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Federal, Mossberg e Palladyne sviluppano gli intercettori per droni SwarmShot

Federal Ammunition, Mossberg e Palladyne AI hanno annunciato lo sviluppo congiunto di SwarmShot, un sistema anti-droni montato su un drone. I partner prevedono di testarlo prima sul velivolo Gremlin-X di Palladyne, ma non hanno reso noti né

Federal, Mossberg e Palladyne sviluppano gli intercettori per droni SwarmShot

AI.info Team · Scritto con l’IA ·

Federal Ammunition, Mossberg e Palladyne AI propongono un intercettore per droni capace di coordinarsi con altri velivoli, ma il loro annuncio del 7 ottobre descrive un programma di sviluppo, non un sistema qualificato o già impiegato sul campo. Secondo i partner, SwarmShot trasformerà i droni compatibili in intercettori aria-aria riutilizzabili; non sono stati resi noti un calendario di sviluppo, impegni da parte di clienti o termini finanziari. La distanza tra la capacità proposta e un prodotto collaudato è un punto centrale dell’annuncio.

Tre componenti, un intercettore proposto

SwarmShot combina le cartucce a pallini specializzate anti-droni di Federal, un modulo d’arma aviotrasportato leggero che Mossberg prevede di sviluppare e il sistema di autonomia IntelliSwarm di Palladyne. IntelliSwarm combina l’avionica BRAIN con SwarmOS, il software dell’azienda per l’autonomia collaborativa. I partner si sono divisi il lavoro di conseguenza: Federal guiderà la progettazione delle munizioni e l’ottimizzazione degli effetti sul bersaglio, Mossberg si occuperà del modulo d’arma e Palladyne dell’integrazione con il velivolo, del controllo del fuoco e del coordinamento tra gli intercettori.

L’integrazione iniziale è prevista come modulo di missione aggiuntivo per Gremlin-X di Palladyne, un mini-bombardiere quadricottero del Gruppo 1. Secondo le aziende, il velivolo potrebbe essere configurato per la sua attuale missione di attacco di precisione oppure per operazioni anti-droni. Dopo la qualificazione su Gremlin-X, prevedono di offrire un kit di integrazione per velivoli compatibili di altri produttori; questa compatibilità più ampia resta un progetto, non un’integrazione completata.

Le capacità di sciame dichiarate sollevano la questione del controllo delle armi

Il software proposto acquisirebbe le tracce convalidate delle minacce dai sensori o dai sistemi di comando esistenti, assegnerebbe i bersagli agli intercettori disponibili, calcolerebbe le rotte e le modificherebbe al movimento dei bersagli o alla comparsa di nuove minacce. Palladyne afferma che il suo software SwarmOS ha già consentito a velivoli di diversi produttori di condividere informazioni e adattare i compiti durante esercitazioni dell’esercito. L’annuncio afferma che, durante quelle dimostrazioni, i soldati hanno mantenuto l’autorità sull’impiego delle armi, ma non precisa come funzionerà l’autorizzazione umana nel sistema SwarmShot previsto.

«SwarmShot è un’applicazione difensiva della reale capacità di operare autonomamente in sciame che abbiamo dimostrato con l’esercito a PC-C6 e in altre esercitazioni»,

Ben Wolff, presidente e amministratore delegato di Palladyne AI, nell’annuncio di Business Wire.

Le aziende prevedono che il programma iniziale comprenda prove delle munizioni e dei loro effetti sul bersaglio, l’integrazione con il velivolo, prove del rinculo e della stabilità, prove di volo con fuoco reale, controlli di sicurezza delle armi, coordinamento tra più intercettori e collegamenti con sensori e sistemi di comando di terzi. Queste prove dovranno mostrare come l’arma influisce sul volo del velivolo e come il sistema gestisce la sicurezza e l’assegnazione dei bersagli. L’annuncio non fornisce dati sulle prestazioni, date delle prove o una soglia per la qualificazione.

Un’alternativa a corto raggio alle difese missilistiche

I partner presentano SwarmShot come un livello di difesa riutilizzabile a corto raggio contro i piccoli droni, complementare ai sensori, ai sistemi di comando e agli intercettori di fascia superiore esistenti. La loro motivazione è che i droni ostili a basso costo possono rendere sfavorevole il rapporto tra costi di attacco e difesa per i sistemi che si affidano ai missili convenzionali. SwarmShot invierebbe un velivolo armato verso la minaccia, anziché aspettare che il drone entri nel raggio d’azione di un’arma a terra.

Doug Bell, presidente e direttore operativo di Mossberg, ha sottolineato che l’arma aviotrasportata è pensata per essere progettata in funzione del velivolo, non trattata come un semplice accessorio. «Non si tratta semplicemente di un fucile a canna liscia esistente montato su un drone», ha detto Bell nell’annuncio. Ha spiegato che il modulo sarebbe progettato tenendo conto di rinculo, funzionamento a distanza, affidabilità e sicurezza.

L’annuncio lascia aperta anche la strada commerciale: cita possibili impieghi militari, come la protezione di aeroporti, navi, strutture logistiche e forze schierate, ma non indica un acquirente o un contratto per SwarmShot. Il precedente lavoro di Federal sulle munizioni anti-droni per l’esercito statunitense è descritto come una base tecnica, non come un ordine per questo sistema integrato. Per ora, il prossimo passo concreto è un programma di sviluppo e prove previsto a partire da Gremlin-X.

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