Vai al contenuto
AI.info

The Pulse

Il DOJ chiede informazioni ai fornitori per un progetto pilota di IA legale con 20-30 utenti

Secondo Nextgov/FCW, il Dipartimento della Giustizia sta chiedendo ai fornitori informazioni sulle piattaforme di IA legale disponibili sul mercato in vista di un possibile progetto pilota che coinvolgerebbe da 20 a 30 utenti dell’amministr

Il DOJ chiede informazioni ai fornitori per un progetto pilota di IA legale con 20-30 utenti

AI.info Team ·

Il Dipartimento della Giustizia sta chiedendo ai fornitori informazioni sulle piattaforme di assistenza legale basate sull’intelligenza artificiale disponibili sul mercato, in grado di analizzare documenti e svolgere ricerche giuridiche. Lo riferisce Nextgov/FCW, citando un documento pubblicato su SAM.gov venerdì 18 settembre. Le informazioni potrebbero contribuire a definire un progetto pilota che coinvolgerebbe da 20 a 30 utenti dell’amministrazione pubblica.

Il progetto pilota proposto metterebbe alla prova la tecnologia in un ambiente cloud del fornitore autorizzato FedRAMP o disponibile sul mercato, usando dati sintetici o pubblici. La richiesta serve a svolgere un’indagine di mercato: non avvia una procedura di acquisto né garantisce l’assegnazione di un contratto.

Nextgov/FCW ha riferito della richiesta il 21 settembre. La testata ha precisato che un portavoce del DOJ non ha risposto alle domande sul perché il dipartimento sia interessato a una piattaforma di assistenza legale basata sull’IA o su quando potrebbe sperimentare la tecnologia.

Il DOJ cerca un assistente capace di svolgere diverse attività legali

Il dipartimento non intende limitare la valutazione proposta alle risposte alle domande o alla ricerca nei documenti. Le funzionalità della piattaforma descritte nella richiesta comprendono l’analisi dei documenti, la revisione normativa, l’estrazione di clausole contrattuali, il trattamento delle pratiche relative al Freedom of Information Act e la redazione di memorandum.

«eseguire autonomamente attività legali articolate in più fasi, tra cui l’analisi dei documenti, la revisione normativa, l’estrazione di clausole contrattuali, il trattamento delle pratiche relative al [Freedom of Information Act] e la redazione di memorandum, senza richiedere agli avvocati di fornire prompt passo dopo passo».

Il sistema proposto verrebbe quindi valutato per la sua capacità di gestire più fasi del lavoro legale senza che gli avvocati debbano impartire istruzioni a ogni passaggio. Il documento non indica un modello, un fornitore o un’architettura tecnica preferiti.

Il DOJ prevede inoltre di valutare se una piattaforma sia in grado di sintetizzare da 5.000 a 100.000 documenti per sessione, fornire fonti autorevoli per la ricerca giuridica, aiutare gli avvocati a redigere documenti e integrarsi con i sistemi di gestione documentale già in uso presso l’agenzia.

Un test controllato con dati pubblici o sintetici

Il progetto pilota si svolgerebbe nell’ambiente cloud di un fornitore autorizzato FedRAMP o in un altro ambiente cloud disponibile sul mercato. Per i test verrebbero usati dati sintetici o pubblici, anziché materiale sensibile relativo a casi reali.

La valutazione combinerebbe misure tecniche e basate sull’esperienza degli utenti. Il DOJ intende prendere in considerazione le statistiche d’utilizzo fornite dalla piattaforma, le valutazioni della qualità dei risultati condotte dall’amministrazione, i registri dei tempi forniti dall’appaltatore, le dimostrazioni tecniche, le verifiche dell’amministrazione basate su liste di controllo e i sondaggi anonimi tra i dipendenti.

La richiesta si aggiunge ai software legali già in uso presso il DOJ

Il DOJ ha già adottato strumenti di IA di LexisNexis, Westlaw e Bloomberg per agevolare la ricerca giuridica, secondo l’inventario dei casi d’uso dell’IA del dipartimento per il 2025, come riportato da Nextgov/FCW.

L’assistente proposto verrebbe testato accanto agli strumenti già usati per la ricerca giuridica, ma la richiesta descrive una gamma più ampia di funzionalità. Tra queste figurano l’elaborazione di grandi raccolte di documenti, la produzione di bozze e la gestione di più fasi di un flusso di lavoro legale.

Il documento non comporta l’assegnazione di un contratto

Il documento pubblicato su SAM.gov definisce la richiesta un’indagine di mercato, non una procedura formale di gara.

«Si tratta esclusivamente di un’indagine di mercato: le risposte non saranno valutate come offerte e non porteranno all’assegnazione di un contratto. Le risposte contribuiranno alla pianificazione degli acquisti dell’agenzia».

Questa formulazione lascia aperte le questioni se il DOJ pubblicherà una richiesta formale di offerte, come gestirà la revisione da parte degli avvocati del lavoro generato dall’IA e quali criteri disciplineranno l’accuratezza delle fonti. La richiesta attuale definisce un’ipotesi di test e un elenco di funzionalità desiderate, non un impegno ad adottare un sistema legale autonomo.

Per ora, il dipartimento cerca informazioni sulla capacità delle piattaforme esistenti di gestire il lavoro legale su scala governativa, operando in un ambiente cloud approvato e producendo dati misurabili sulla rapidità, sulla qualità e sull’utilizzo da parte dei dipendenti.

Fonti

Esplora

Altri articoli