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Il Digital Duty of Care Bill australiano estende le norme sulla sicurezza ai chatbot di IA

Il 15 ottobre 2026 l’Australia ha presentato il Digital Duty of Care Bill, che propone requisiti di sicurezza online per servizi tra cui i chatbot di IA. Il disegno di legge riguarda anche i feed dei social media, la tutela dei minori, la g

Il Digital Duty of Care Bill australiano estende le norme sulla sicurezza ai chatbot di IA

AI.info Team · Scritto con l’IA · verificato ·

«Se lo costruisci, sei responsabile dei rischi che comporta.»

Anika Wells, ministra delle Comunicazioni

Il 15 ottobre l’Australia ha presentato l’Online Safety Amendment (Digital Duty of Care) Bill 2026, che propone standard minimi di sicurezza per i servizi online, compresi i chatbot di IA. Secondo la sintesi pubblicata dal governo il 20 ottobre, il disegno di legge riguarderebbe anche i giochi e le piattaforme di social media: i servizi di chatbot rientrerebbero così in un quadro più ampio per la sicurezza online, anziché essere oggetto di una legge autonoma sullo sviluppo dei modelli di IA.

La proposta sposta la responsabilità verso le aziende, chiamate ad affrontare i contenuti e le funzionalità dannosi dei servizi che offrono. Si applicherebbe ai rischi per gli adulti e prevederebbe ulteriori tutele per gli utenti di età inferiore ai 18 anni.

I chatbot di IA si aggiungono ai giochi e alle piattaforme social

In base al disegno di legge, i servizi interessati dovrebbero intervenire contro un elenco definito di contenuti e comportamenti gravemente dannosi. Tra le categorie indicate dal governo figurano contenuti dell’estremismo violento, sfruttamento sadico online, abusi sui minori e falsi nudi. Il disegno di legge prende di mira anche funzionalità e strumenti dei servizi che possono causare danni: un approccio che Wells ha descritto come l’obbligo per le aziende di esaminare il funzionamento dei propri prodotti e adottare misure per ridurre i rischi individuati.

Per i minori, le tutele proposte riguardano la pornografia e i contenuti che esaltano i reati o le acrobazie che mettono in pericolo la vita, causano grave sofferenza psicologica, incoraggiano i disturbi alimentari o promuovono l’ostilità verso le donne. L’elenco si inserisce nel quadro più ampio dei servizi online; l’annuncio non delinea norme sui contenuti specifiche per i chatbot di IA.

Il disegno di legge conferirebbe all’eSafety Commissioner il potere di emettere ordini di rimozione per app e siti web progettati, o utilizzati prevalentemente, per generare falsi nudi di persone. Dimezzerebbe inoltre da 48 a 24 ore il tempo previsto per rispondere ai reclami relativi al cyberbullismo e agli abusi, e consentirebbe all’eSafety Commissioner di fissare standard minimi per le procedure delle piattaforme relative a reclami e controversie.

Sanzioni proposte fino a 109,2 milioni di dollari australiani

Secondo il governo, i servizi che non rispettano l’obbligo potrebbero incorrere in sanzioni fino a 109,2 milioni di dollari australiani. Il massimo si applica al mancato rispetto del dovere di diligenza digitale proposto: non è una sanzione specifica per i chatbot di IA né per un particolare tipo di contenuto dannoso generato.

Il disegno di legge propone inoltre di offrire agli utenti dei social media di età superiore ai 16 anni una scelta sul feed. Le piattaforme dovrebbero consentire loro di scegliere tra i post consigliati dagli algoritmi e i contenuti delle persone e delle pagine che seguono, una misura che il governo chiama «My Feed, My Way». Il disegno di legge combina quindi obblighi relativi alla sicurezza dei servizi con una modifica al modo in cui gli utenti dei social media possono scegliere ciò che compare nei loro feed.

Le modifiche dopo la consultazione

Il governo afferma che la versione finale del disegno di legge chiarisce che sono esenti i contenuti giornalistici professionali e i media di intrattenimento. Nel suo discorso del 15 ottobre, Wells ha dichiarato che il governo aveva eliminato il potere del ministro di definire ulteriori categorie di danno tramite regolamenti, lasciando al Parlamento il compito di aggiungerne di nuove mediante modifiche legislative.

Le revisioni sono seguite alla consultazione su una precedente bozza pubblicata per raccogliere osservazioni. Il provvedimento è ora all’esame del Parlamento: gli obblighi e le sanzioni proposti non sono quindi ancora legge. Per le aziende di IA, il punto immediato è l’ambito di applicazione dichiarato del disegno di legge: i servizi di chatbot sono inclusi accanto ai giochi e alle piattaforme social, e gli obblighi descritti dal governo riguardano la sicurezza online e le funzionalità dei servizi, non un sistema generale di licenze per i modelli di IA.

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