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L’UE ha chiesto contributi sulle norme sul diritto d’autore nell’era dell’IA
Il 13 maggio 2026 la Commissione europea ha aperto una consultazione per raccogliere contributi sul diritto d’autore, l’IA generativa e i diritti dei creatori. L’iniziativa servirà anche alla revisione della direttiva del 2019 sul diritto d

AI.info Team · Scritto con l’IA ·
La revisione delle norme sul diritto d’autore della Commissione europea è iniziata con un invito a presentare contributi pubblicato il 13 maggio 2026, per raccogliere pareri sull’IA generativa, sui diritti dei creatori e su altre lacune nelle norme dell’UE sul diritto d’autore. La Commissione ha annunciato l’iniziativa il 18 maggio e fissato al 25 giugno il termine per l’invio dei contributi. Il periodo di raccolta dei contributi si è concluso.
La consultazione unisce la revisione della direttiva del 2019 sul diritto d’autore nel mercato unico digitale ai lavori preparatori per una possibile iniziativa legislativa mirata. La Commissione sta esaminando come la direttiva funzioni nella pratica e, al tempo stesso, chiede quali ulteriori modifiche possano essere necessarie mentre gli strumenti di IA trasformano l’uso delle opere protette e la concessione delle relative licenze. Non si è impegnata a presentare una proposta definitiva: il documento della consultazione precisa che l’ambito e i tempi dell’iniziativa potrebbero ancora cambiare.
Le licenze per l’IA e i compensi ai creatori
Le domande della Commissione riguardano la possibilità per i titolari dei diritti di controllare e concedere in licenza l’uso delle proprie opere nei sistemi di IA, ricevendo un compenso, e la possibilità per i fornitori di accedere ai contenuti protetti. Secondo la Commissione, le norme vigenti dell’UE, comprese la direttiva sul diritto d’autore e le disposizioni dell’AI Act relative al diritto d’autore, potrebbero non affrontare pienamente queste difficoltà. Il documento segnala anche le preoccupazioni degli artisti interpreti o esecutori per le imitazioni generate dall’IA delle loro voci o delle loro esibizioni, che potrebbero sollevare questioni al di là del diritto d’autore.
Tra le opzioni che la Commissione afferma di poter valutare figurano un migliore accesso, per i titolari dei diritti, alle informazioni su come vengono usati i loro contenuti e il ricorso alla mediazione o all’arbitrato per agevolare la concessione di licenze. Sta inoltre considerando misure per migliorare i compensi dei creatori e le tutele contro le imitazioni di persone generate dall’IA. Si tratta di possibilità da valutare, non di politiche definite o di norme già in vigore.
Anche la pirateria degli eventi in diretta e la ricerca rientrano nella revisione
L’iniziativa va oltre l’IA generativa. La Commissione sta valutando se i titolari dei diritti abbiano bisogno di strumenti di tutela più efficaci contro la pirateria online degli eventi in diretta e se le autorità degli Stati membri debbano coordinarsi più strettamente. Indica tra gli aspetti del problema i servizi e le app IPTV illegali, oltre ai siti web pirata.
All’ordine del giorno ci sono anche i compensi per la musica e l’accesso alla ricerca. La Commissione sta esaminando se l’UE debba applicare un principio di reciprocità sostanziale quando gli artisti interpreti o esecutori e i produttori chiedono un’equa remunerazione per la musica registrata riprodotta nell’Unione. Per la ricerca, tra i possibili approcci figurano il chiarimento o l’armonizzazione di un’eccezione esistente per la ricerca e la possibilità per gli autori, a determinate condizioni, di ripubblicare lavori scientifici indipendentemente dalla versione pubblicata da un editore.
La revisione oggi, una possibile legge in seguito
Il lavoro segue due percorsi collegati: valutare la direttiva del 2019 e preparare una potenziale iniziativa legislativa. La Commissione afferma che uno studio esterno sostiene la revisione della direttiva, mentre una valutazione d’impatto e uno studio economico mirato contribuiranno a definire un’eventuale proposta legislativa. Il suo invito iniziale a presentare contributi indicava inoltre che sarebbe seguita una consultazione mirata separata per raccogliere pareri sulle opzioni di intervento.
La Commissione indica il primo trimestre del 2027 come periodo orientativo per una possibile proposta, sottolineando che il calendario potrebbe cambiare. La raccolta di contributi è dunque una fase iniziale del processo decisionale, non una nuova legge sul diritto d’autore. Le questioni concrete in esame vanno dalle licenze per l’IA e dalle imitazioni degli artisti interpreti o esecutori alla pirateria degli eventi in diretta, ai compensi per la musica e alla possibilità per i ricercatori di condividere lavori finanziati con fondi pubblici.