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L’ASD australiana afferma che l’IA sta accelerando gli attacchi informatici

Secondo l’Australian Signals Directorate, l’IA aiuta gli aggressori a trovare vulnerabilità più rapidamente e a condurre campagne di phishing su scala più ampia. Il suo centro per la sicurezza informatica ha risposto a oltre 1.500 incidenti

L’ASD australiana afferma che l’IA sta accelerando gli attacchi informatici

AI.info Team · Scritto con l’IA · verificato ·

Secondo l’agenzia australiana per la sicurezza informatica, l’intelligenza artificiale riduce l’impegno necessario per individuare e sfruttare le vulnerabilità del software, ampliando la platea di persone in grado di compiere attacchi. L’Annual Cyber Threat Report 2025–26 dell’Australian Signals Directorate è stato pubblicato il 26 ottobre e messo in evidenza in una comunicazione dell’agenzia il giorno successivo.

Il rapporto descrive l’IA come un acceleratore di tattiche già esistenti, non come la fonte di tipi del tutto nuovi di minacce informatiche. Secondo il rapporto, gli strumenti che generano testo e codice possono aiutare i soggetti malintenzionati a individuare vulnerabilità, automatizzare la ricognizione e rendere più convincente il phishing. Il rapporto avverte inoltre che, aggiungendo sistemi di IA alle proprie reti, le organizzazioni possono creare nuove vulnerabilità di sicurezza.

L’IA riduce l’impegno necessario per prendere di mira i sistemi

Secondo l’ASD, gli aggressori possono usare l’IA per analizzare informazioni pubblicamente disponibili su un’organizzazione e costruire messaggi attorno a una persona o a un ruolo specifico. Questi strumenti possono produrre email di phishing ben confezionate e automatizzare lo spearphishing mirato, rendendo più facile impersonare un collega fidato o un’organizzazione autorevole. I messaggi generati dall’IA possono anche includere immagini o registrazioni vocali che fanno apparire autentica una richiesta falsa.

L’avvertimento del rapporto non riguarda soltanto le truffe. L’IA può aiutare gli aggressori a raccogliere e analizzare dati, scegliere gli obiettivi e concatenare le vulnerabilità del software in sequenze che consentono un accesso più ampio. «L’IA riduce le competenze e l’impegno necessari per individuare e sfruttare le vulnerabilità, probabilmente accelerando i tempi di sfruttamento (Time to Exploit, TTE) e aumentando il numero e la varietà dei soggetti in grado di compiere attacchi informatici», afferma il rapporto.

L’IA riduce le competenze e l’impegno necessari per individuare e sfruttare le vulnerabilità, probabilmente accelerando i tempi di sfruttamento (Time to Exploit, TTE) e aumentando il numero e la varietà dei soggetti in grado di compiere attacchi informatici.

Australian Signals Directorate, Annual Cyber Threat Report 2025-26

Alcune organizzazioni potrebbero avere solo poche ore per applicare le patch

Secondo l’ASD, la maggior parte dei casi di sfruttamento delle vulnerabilità che ha osservato avviene entro due settimane, mentre alcune vulnerabilità sono state sfruttate entro 48 ore dalla pubblicazione di una patch o di un avviso sulle misure di mitigazione. L’agenzia prevede che, nei prossimi 12 mesi, gli strumenti basati sull’IA ridurranno ulteriormente questo intervallo, lasciando alle organizzazioni meno tempo per individuare le vulnerabilità appena rese note, applicare le patch e reagire.

Il rapporto documenta anche lo sfruttamento riuscito di una vulnerabilità individuata per la prima volta nel 2008: un promemoria del fatto che gli aggressori possono ancora ottenere risultati sfruttando vecchie vulnerabilità prive di patch. Il quadro degli attacchi assistiti dall’IA tracciato dal rapporto si affianca quindi a problemi di sicurezza ben noti: sistemi obsoleti, ingegneria sociale e procedure non sicure. Gli strumenti che accelerano l’individuazione delle vulnerabilità rendono più urgenti le conseguenze di una manutenzione lenta.

Gli interventi in risposta agli incidenti sono aumentati del 20% in un anno

L’Australian Cyber Security Centre dell’ASD ha risposto a oltre 1.500 incidenti informatici nell’anno finanziario 2025–26, il 20% in più rispetto all’anno precedente e il 36% in più nell’arco di cinque anni. L’agenzia ha inoltre inviato oltre 4.400 notifiche relative ad attività potenzialmente dannose, quasi l’80% in più rispetto al 2024–25. Secondo l’agenzia, 362 incidenti sono stati individuati in seguito a notifiche proattive inviate ai soggetti interessati.

Il centro ha ricevuto oltre 82.000 segnalazioni di reati informatici, in media una ogni sei minuti. Le perdite medie autodichiarate per ciascuna segnalazione di reato informatico hanno raggiunto i 93.500 dollari australiani per le imprese, con un aumento del 16%; per le persone fisiche, la media è rimasta di 33.000 dollari australiani. Il rapporto osserva che i totali degli incidenti risentono anche di un aumento delle segnalazioni e che una maggiore consapevolezza potrebbe contribuire a spiegare l’incremento: le cifre, da sole, non misurano quindi quanta parte della variazione sia dovuta a un maggior numero di attacchi.

La risposta dell’ASD parte dalle misure di base

Il rapporto esorta le organizzazioni a migliorare l’applicazione delle patch, ridurre la dipendenza dalle tecnologie obsolete, registrare gli eventi informatici e gestire i rischi legati alla catena di fornitura. Chiede inoltre di prepararsi a gestire i sistemi di IA e di abbandonare la crittografia asimmetrica tradizionale entro la fine del 2030, o prima, per ridurre l’esposizione qualora l’informatica quantistica progredisse più rapidamente del previsto.

Per le persone fisiche, l’ASD indica misure pratiche come rivedere le impostazioni della privacy e attivare l’autenticazione a più fattori o le passkey. L’avvertimento centrale dell’agenzia è che l’IA può aumentare la velocità e la portata di metodi di attacco già noti, mentre le difese raccomandate restano concrete: correggere le vulnerabilità note, limitare gli accessi non necessari e rendere visibili le attività sospette.

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