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Solo il 2% degli utenti ha scelto una piattaforma per agenti in base all’allineamento con un modello
Nel sondaggio condotto ad agosto da VentureBeat Intelligence, 3 dei 162 intervistati che usano una delle piattaforme di orchestrazione degli agenti elencate hanno detto che l’allineamento con un modello di IA di primo piano aveva influito p

AI.info Team · Scritto con l’IA ·
Solo 3 dei 162 intervistati aziendali che usano una delle piattaforme di orchestrazione degli agenti elencate hanno detto che il modello di IA sottostante era il motivo principale per cui ne avevano scelta una, secondo il sondaggio condotto ad agosto da VentureBeat Intelligence. Il rapporto, pubblicato il 5 ottobre, rileva che l’allineamento con il modello, definito «gravità del modello», ha raccolto il 2% delle risposte; le prestazioni, comprese latenza e memoria, si sono classificate più in basso, all’1%. Al primo posto è arrivata la flessibilità nell’uso di modelli e strumenti diversi, con il 22%, seguita dall’affidabilità in produzione con il 20%, dalla facilità di sviluppo con il 19% e dal controllo sull’esecuzione degli agenti con il 18%.
«Solo il 2% degli utenti delle piattaforme ha indicato la ‹gravità del modello›.»
Scrivono gli autori di VentureBeat Intelligence.
La proprietà del modello non determina la scelta della piattaforma
OpenAI, Anthropic e Google offrono tutte piattaforme per creare ed eseguire agenti insieme ai propri modelli. Eppure il sondaggio suggerisce che le aziende attribuiscano più importanza a ciò che queste piattaforme permettono ai team di fare che al fatto che una piattaforma includa un modello preferito. VentureBeat chiama l’opzione dell’allineamento con il modello «gravità del modello» e la definisce come la scelta di una piattaforma per la sua integrazione nativa con un modello di primo piano, come gli strumenti di Anthropic per Claude.
Il dato del 2% si riferisce ai 162 intervistati che hanno detto di usare una delle piattaforme di orchestrazione elencate, non a tutti i 166 intervistati che hanno superato la selezione. Gli intervistati hanno scelto un solo fattore principale. Sicurezza e autorizzazioni hanno raccolto il 10%, il costo totale di proprietà il 9% e le prestazioni, comprese latenza e memoria, l’1%. Le percentuali arrotondate riportate dal rapporto per flessibilità, affidabilità, facilità di sviluppo e controllo sull’esecuzione sommano al 79%, mentre nella sintesi i quattro fattori sono descritti come il 78% delle scelte.
Le piattaforme vengono usate senza diventare sempre la scelta principale
Le piattaforme sviluppate dai fornitori compaiono comunque ampiamente nelle risposte sull’utilizzo. Agents SDK o Responses API di OpenAI sono stati usati dal 45% di tutti gli intervistati, Enterprise Agent Platform di Google dal 39% e Claude Platform di Anthropic dal 27%. Gli intervistati potevano indicare più piattaforme, quindi questi dati descrivono l’uso dichiarato, non quote di mercato esclusive.
Il fatto di usare la piattaforma di un fornitore non significa neppure che sia sempre la scelta principale dell’azienda. Tra gli intervistati che usano Claude Platform di Anthropic, il 38% l’ha indicata come piattaforma principale; per la piattaforma di OpenAI, la percentuale è stata del 69%. VentureBeat segnala un limite nel confronto relativo ad Anthropic: nella domanda sull’utilizzo il sondaggio citava Claude Platform e Agent Skills, ma nella domanda sulle piattaforme prese in considerazione citava Claude Agent SDK e Managed Agents. Secondo il rapporto, escludendo gli intervistati che avevano indicato come principale una piattaforma di cui non avevano dichiarato l’uso, la percentuale relativa a Claude sale al 41%.
Molti acquirenti prevedono un’altra decisione sulla piattaforma
Il 60% di tutti i 166 intervistati prevede di adottare entro 12 mesi una piattaforma di orchestrazione nuova, aggiuntiva o sostitutiva, e il 28% prevede di farlo entro tre mesi. Tra le aziende che già utilizzano due o più piattaforme, l’84% prevede un cambiamento, contro il 46% di quelle che ne utilizzano una. Questi piani indicano che sono in corso valutazioni d’acquisto, ma non dimostrano che le aziende stiano abbandonando le piattaforme dei fornitori o passando ad altre per un unico motivo.
Tra le aziende che prevedono un cambiamento, la piattaforma di OpenAI è stata quella indicata più spesso tra quelle prese in considerazione, con il 40%; seguono Claude Agent SDK o Managed Agents di Anthropic con il 35% e la piattaforma di Google con il 29%. Gli intervistati potevano selezionare più candidati e l’11% ha detto di essere nella fase di valutazione senza una rosa ristretta di opzioni. Il rapporto rileva inoltre che il 67% si aspetta che, entro la fine del 2026, il proprio piano di controllo degli agenti si trovi almeno in parte al di fuori di un servizio gestito da un fornitore; la percentuale comprende chi preferisce soluzioni ibride, esterne o interne.
Un’istantanea del sondaggio, non un censimento del mercato
VentureBeat Intelligence ha ricevuto 221 risposte ad agosto; 169 hanno superato le domande di selezione e tre sono state eliminate perché contenevano risposte contraddittorie. I 166 intervistati rimanenti provenivano da organizzazioni con almeno 100 dipendenti. La metà si è identificata come responsabile finale delle decisioni sugli acquisti di IA, mentre il 32% ha dichiarato di avere un ruolo di raccomandazione o di influenza.
Il rapporto descrive i partecipanti come lettori di VentureBeat che hanno scelto di rispondere, non come un campione probabilistico: i risultati vanno quindi letti come un’istantanea di quel gruppo, non come una stima dell’intero mercato. Anche i confronti da un mese all’altro riguardano intervistati diversi: secondo il rapporto, settore, dimensioni aziendali e ruoli negli acquisti differivano tra i campioni di luglio e agosto. Entro questi limiti, il segnale più chiaro sulle scelte d’acquisto è che solo tre dei 162 utenti delle piattaforme hanno messo al primo posto il modello su cui si basa la loro piattaforma.