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Altman: i benefici dell’IA giustificano l’accettazione di alcuni danni
L’amministratore delegato di OpenAI Sam Altman ha dichiarato che la società dovrebbe accettare alcuni danni legati all’IA in cambio dei benefici della tecnologia e della possibilità per le persone di usarla. Ha distinto questi danni dai ris

AI.info Team · Scritto con l’IA ·
L’amministratore delegato di OpenAI Sam Altman sostiene che la società dovrebbe accettare alcuni danni legati all’IA, anziché limitare l’accesso alla tecnologia per prevenire ogni abuso. La sua posizione mette in luce una persistente divergenza con Anthropic su quanti rischi la regolamentazione debba tollerare, anche se le aziende hanno trovato alcuni punti d’intesa sulle misure di sicurezza.
Altman respinge il compromesso che esclude qualsiasi danno
In un’intervista a Decoded di POLITICO, Altman ha sostenuto che i benefici dell’IA e la possibilità per le persone di usare la tecnologia giustificano l’accettazione di alcune conseguenze negative. Ha detto che un ampio accesso non dovrebbe dipendere dalla promessa di poter eliminare abusi, truffe o altri danni.
«Crediamo che il mondo debba accettare che accadano alcune cose negative, in cambio dei benefici di questa tecnologia e della possibilità per le persone di esercitare la propria autonomia», ha dichiarato Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI.
Altman ha definito il suo approccio alla regolamentazione «meno invasivo», spiegando che ammette il verificarsi di alcune conseguenze negative mentre la società sviluppa la capacità di reagire. Ha anche respinto un compromesso che garantirebbe l’assenza di gravi attacchi informatici, abusi, truffe o altre cose negative prima che le persone possano usare la tecnologia. Ha sostenuto che con l’IA le persone farebbero molto più bene che male.
La sua posizione non considera tollerabile ogni rischio. Altman ha detto che non accetterebbe «rischi davvero catastrofici», tra cui «una grave perdita di controllo a favore dell’IA». Il resoconto dell’intervista non specifica un criterio dettagliato per stabilire dove passi questo confine né quali misure di sicurezza sarebbero sufficienti a prevenire un simile esito.
Proposte diverse, intesa limitata
Altman ha descritto una differenza di vedute tra OpenAI e Anthropic e il suo amministratore delegato, Dario Amodei. Nel resoconto dell’intervista, la divergenza riguarda fino a che punto spingersi nel limitare l’IA potente e se la tecnologia debba restare ampiamente accessibile, non se la sicurezza meriti attenzione.
Amodei ha chiesto separatamente di rallentare il ritmo con cui migliorano le capacità dei modelli di IA. In una risposta pubblica del 12 settembre 2026, Altman ha scritto: «Sono d’accordo con Dario sul fatto che dobbiamo regolare il ritmo dell’avanzamento della frontiera». Axios ha inoltre riferito che Altman ha detto che OpenAI avrebbe dato accesso a valutatori esterni. Quella risposta pubblica riguardava il ritmo dei progressi e la valutazione; era distinta dalle sue successive dichiarazioni nell’intervista a POLITICO.
La distinzione è importante per il dibattito sulle politiche pubbliche. Sostenere la valutazione esterna non equivale, di per sé, a prendere posizione su ogni proposta di supervisione, così come le dichiarazioni di Altman sull’accesso non significano che, secondo lui, tutte le misure di sicurezza vadano respinte. La sua obiezione dichiarata riguarda un compromesso che, a suo avviso, concentrerebbe il controllo in un unico laboratorio o subordinerebbe l’accesso pubblico alla prevenzione di ogni uso dannoso.
L’accesso a confronto con il rischio catastrofico
Le dichiarazioni di Altman tracciano un confine tra i danni che, a suo dire, la società dovrebbe accettare e i rischi che non dovrebbe accettare. Truffe, abusi e altre conseguenze negative sembrano ricadere dalla prima parte di questa distinzione; un esito catastrofico come una grave perdita di controllo a favore dell’IA ricade dalla seconda. Il resoconto dell’intervista lascia irrisolto come applicare questo confine nella pratica.
Il sostegno pubblico di Altman alla regolazione del ritmo dei progressi e alla valutazione esterna si affianca alla sua difesa di un ampio accesso. Nell’intervista si è opposto alla richiesta di garantire l’assenza di qualsiasi conseguenza negativa, pur affermando che i rischi catastrofici sono inaccettabili. Le dichiarazioni riportate non chiariscono come queste posizioni possano conciliarsi, né se la supervisione possa affrontare i rischi catastrofici senza limitare l’ampio accesso.