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Il test di Berget AI mostra che il luogo in cui gira l’IA può fare una differenza di 8,5 volte
Secondo Berget AI, una richiesta tipica a Kimi K3 produce una quantità stimata di 0,4 grammi di CO₂ in Svezia e 3,2 grammi in Texas, a parità di hardware. La stima per singola richiesta include le emissioni legate alla produzione dell’hardw

AI.info Team · Scritto con l’IA · verificato ·
Il 21 ottobre Berget AI ha pubblicato un calcolatore open source che stima le emissioni di carbonio delle singole richieste all’IA e lo ha poi usato per confrontare lo stesso carico di lavoro di Kimi K3 in Svezia e in Texas. La stima dell’azienda è di 0,38 grammi di CO₂e per richiesta in Svezia e 3,2 grammi in Texas: una differenza di 8,5 volte a parità di hardware. L’annuncio, realizzato con Stockholm Environment Institute, WattTime e Klimatkollen, corregge anche i dati contenuti in una versione precedente del comunicato.
Una richiesta a Kimi K3, quattro stime regionali
L’esempio di Berget usa un nodo B300 in un’infrastruttura condivisa e una richiesta con 5.000 token in input e 387 token in output, ponderata per rispecchiare il traffico di una giornata tipica. L’azienda stima un consumo energetico di circa 4 wattora in entrambe le località; le emissioni di carbonio complessive differiscono perché cambiano la fornitura di elettricità e le condizioni dei data center. I dati arrotondati sono 0,4 grammi in Svezia, 1,6 in Irlanda, 2,5 in Germania e 3,2 in Texas.
I valori dell’intensità carbonica della rete usati nel comunicato sono di circa 8 grammi di CO₂e per chilowattora in Svezia, 224 in Irlanda, 337 in Germania e 333 in Texas. Berget afferma che le sue stime per singola richiesta tengono conto anche della produzione dell’hardware: per questo il divario è meno marcato di quello che emergerebbe confrontando soltanto l’intensità carbonica delle reti. La produzione dell’hardware rappresenta l’89% della stima svedese, mentre l’elettricità rappresenta il 90% di quella texana. Alla richiesta in Texas è attribuito anche un consumo stimato di 6 millilitri d’acqua per il raffreddamento.
Il comunicato rivede il proprio risultato principale
La correzione pubblicata da Berget il 21 ottobre precisa che una versione precedente, distribuita sotto embargo, stimava rispettivamente 1,2, 2,1 e 3,9 grammi per Irlanda, Germania e Texas e indicava per il Texas un valore dieci volte superiore a quello della Svezia. Dopo aver riesaminato i dati sull’intensità carbonica delle reti, l’azienda ha rivisto le stime a 1,6, 2,5 e 3,2 grammi, portando il rapporto tra Texas e Svezia a 8,5 volte. La stima per la Svezia non è cambiata.
La revisione conta perché il confronto dipende dai dati utilizzati, non soltanto dalla lettura di un contatore associato a ogni chiamata API. Secondo Berget, la stima varia in base al modello, all’ora del giorno e all’eventuale presenza di una parte del prompt nella cache. Il risultato pubblicato è una stima basata sul luogo e sul mix elettrico medio della regione in cui operano i server, non una misurazione diretta delle emissioni causate da una specifica richiesta.
Con i modelli open-weight, scegliere il luogo spetta agli acquirenti
L’azienda sostiene che i dati per singola richiesta potrebbero aiutare gli acquirenti a confrontare i fornitori e a scegliere dove far girare i modelli open-weight. Questi modelli possono essere messi a disposizione da diversi operatori di data center, a differenza dei modelli legati all’infrastruttura di un unico fornitore. Un’analisi di Vercel sui dati di instradamento del suo AI Gateway ha rilevato che i modelli open-weight rappresentavano il 29% dei token nel giugno 2026, rispetto all’11% di aprile. Questo rende il confronto di Berget basato sul luogo rilevante anche al di là del suo servizio.
«Con questo metodo i nostri clienti possono monitorare le proprie emissioni richiesta per richiesta e confrontare i fornitori sulla base dei dati anziché del marketing».
Andreas Lundmark, amministratore delegato di Berget AI
Secondo Berget, lo strumento è disponibile con licenza MIT e segue la specifica SCI for AI della Green Software Foundation. L’azienda afferma di essere, per quanto ne sa, il primo fornitore di servizi di inferenza a calcolare e pubblicare le emissioni di ogni richiesta sulla propria infrastruttura.
L’addestramento è escluso; l’impronta idrica ed energetica della produzione dei chip non è ancora conteggiata
Il calcolatore include le emissioni legate alla produzione dell’hardware, ma esclude l’addestramento del modello dal confronto pubblicato. Berget precisa inoltre che la versione attuale non include l’impronta idrica ed energetica della produzione dei chip. Queste esclusioni limitano ciò che rappresentano i valori di 0,38 e 3,2 grammi: confrontano le emissioni stimate associate alla gestione di una richiesta, non l’impronta dell’intero ciclo di vita del modello.
Il comunicato usa le emissioni medie delle reti elettriche regionali, un metodo di contabilizzazione consolidato, pur osservando che le stime delle emissioni marginali possono descrivere meglio l’effetto della domanda aggiuntiva di elettricità sulla produzione. Berget ha dichiarato di prevedere l’aggiunta di stime marginali al calcolatore nel novembre 2026 e ha avvertito che quei valori potrebbero modificare significativamente il risultato della Svezia. Fino ad allora, il confronto offre una stima coerente basata sul luogo, accompagnata dalla correzione apportata dall’azienda e dai limiti di ciò che viene conteggiato.