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L’economista di Apollo non vede benefici economici dell’IA fuori dal settore tecnologico
Secondo Torsten Slok, capo economista di Apollo, il fatturato per addetto e i margini di profitto delle aziende fuori dal settore tecnologico restano stabili, nonostante i forti investimenti nell’IA. Nella sua analisi del 24 ottobre, Slok s

AI.info Team · Scritto con l’IA · verificato ·
Le aziende spendono molto per l’intelligenza artificiale, ma secondo Torsten Slok, capo economista di Apollo, i ritorni finanziari restano concentrati nel settore tecnologico. In un’analisi Daily Spark pubblicata il 24 ottobre, Slok osserva che il fatturato per addetto e i margini di profitto sono stabili per l’S&P 493, la sua denominazione per le aziende escluse dalle «Mag 7», mentre entrambi gli indicatori crescono per le sette maggiori aziende tecnologiche. Aggiunge che non vi sono ancora segnali di un contributo dell’IA alla crescita della produttività.
Il contrasto è tra investimenti in aumento e l’assenza di benefici diffusi. Apollo non sostiene che l’IA non abbia creato valore da nessuna parte, ma che i vantaggi non siano ancora visibili negli indicatori aziendali che Slok considera più importanti fuori dal settore tecnologico. La sua valutazione pone l’onere della prova sulle aziende che acquistano servizi di IA, anziché su quelle tecnologiche che li vendono.
Fatturato e margini seguono andamenti diversi nelle Mag 7 e nell’S&P 493
«Il fatturato per addetto cresce per le Mag 7, ma è stabile per l’S&P 493», scrive Slok. Apollo rileva la stessa differenza nei margini di profitto: in aumento per le Mag 7, stabili per il resto dell’indice. Secondo l’analisi, i dati sul fatturato per addetto sono corretti per l’inflazione rispetto al quarto trimestre del 2019.
«E non ci sono ancora segnali che l’IA stia stimolando la crescita della produttività.»
Torsten Slok, partner e capo economista di Apollo
Per il grafico sulla produttività, Apollo utilizza una serie sulla produttività totale dei fattori della Federal Reserve Bank di San Francisco, corretta per le variazioni cicliche dell’intensità di utilizzo del lavoro e del capitale. L’elenco delle fonti cita la Federal Reserve Bank di San Francisco, lo U.S. Bureau of Labor Statistics e le ricerche di John Fernald. Questo indicatore riguarda l’economia nel suo complesso; da solo non permette di stabilire se l’IA abbia causato un cambiamento o la sua assenza.
I costi dei token appaiono come una spesa, non come un motore di crescita
Slok afferma che le aziende tradizionali stanno facendo un passo indietro e cominciano a considerare la spesa per i token un costo che grava sui margini, anziché una fonte di crescita. A questa cautela contrappone le imprese finanziate da venture capital, che a suo dire spendono di più per i token. Per esaminare la concentrazione della spesa e l’uso dei token, i grafici di Apollo citano il Ramp AI Index e i dati dell’economista Ara Kharazian di Ramp.
Questa differenza è importante per l’argomentazione economica di Slok: se l’uso degli agenti di IA e gli acquisti di token restano limitati a una piccola parte dell’economia, il loro effetto aggregato sarà contenuto. Secondo l’analisi, molte aziende consolidate non hanno bisogno del modello più recente e non sono disposte a pagare per ottenerlo. Nella nota Apollo non fornisce un totale della spesa né una ripartizione per azienda: la sua affermazione riguarda quindi la direzione e la concentrazione dell’attività, non una stima quantitativa dell’intero mercato.
I modelli meno costosi devono comunque migliorare i risultati aziendali
Per Slok, la prova di un beneficio più diffuso sarà la capacità delle aziende di usare un’IA sempre meno costosa per aumentare la crescita dei ricavi o i margini di profitto. Sostiene che le decisioni aziendali richiedono giudizio e conoscenza del contesto, e che fattori come la fiducia, la responsabilità, la cultura del luogo di lavoro e l’equità incidono sul rischio reputazionale. A suo avviso, un accesso meno costoso agli output dei modelli non fornisce automaticamente queste capacità.
La conclusione di Apollo è quindi più circoscritta di un giudizio sul potenziale a lungo termine dell’IA: al momento non vede prove di un miglioramento della crescita dei ricavi o dei margini fuori dal settore tecnologico. L’analisi non dimostra che l’IA non abbia avuto effetti sulle singole aziende, né individua nell’IA la causa della stabilità degli indicatori aggregati. Per Slok, la validità della tesi di un beneficio economico più ampio dipenderà dalla capacità dell’S&P 493, e non soltanto delle aziende tecnologiche che sviluppano e vendono IA, di mostrare nei dati ricavi o margini più elevati.