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L’accordo di Disney con Character.AI separa la tecnologia dalle cause legali

Disney è l’offerente iniziale designato per una licenza su parte della proprietà intellettuale di Character.AI, mentre la società di chatbot porta avanti una vendita sotto la supervisione del tribunale. L’accordo è soggetto a offerte concor

L’accordo di Disney con Character.AI separa la tecnologia dalle cause legali

AI.info Team · Scritto con l’IA · verificato ·

Disney ottiene il personale e la tecnologia; Character.AI resta responsabile delle cause

Disney punta ad acquisire i dipendenti e la tecnologia di Character.AI attraverso una vendita nell’ambito della procedura fallimentare, mentre la società di chatbot manterrebbe la responsabilità delle cause legali intentate contro di essa, secondo quanto riferisce WIRED sulla base degli atti depositati in tribunale. Character.AI ha avviato una procedura ai sensi del Chapter 11 il 12 ottobre 2026, trasformando un accordo tra le due società in un procedimento sotto la supervisione del tribunale che, secondo i procuratori generali degli Stati, potrebbe essere contestato.

L’esame degli atti giudiziari condotto da WIRED descrive due operazioni collegate: una conclusa prima dell’avvio della procedura e un’altra che dipende dal procedimento fallimentare. I legali di Character.AI hanno dichiarato che Disney aveva richiesto di completare l’accordo attraverso la procedura fallimentare perché le riserve di liquidità della startup si stavano riducendo e la società affrontava notevoli rischi legali e normativi.

La separazione proposta è importante perché l’accordo potrebbe dare a Disney gran parte della tecnologia di Character.AI e la maggioranza del suo personale senza trasferirle gli obblighi ancora in capo alla società. Una bozza di provvedimento preparata da Disney afferma che l’operazione non dovrebbe essere considerata una fusione e che Character.AI resterebbe responsabile di ogni passività, comprese le cause legali. La vendita e il provvedimento proposto necessitano ancora delle rispettive approvazioni.

«È dannoso per la società permettere alle aziende di esercitare il controllo senza assumersi responsabilità»,

John Newman, professore di diritto alla University of Memphis School of Law ed ex vicedirettore del Bureau of Competition della Federal Trade Commission, intervistato da WIRED.

Due pagamenti precedono la vendita della licenza sotto la supervisione del tribunale

A settembre, Disney ha versato a Character.AI 5,5 milioni di dollari e ha effettuato un deposito separato e rimborsabile di 2 milioni di dollari come garanzia di buona fede. Disney ha inoltre assunto la maggioranza dei dipendenti di Character.AI, tra cui Karandeep Anand, allora CEO, e ha accettato di consentire ad alcuni di loro di contribuire a mantenere operativa Character.AI per cinque mesi.

Attraverso la procedura fallimentare, Disney punta a ottenere una licenza perpetua, valida in tutto il mondo e non esclusiva su un’ampia parte della proprietà intellettuale di Character.AI. Il materiale elencato comprende codice, documentazione, framework, strumenti e altri artefatti, tra cui tecnologie per la moderazione dei contenuti, l’addestramento dei modelli e la previsione dell’età. La licenza indicata non comprende il sito web della società né i dati degli utenti.

La licenza sarà messa all’asta. Se Disney si aggiudicherà l’asta e il tribunale approverà l’accordo, la società si è impegnata a versare altri 12,5 milioni di dollari alla chiusura dell’operazione. Se vincerà un altro offerente, Disney riavrà il deposito di 2 milioni di dollari e riceverà un indennizzo per il mancato perfezionamento dell’accordo. Gli atti prevedono inoltre che l’aggiudicatario possa tenere colloqui e potenzialmente offrire un lavoro fino all’80 per cento di determinati dipendenti assunti da Disney, che sceglierà quali dipendenti.

Le controversie sulla sicurezza incidono sulla posta in gioco legale della vendita

Character.AI ha dovuto affrontare cause civili sulla sicurezza dei chatbot e indagini governative. Tra le vicende giudiziarie figurano richieste risarcitorie legate a un ragazzo di 14 anni morto per suicidio dopo aver interagito con un chatbot di Character.AI; un giudice ha stabilito che una parte attrice aveva addotto elementi sufficienti a sostenere la responsabilità di Google per concorso nell’illecito. Google e Character.AI hanno poi raggiunto un accordo di massima per chiudere quella causa e altre simili. Un arbitro ha approvato i singoli accordi l’11 ottobre, il giorno prima dell’avvio della procedura fallimentare di Character.AI.

Secondo gli atti della procedura fallimentare, al momento dell’avvio una distinta indagine condotta da più Stati si era estesa a 46 Stati e territori. Una comunicazione depositata dalla National Association of Attorneys General per conto di 40 Stati descriveva quelle che gli Stati definivano gravi preoccupazioni per la sicurezza, tra cui screenshot che, secondo loro, mostravano chatbot che incoraggiavano minori a nascondere ferite autoinflitte e a uccidere i propri genitori. Un portavoce di Character.AI ha contestato questa ricostruzione, affermando che l’atto «non rappresenta accuratamente la sicurezza della nostra piattaforma».

Il CEO appena nominato di Character.AI ha dichiarato che la procedura fallimentare mirava a raggiungere una soluzione concordata con chi aveva avanzato richieste risarcitorie per lesioni personali e con gli Stati che indagano sulla società, massimizzando al contempo il valore degli asset per gli azionisti. Gli atti affermano inoltre che nel 2025 la società aveva cercato un acquirente o un investitore, ma aveva ricevuto ripetutamente riscontri secondo cui le controversie legali e le preoccupazioni normative rendevano difficile venderla.

Gli Stati si riservano il diritto di contestare l’esito

L’accordo di Disney ha attirato l’attenzione come variante di una «reverse acquihire»: un acquirente assume il personale di una società bersaglio e ottiene diritti sulla sua tecnologia, mentre la società originaria rimane in essere. WIRED ha riferito che alcuni esperti temono che gli spostamenti dei dipendenti siano irrealistici e che l’accordo non possa essere facilmente annullato. La loro preoccupazione riguarda il trasferimento dei dipendenti tra società in un breve periodo, non la difficoltà di annullare l’accordo dopo l’assegnazione di una licenza tecnologica.

I procuratori generali degli Stati che hanno depositato una comunicazione nel procedimento fallimentare si sono riservati il diritto di contestare una proposta di vendita o un piano fallimentare. La licenza sulla tecnologia di Character.AI resta soggetta a un’asta, all’esame dei creditori e all’approvazione del tribunale; le cause legali di cui la bozza di provvedimento attribuisce la responsabilità a Character.AI non fanno parte della licenza richiesta da Disney.

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