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Foundry Robotics raccoglie 100 milioni di dollari per lo stabilimento di Emeryville

Foundry Robotics ha raccolto 100 milioni di dollari in un round di Serie A guidato da Marlinspike Partners, nel quale la domanda degli investitori ha superato l’offerta. La startup di Emeryville afferma che userà i fondi per ampliare il suo

Foundry Robotics raccoglie 100 milioni di dollari per lo stabilimento di Emeryville

AI.info Team · Scritto con l’IA · verificato ·

«Crediamo che le fabbriche che rilanceranno il settore manifatturiero americano dovranno essere ripensate da zero, anziché limitarsi ad adeguare un singolo aspetto di uno stabilimento esistente»

Adarsh Kulkarni, fondatore e amministratore delegato di Foundry Robotics

Foundry Robotics ha annunciato il 28 ottobre un round di Serie A da 100 milioni di dollari, guidato da Marlinspike Partners, nel quale la domanda degli investitori ha superato l’offerta. La startup di Emeryville, in California, prevede di usare il capitale per sviluppare il proprio stabilimento, ampliare l’impiego di modelli di IA nei reparti produttivi e rafforzare i team di ricerca sulla robotica, ingegneria e attività operative.

Uno stabilimento di 130.000 piedi quadrati a Emeryville

Foundry afferma che la superficie destinata alla produzione è cresciuta di venti volte, fino a raggiungere i 130.000 piedi quadrati. L’azienda costruisce e gestisce stabilimenti per l’assemblaggio complesso, combinando celle di lavoro robotiche e personale addetto alla produzione. I suoi clienti operano nei mercati della difesa e commerciali, in particolare in settori in cui la produzione di prodotti elettromeccanici complessi è soggetta a vincoli.

L’annuncio cita tra le potenziali applicazioni droni, sottogruppi per veicoli autonomi, cablaggi, veicoli subacquei, robot terrestri, computer rinforzati, infrastrutture per data center e telecomunicazioni e satelliti. Non indica i volumi di produzione per queste categorie né una tempistica per raggiungere un determinato livello di produzione nel sito di Emeryville.

Celle robotiche, con persone nei reparti produttivi

Con il modello di produzione come servizio di Foundry, lo stabilimento resta di proprietà dell’azienda ed è gestito da essa, anziché richiedere a ciascun cliente di installare una linea di produzione dedicata. L’azienda afferma che i clienti possono passare dalla progettazione alla produzione in poche settimane, senza investire in nuove linee o in costose riconfigurazioni delle attrezzature.

Foundry addestra modelli di IA per attività di assemblaggio e li impiega in una rete di celle robotiche. Il suo software FoundryOS collega i robot, il reparto produttivo e il cloud; secondo l’azienda, ogni ciclo di produzione aggiunge dati che possono migliorare i modelli e aiutare le celle ad adattarsi ad altri prodotti. Foundry descrive inoltre il suo team ampliato come composto da ricercatori di robotica, ingegneri specializzati in IA e software ed esperti di produzione che lavorano direttamente nei suoi stabilimenti.

La definizione di produzione «autonoma» usata dall’azienda non significa che lo stabilimento operi senza persone: Foundry afferma che gli esperti di produzione lavorano insieme ai suoi team di robotica e ingegneria. Il comunicato presenta il modello come una capacità produttiva flessibile per prodotti diversi, anziché come una linea dedicata a un solo articolo.

Gli investitori puntano sulla capacità di assemblaggio nazionale

Marlinspike Partners ha guidato il round. Hanno partecipato Khosla Ventures e Red Glass Ventures, entrambi investitori delle prime fasi, così come i nuovi investitori SE Ventures, Wing VC e Axiom Ventures. Hanno aderito anche gli investitori già presenti Hanabi e Zero Shot Fund.

«La capacità produttiva è un vincolo a livello nazionale per fornire sistemi senza equipaggio alla flotta», ha dichiarato Duane Fotheringham, presidente di HII Unmanned Systems. Il commento riflette l’interesse del settore della difesa per la produzione nazionale, mentre il comunicato di Foundry non rivela il valore dei contratti con i clienti né la quota del lavoro dello stabilimento legata alla difesa.

Foundry scommette sul fatto che celle robotiche condivise e competenze manifatturiere possano servire clienti i cui progetti cambiano più rapidamente di quanto le linee di produzione convenzionali possano essere riconfigurate. L’azienda afferma che una cella che assembla un drone potrebbe in seguito adattarsi a un componente satellitare; la prova sul piano operativo sarà verificare se riuscirà a garantire qualità costante e produzione su scala utile per questi diversi prodotti.

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