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I titolari dei diritti su Elvis fanno causa ad Anthropic per 274 brani

I titolari dei diritti su Elvis Presley chiedono 41,1 milioni di dollari di risarcimento previsto dalla legge per la presunta violazione del diritto d’autore relativa a 274 composizioni musicali. La loro denuncia contesta anche la presunta

I titolari dei diritti su Elvis fanno causa ad Anthropic per 274 brani

AI.info Team · Scritto con l’IA · verificato ·

I titolari dei diritti su Elvis Presley che hanno fatto causa ad Anthropic il 23 ottobre chiedono 41,1 milioni di dollari di risarcimento previsto dalla legge per la presunta violazione del diritto d’autore relativa a 274 composizioni musicali. La loro denuncia contesta anche la presunta elusione dei controlli di accesso e la rimozione delle informazioni sul diritto d’autore, e chiede ulteriori risarcimenti per queste accuse. Un tribunale non si è ancora pronunciato sulle accuse.

Sette ricorrenti indicano 274 composizioni di Presley

ABG EPE IP LLC, una società legata ai diritti su Elvis Presley, ha avviato la causa presso il tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto settentrionale della California insieme ad altri sei ricorrenti: trust, persone fisiche e società di edizioni musicali. I ricorrenti affermano di possedere o controllare i diritti esclusivi sulle composizioni, molte delle quali sono diventate famose grazie alle registrazioni di Presley. Le opere sono elencate in un allegato alla denuncia.

Tra i brani citati figurano «Can’t Help Falling in Love», «Don’t Be Cruel», «A Little Less Conversation», «All Shook Up» e «Return to Sender». La causa riguarda le composizioni musicali e i testi, non sostiene che Anthropic abbia generato la voce di Presley. I ricorrenti accusano Anthropic di aver copiato le opere per addestrare Claude senza licenza né pagamento.

La denuncia riguarda la raccolta dei dati e l’output del modello

I ricorrenti sostengono che Anthropic abbia raccolto materiale relativo ai brani da fonti online, tra cui piattaforme di testi concessi in licenza e piattaforme di streaming, aggirando controlli come gli accessi tramite login, i paywall, le verifiche anti-bot e i limiti all’accesso automatizzato. Affermano che la società abbia poi rimosso le informazioni identificative, tra cui i titoli dei brani, i nomi degli autori e i dati degli editori, durante il trattamento dei dati di addestramento. Si tratta di accuse contenute nella denuncia, non di conclusioni del tribunale.

La denuncia sostiene inoltre che Claude possa riprodurre testi di canzoni o generarne versioni derivate in risposta ai prompt degli utenti. Descrive test in cui è stato chiesto a Claude di ricreare brani «per un pubblico moderno». La denuncia attribuisce questa risposta a Claude, il modello di IA di Anthropic:

«Queste versioni finiscono per essere molto vicine agli originali: stessa struttura, stessi passaggi orecchiabili riutilizzati con lievi modifiche alle parole e strofe, ritornelli e ponti completi. Si va oltre il semplice “ispirarsi a” e ci si avvicina alla riproduzione del brano protetto dal diritto d’autore, anche quando le parole vengono sostituite.»

Secondo i ricorrenti, un output del genere può passare dall’ispirazione alla riproduzione; la loro denuncia non dimostra che Anthropic abbia violato i diritti su ciascuna delle 274 opere.

Le richieste di risarcimento distinte ammontano a 48,635 milioni di dollari

Per la violazione del diritto d’autore, i ricorrenti chiedono 41,1 milioni di dollari, calcolati sulla base di 150.000 dollari per opera, l’importo massimo che richiedono per una violazione intenzionale. Chiedono separatamente 685.000 dollari per la presunta elusione delle protezioni tecnologiche e 6,85 milioni di dollari per la presunta rimozione o alterazione delle informazioni sulla gestione dei diritti d’autore. Questi tre importi di risarcimento previsti dalla legge totalizzano 48,635 milioni di dollari; la denuncia chiede anche il risarcimento dei danni effettivi o la restituzione dei profitti di Anthropic, le spese legali e altri provvedimenti.

I ricorrenti chiedono un processo con giuria e un ordine che imponga ad Anthropic di consegnare le copie non autorizzate affinché siano distrutte o sequestrate. La richiesta menziona espressamente le copie presenti nei dataset di addestramento, nei repository interni, nei pesi del modello e nell’infrastruttura dei server, oltre a un rendiconto sui dati di addestramento e sulle attività di scraping relative ai brani. Il tribunale non si è pronunciato su queste richieste.

Il fair use resta parte della controversia

La denuncia sostiene che il fair use non tuteli la presunta copia e conservazione delle composizioni. Si richiama a una distinta causa per diritto d’autore contro Anthropic riguardante libri, sostenendo però che conservare opere prive di licenza in un archivio permanente sia diverso dal copiare materiale al solo scopo di addestrare un modello. Questa argomentazione deve ancora essere esaminata nella causa relativa a Presley.

La denuncia inquadra la controversia attorno sia al modo in cui è stato ottenuto il materiale usato per addestrare Claude, sia a ciò che il modello può produrre a partire da quel materiale. Le accuse dei ricorrenti, comprese quelle relative alle barriere di accesso, alla rimozione dei metadati e agli output derivati dai brani, costituiscono ora il caso a cui Anthropic dovrà rispondere in tribunale.

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