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Il codice di Apple mostra che Siri può delegare richieste a Claude e ChatGPT
Framework privati in iOS 27 e macOS Golden Gate rivelano meccanismi di Siri per delegare richieste a Claude o sostituire il modello di Apple lato server con GPT-5.6. Queste funzionalità non sono ancora disponibili agli utenti comuni, ma alc

AI.info Team ·
«Ed ecco un’estensione dell’app che sostituisce il modello server dell’IA di Siri con GPT-5.6 Terra.»
pdfu, citato da MacRumors
Apple ha creato collegamenti privati che potrebbero consentire a modelli di terze parti di operare all’interno di Siri a un livello molto più profondo rispetto all’attuale passaggio a ChatGPT dell’azienda, secondo il codice esaminato in iOS 27 e macOS Golden Gate.
Le scoperte, pubblicate il 14 settembre da MacRumors, descrivono due meccanismi distinti. Il primo, chiamato Model Delegation, consente a un modello esterno come Claude di comparire come estensione di Siri. Il secondo, un protocollo Inference Providing all’interno di Model Manager Services, sembra consentire a un’app di sostituire il modello di Siri lato server di Apple, mantenendo l’interfaccia di Siri e l’accesso agli strumenti di sistema.
Claude può restituire le attività a Siri
In un video condiviso dal ricercatore di codice noto come pdfu, un utente Mac apre l’interfaccia «Cerca o chiedi» e seleziona Claude da un menu «Chiedi...». La dimostrazione chiede quindi a Claude di impostare un promemoria nell’app Promemoria di Apple.
Claude interpreta la richiesta, mentre Siri crea il promemoria. Questa configurazione suggerisce che un modello di terze parti possa gestire l’interazione in linguaggio naturale e restituire a Siri le azioni specifiche di Apple quando la richiesta richiede l’accesso a un servizio integrato.
Una seconda dimostrazione con Claude chiede al modello di creare un file CSV, un’attività che Siri non è in grado di svolgere. Claude crea il file nella finestra di conversazione dell’app Siri, mostrando che l’estensione può anche gestire attività che vanno oltre le azioni di sistema native di Siri.
GPT-5.6 riceve il planner e gli strumenti di Apple
Il meccanismo più profondo sembra essere il protocollo Inference Providing. MacRumors riferisce che un fornitore di inferenza può sostituire un altro modello al sistema di Siri lato server di Apple, incluso un modello identificato nella dimostrazione come GPT-5.6 Terra.
Il modello riceve il prompt di pianificazione nativo di Siri di Apple e le definizioni degli strumenti. Può quindi richiedere azioni di sistema, ricevere i dati personali restituiti da questi strumenti e generare una risposta che Siri presenta tramite la propria interfaccia e voce.
Nel video, il modello cerca email su un argomento, riassume i messaggi e i relativi punti d’azione e invia un messaggio a un contatto tramite l’app Messaggi di Apple. Secondo MacRumors, l’interazione risultante viene mostrata nell’interfaccia della piattaforma di OpenAI.
Framework privati, limiti pubblici
La scoperta non significa che al momento i proprietari di iPhone e Mac possano scegliere Claude o un altro modello come predefinito per Siri. La funzione «Chiedi...» è limitata all’estensione ChatGPT nella Release Candidate di macOS 27 Golden Gate, e Claude non è disponibile tramite quell’interfaccia.
Apple non ha nemmeno aperto agli sviluppatori esterni il diritto di usare la funzionalità di delega dei modelli. La capacità non è presentata come un’impostazione destinata agli utenti, quindi il codice documenta un’opzione architetturale, non una funzionalità di prodotto rilasciata.
La distinzione è importante perché i due meccanismi sembrano garantire forme di accesso diverse. Model Delegation consente a un’app di fornire un’estensione di Siri per le richieste indirizzate esplicitamente, mentre Inference Providing sembra ricevere chiamate che altrimenti verrebbero gestite dall’infrastruttura di Siri di Apple lato server.
Perché l’Unione europea potrebbe essere importante
MacRumors suggerisce che il Digital Markets Act dell’Unione europea possa aver influenzato la progettazione di Apple. La legge impone alle aziende tecnologiche designate di garantire a terzi un accesso effettivo alle funzionalità hardware e software disponibili per i propri servizi, e la Commissione europea ha affermato che questo principio si applica a Siri.
La fonte non dimostra che il codice sia il risultato di uno specifico ordine normativo. Mostra però che Apple sta preparando un’architettura in cui modelli esterni potrebbero interagire con gli stessi dati personali e le stesse funzioni di sistema usati dai servizi Siri di Apple, previa approvazione dell’azienda.
Siri diventa un confine tra modelli
L’attuale integrazione di ChatGPT di Apple invia all’esterno le richieste selezionate quando Siri non è in grado di rispondere. Il codice descritto da MacRumors indica una configurazione diversa: Siri potrebbe diventare il livello del sistema operativo che gestisce l’accesso alle app, alle informazioni personali e alle azioni del dispositivo, mentre il modello che interpreta le richieste potrebbe provenire da un’altra azienda.
Questo offrirebbe agli utenti una scelta più diretta del modello, senza richiedere a ciascun fornitore di ricreare le integrazioni di sistema di Apple. Darebbe inoltre maggiore importanza al sistema di autorizzazioni di Apple, poiché un modello delegato potrebbe potenzialmente richiedere dati personali o azioni che modificano il dispositivo.
Per ora, le prove si limitano a framework privati, a una build Release Candidate e alle dimostrazioni di pdfu. Il software di Apple può già mostrare ChatGPT all’interno di Siri, ma i collegamenti emersi di recente indicano che l’azienda ha progettato l’assistente in modo da poter accogliere modelli oltre a quello dell’unica partnership attuale.