione dell’IA da parte di almeno l’80 per cento delle grandi imprese, una quota di almeno il 10 per cento della produzione economica riconducibile ad attività basate sull’IA e l’uso dell’IA nelle attività principali del 90 per cento degli enti federali.