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La Camera dei rappresentanti australiana approva il disegno di legge sul dovere di diligenza digitale

La Camera dei rappresentanti australiana ha approvato mercoledì 28 ottobre il disegno di legge sull’ampio dovere di diligenza digitale, trasmettendolo al Senato per un ulteriore esame. Il testo imporrebbe obblighi di sicurezza ai servizi on

La Camera dei rappresentanti australiana approva il disegno di legge sul dovere di diligenza digitale

AI.info Team · Scritto con l’IA · verificato ·

La Camera dei rappresentanti australiana ha approvato mercoledì 28 ottobre l’Online Safety Amendment (Digital Duty of Care) Bill 2026. Il disegno di legge riguarda un’ampia gamma di servizi online, tra cui social media, giochi, app e chatbot di IA; non è un provvedimento specifico sulla sicurezza dei minori nell’IA. Passa ora al Senato, che lo esaminerà prima di decidere se approvarlo. Il governo spera che la legge venga approvata entro la fine del 2026.

Il disegno di legge introdurrebbe un dovere generale che impone ai fornitori di adottare misure ragionevoli per tutelare gli utenti. Per le persone di età inferiore ai 18 anni, richiederebbe protezioni contro contenuti, comportamenti e caratteristiche di progettazione dannosi. Secondo il governo, il quadro normativo affronterebbe, tra le altre cose, i contenuti che esaltano i reati o le acrobazie che mettono in pericolo la vita, causano gravi sofferenze psicologiche, incoraggiano i disturbi alimentari o promuovono atteggiamenti ostili verso le donne.

Un emendamento riguarda i comportamenti dei chatbot

Mercoledì il governo ha accolto gli emendamenti della deputata indipendente Kate Chaney. Uno aggiungerebbe ai danni contemplati dal disegno di legge i contenuti o i comportamenti che simulano un’intimità emotiva e incoraggiano o favoriscono la dipendenza di un minore da essi anziché dalle relazioni umane. La disposizione non nomina alcuna azienda né alcun chatbot. Un altro emendamento di Chaney imporrebbe che le funzioni per rinunciare agli algoritmi dei social media siano accessibili, facili da usare e ben visibili.

La ministra delle Comunicazioni Anika Wells ha difeso il disegno di legge di fronte alle accuse degli oppositori secondo cui potrebbe equivalere a una forma di censura. Secondo quanto riportato da The Guardian, mercoledì Wells ha dichiarato alla radio ABC:

«Se ci tengono davvero, la prova qui è semplice: dovrebbero presentare un emendamento, non uno slogan per “affossare il disegno di legge”».

— Anika Wells, ministra delle Comunicazioni

Un quadro più ampio per la sicurezza online

Il disegno di legge imporrebbe inoltre ai servizi di social media di offrire agli utenti una scelta riguardo ai feed con contenuti consigliati dagli algoritmi. Secondo la proposta del governo, gli australiani dai 16 anni in su potrebbero scegliere se il loro feed principale sia composto da contenuti consigliati o da contenuti degli account che seguono. Il quadro normativo fisserebbe standard minimi per la gestione dei reclami e delle controversie da parte delle piattaforme e conferirebbe all’eSafety Commissioner poteri relativi ai servizi online dannosi.

Secondo il governo, il mancato rispetto delle norme potrebbe comportare sanzioni fino a 109,2 milioni di dollari australiani. Il governo ha inoltre affermato che i contenuti giornalistici professionali e i media di intrattenimento sarebbero esenti e che il Parlamento esaminerebbe eventuali ulteriori categorie di danno.

Il prossimo passo è un’indagine del Senato

I Verdi hanno dichiarato che il disegno di legge sarà sottoposto a un’indagine del Senato, con audizioni previste per il 9 e il 10 novembre. Secondo The Guardian, la relazione dell’indagine era attesa per la fine di novembre. I Verdi sostengono un dovere di diligenza digitale, ma chiedono sanzioni più severe e il diritto per le persone danneggiate online di chiedere direttamente un risarcimento alle piattaforme. Hanno inoltre chiesto un canale esterno per i reclami.

Il voto della Camera fa avanzare il disegno di legge, ma non lo rende legge. Il Senato può esaminare la proposta e valutare modifiche prima di votarla. Finché entrambe le Camere non avranno raggiunto un accordo e il testo non avrà ricevuto l’assenso reale, il dovere proposto — compreso l’emendamento sui comportamenti dei chatbot — resterà un provvedimento in corso di approvazione.

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