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Codex ha aiutato un ricercatore a realizzare un jailbreak per il firmware 23.0.1 di Switch 2
Il ricercatore Sammy Hajhamid afferma che Codex ha contribuito a sviluppare ns2jb, un jailbreak esclusivamente software che richiede un collegamento via cavo per il firmware 23.0.1 di Nintendo Switch 2. L’exploit consente di eseguire homebr

AI.info Team · Scritto con l’IA · verificato ·
Circa due settimane di lavoro hanno prodotto un jailbreak software che richiede un collegamento via cavo per il firmware 23.0.1 di Nintendo Switch 2, mentre a Codex è bastato un solo giorno per modificare un gioco a titolo dimostrativo. Il ricercatore Sammy Hajhamid ha pubblicato il resoconto il 18 ottobre, descrivendo ns2jb come un modo per eseguire codice nativo con i permessi dei normali moduli di sistema e del modulo filesystem integrato.
La distinzione è importante: Codex non ha realizzato da solo il jailbreak della console partendo da un unico prompt. Hajhamid racconta che un primo tentativo di affidare a Codex l’obiettivo di ottenere l’esecuzione di codice nello spazio utente è fallito. Il progetto si è invece basato su un ambiente di test costruito dal ricercatore, diverse linee d’indagine e l’assistenza di Codex in parti specifiche del lavoro. La modifica del gioco è arrivata dopo, come dimostrazione separata.
Due console, comandi a distanza e una leva per il riavvio
Hajhamid ha costruito un ambiente di test attorno a una Switch 1 e una Switch 2. I dispositivi JetKVM consentivano a Codex di inviare comandi del controller via USB e ricevere video via HDMI; una leva meccanica controllata tramite Bluetooth premeva il pulsante di accensione della Switch 2 dopo i crash. Questa configurazione permetteva all’agente software di interagire con l’hardware mentre il ricercatore lavorava all’exploit.
Una delle prime strade esplorate aveva come bersaglio il browser della Switch 2. Hajhamid descrive come Codex abbia trovato un modo per dirottare il flusso di controllo attraverso WebKit, ma questo approccio non consentiva le chiamate arbitrarie tra processi necessarie per raggiungere servizi di sistema con maggiori privilegi. Il resoconto indica tra gli ostacoli all’estensione di questo accesso iniziale tramite il browser la memoria di sola esecuzione, l’autenticazione dei puntatori e l’integrità del flusso di controllo.
SmileBASIC ha offerto un’altra strada
La svolta è arrivata tramite SmileBASIC, un gioco per Switch 1 che funziona anche sulla console più recente. Codex ha trovato un bug di overflow degli interi nell’interprete del gioco: alcuni valori usati per rimuovere elementi da un array potevano tornare all’inizio dell’intervallo numerico e causare un’operazione di memoria fuori dai limiti. Hajhamid ha sfruttato l’accesso alla memoria così ottenuto per passare dal processo del gioco a parti del sistema con maggiori privilegi.
Da lì, il lavoro si è concentrato sul modulo filesystem integrato fs della Switch 2. Hajhamid descrive un buffer overflow nella normalizzazione dei percorsi che consentiva letture e scritture arbitrarie della memoria. Queste capacità hanno permesso al ricercatore di esaminare il codice dei moduli di sistema e, infine, di fare in modo che il loader eseguisse codice eseguibile sostitutivo. L’articolo descrive una catena di più fasi, non un jailbreak che si realizza con un clic.
Codex ha trovato i bug; Hajhamid ha guidato la catena
Codex ha contribuito alla scoperta delle vulnerabilità e all’analisi del codice, mentre Hajhamid ha scelto i bersagli, costruito l’ambiente hardware e collegato le fasi dell’exploit. Il ricercatore ha anche assegnato a diverse istanze di Codex obiettivi distinti legati all’esecuzione di codice nei moduli di sistema. Per usare le parole del resoconto, «Il jailbreak stesso ha richiesto un impegno considerevole per ~2 settimane».
Il risultato più visibile di Codex è stata una modifica a Mario Kart World, un’esclusiva per Switch 2. Hajhamid afferma che l’agente ha realizzato quella mod del gioco in un giorno, con l’aiuto di amici nella scelta dei personaggi e nel playtest. Il lavoro dimostra ciò che il jailbreak può rendere possibile, ma non va confuso con il tempo o l’impegno necessari per sviluppare l’exploit.
ns2jb non è un firmware personalizzato
Hajhamid definisce ns2jb esclusivamente software e utilizzabile con un collegamento via cavo. Può consentire l’esecuzione di homebrew, la modifica dei giochi, il backup dei file di salvataggio e il reverse engineering, ma non viene presentato come un pacchetto di firmware personalizzato completo né come equivalente a un modchip hardware. Il ricercatore afferma inoltre che il metodo attuale compromette un solo modulo di sistema integrato e indica ulteriori attività, tra cui verificare se sia possibile raggiungere l’exploit del filesystem attraverso WebKit.
Il resoconto pubblicato afferma che l’exploit è stato testato anche sull’hardware di Switch 1, ma non era ancora stato confezionato per quella console. Per i possessori di Switch 2, i limiti immediati sono chiari: il jailbreak dimostrato richiede un collegamento via cavo e l’articolo descrive capacità utili alla ricerca, non una semplice procedura di installazione per i consumatori.