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Quattro sindacati dello spettacolo contestano la difesa di OpenAI basata sul fair use

SAG-AFTRA, l’American Federation of Musicians e le Writers Guilds chiedono a un tribunale federale di New York di poter sostenere i ricorrenti nella causa sul copyright contro OpenAI. Sostengono che una regola generalizzata di fair use per

Quattro sindacati dello spettacolo contestano la difesa di OpenAI basata sul fair use

AI.info Team · Scritto con l’IA · verificato ·

I sindacati si oppongono a una regola generalizzata di fair use

OpenAI e Microsoft sostengono che l’addestramento di modelli di IA su opere protette da copyright possa essere trasformativo; quattro sindacati dello spettacolo chiedono a un giudice federale di respingere un’esenzione categorica basata sul fair use. Il 29 ottobre, SAG-AFTRA, l’American Federation of Musicians e la Writers Guild of America East e la Writers Guild of America West hanno chiesto di poter sostenere autori e organizzazioni giornalistiche nel contenzioso sul copyright riunito contro OpenAI. Nella memoria amicus curiae che propongono di depositare, i sindacati affermano che la loro esperienza nella negoziazione di clausole sull’IA può aiutare il tribunale a valutare i mercati delle licenze in gioco.

I sindacati affermano di rappresentare oltre 250.000 lavoratori dei media e dello spettacolo. Sostengono che una decisione di ampia portata a favore di OpenAI potrebbe indebolire la capacità dei creatori e dei loro rappresentanti di negoziare compensi quando opere protette da copyright vengono usate per addestrare sistemi di IA commerciali. La richiesta riguarda le contrapposte istanze di giudizio sommario delle parti, che chiedono al tribunale di decidere su alcune pretese o difese senza un processo.

Le condizioni di licenza sono parte della controversia

I sindacati richiamano le disposizioni degli accordi del 2026 di SAG-AFTRA e delle Writers Guilds che riguardano la concessione in licenza delle opere coperte dagli accordi per l’addestramento dell’IA generativa. Tali condizioni, sostengono, riflettono le negoziazioni sulle modalità di utilizzo delle opere e su come i proventi delle licenze possano raggiungere gli iscritti attraverso compensi per il riutilizzo, royalty e contributi ai piani pensionistici e sanitari. Nel documento depositato, i sindacati chiedono al tribunale di considerare questa esperienza nel valutare se tali licenze costituiscano un mercato rilevante ai sensi della legge sul copyright.

In una dichiarazione pubblicata da SAG-AFTRA, i sindacati hanno affermato: «L’appropriazione non autorizzata di opere create da esseri umani senza consenso, riconoscimento e compenso danneggia gravemente i professionisti creativi, svaluta il loro lavoro e mina i mercati delle licenze in via di sviluppo». La dichiarazione afferma anche che i sindacati vogliono che il tribunale respinga un’esenzione categorica basata sul fair use per l’addestramento dell’IA.

OpenAI e Microsoft sostengono che l’addestramento sia trasformativo

OpenAI e Microsoft offrono una versione diversa di come l’addestramento dei modelli utilizzi materiale protetto da copyright. Sostengono che i modelli apprendano schemi statistici invece di fornire le opere originali come sostituti e che l’addestramento possa essere trasformativo. Autori ed editori di testate giornalistiche ribattono che copiare opere senza autorizzazione può danneggiare mercati esistenti e potenziali, compresi quelli delle licenze.

Il fair use viene valutato sulla base di diversi fattori previsti dalla legge, tra cui lo scopo dell’utilizzo e il suo effetto sul mercato dell’opera protetta da copyright. L’argomentazione dei sindacati si concentra su questa questione del mercato: affermano che le licenze negoziate e gli accordi sui compensi sono elementi di prova che il tribunale dovrebbe considerare, anziché ritenere che l’addestramento dell’IA rientri automaticamente nel fair use. L’esito della causa potrebbe influire sul modo in cui i tribunali valutano queste argomentazioni, ma l’istanza dei sindacati non decide la controversia sul copyright.

Il tribunale deve prima autorizzare il deposito della memoria

I sindacati hanno chiesto l’autorizzazione a depositare la loro memoria; la richiesta non è di per sé una decisione sul merito. L’ordinanza del giudice Sidney H. Stein invitava a presentare proposte di memorie amicus curiae legate alle istanze di giudizio sommario, fissando un limite di 6000 parole. Dopo una proroga, il termine per queste richieste è scaduto il 30 ottobre.

Il procedimento riunisce le cause intentate da autori, organizzazioni giornalistiche e altri titolari di copyright contro OpenAI e Microsoft. Le parti hanno depositato le rispettive istanze contrapposte di giudizio sommario a settembre, dando avvio a una controversia sulla possibilità che l’addestramento dei modelli e i relativi usi di opere protette da copyright rientrino nel fair use. La questione immediata per i sindacati è se il tribunale accoglierà la loro richiesta di aggiungere il proprio punto di vista a quella controversia.

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