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Anthropic e OpenEvidence portano l’IA clinica in circa 100 Paesi

Anthropic e OpenEvidence stanno introducendo un servizio gratuito di supporto alle decisioni cliniche per gli operatori sanitari in circa 100 Paesi. OpenEvidence adatterà il servizio alle condizioni regionali, mentre Anthropic fornirà la te

Anthropic e OpenEvidence portano l’IA clinica in circa 100 Paesi

AI.info Team ·

Un’introduzione in circa 100 Paesi

Secondo un elenco di Paesi fornito da OpenEvidence, il piano di Anthropic e OpenEvidence prevede di offrire supporto gratuito alle decisioni cliniche basato sull’IA agli operatori sanitari in circa 100 Paesi. Le aziende hanno annunciato la collaborazione il 22 settembre; tra le destinazioni citate figurano Uganda, Angola, Sudan, Haiti e Mongolia.

OpenEvidence risponde alle domande dei medici basandosi su ricerche mediche sottoposte a revisione paritaria e linee guida terapeutiche. Il servizio è già gratuito per i medici negli Stati Uniti e in Europa; la nuova iniziativa porta una versione specializzata nei Paesi in cui l’accesso alla letteratura medica, alle competenze specialistiche e alla formazione medica continua può essere limitato.

Le aziende non hanno reso noti i termini finanziari. Anthropic fornirà la tecnologia di backend, mentre OpenEvidence afferma che adatterà il sistema alle condizioni sanitarie regionali.

Il prodotto si adatta alle condizioni locali

Adattare il servizio è importante perché le decisioni cliniche dipendono da più fattori delle sole evidenze pubblicate. I profili delle malattie, le risorse diagnostiche e i trattamenti disponibili possono differire da quelli dei Paesi più ricchi, e un’IA clinica addestrata principalmente su dati provenienti da contesti ad alto reddito potrebbe non rispecchiare la pratica locale.

OpenEvidence ha dichiarato di collaborare già con organizzazioni sanitarie in Ruanda e Botswana per adattare i propri strumenti a queste differenze. Il fondatore, Daniel Nadler, ha descritto così l’approccio:

«Tutto ciò che stiamo sviluppando per questi luoghi è adattivo al contesto.»

Daniel Nadler, fondatore di OpenEvidence, parlando con Reuters

Nadler ha indicato anche l’accesso agli smartphone come una possibile via per raggiungere contesti in cui le strutture mediche non dispongono di elettricità a tutte le ore. L’articolo non specificava come funzionerà il prodotto in caso di connettività scarsa, né in che modo i medici locali e le autorità sanitarie contribuiranno a definire le raccomandazioni.

L’accesso è la promessa; l’adeguatezza clinica è la prova

OpenEvidence ha riferito che nel mese di agosto i medici statunitensi hanno consultato la sua piattaforma 42 milioni di volte. Nadler ha inoltre affermato che nel 2026 diversi centinaia di milioni di americani saranno assistiti da un medico che ha utilizzato OpenEvidence per orientare le cure. Queste cifre descrivono l’uso e la portata prevista negli Stati Uniti; non dimostrano che l’introduzione a livello internazionale migliorerà gli esiti per i pazienti.

Per i medici che non hanno abbonamenti alle principali riviste mediche, uno strumento in grado di reperire evidenze nel luogo in cui si presta assistenza potrebbe ampliare l’accesso alle informazioni mediche. Il dottor Ahmed Bendary, cardiologo all’Università di Benha in Egitto, ha definito l’ampliamento dell’accesso al di fuori degli Stati Uniti e dell’Europa «un enorme passo avanti», soprattutto dove gli abbonamenti istituzionali alle riviste sono limitati.

La presidente di Anthropic, Daniela Amodei, ha affermato che il progetto aveva bisogno di sostegno filantropico, perché i soli incentivi di mercato non avrebbero portato il servizio nelle regioni con risorse limitate. Resta da capire se la collaborazione potrà garantire un accesso gratuito nel tempo, adattare le raccomandazioni alle opzioni terapeutiche locali e dimostrare benefici per i pazienti. La prova immediata per l’introduzione sarà verificare se i medici dei Paesi citati potranno usare il servizio nelle condizioni in cui viene prestata assistenza.

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