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Le risposte dell’IA diventano il primo punto di riferimento per gli elettori delle elezioni di metà mandato

Le risposte generate dall’IA e i riepiloghi nei risultati di ricerca influenzano già il modo in cui gli elettori trovano informazioni sulle elezioni, talvolta mettendo in evidenza pagine fuorvianti o risposte incomplete. Le aziende stanno a

Le risposte dell’IA diventano il primo punto di riferimento per gli elettori delle elezioni di metà mandato

AI.info Team · Scritto con l’IA · verificato ·

«Ora facciamo campagna per conquistare il voto dell’IA»,

ha detto a The Atlantic Eric Wilson, direttore del Center for Campaign Innovation.

Questa campagna si svolge attraverso le risposte che gli elettori vedono prima di arrivare al sito di un candidato o a un ufficio elettorale. In un articolo pubblicato il 22 ottobre, The Atlantic ha documentato come i risultati di ricerca generati dall’IA e i chatbot facciano già da intermediari per le informazioni su candidati, donazioni e voto. Gli esempi mostrano un nuovo punto di vulnerabilità: una risposta formulata con sicurezza può conferire autorevolezza a un link sbagliato o a una fonte dubbia.

Un link per le donazioni ha inviato denaro alla campagna sbagliata

Diverse persone che cercavano come donare a James Talarico, candidato democratico al Senato in Texas, si sono imbattute in una risposta di Google AI che rimandava a una pagina di raccolta fondi con il suo nome e la sua fotografia. La pagina, però, indirizzava le donazioni a un comitato di azione politica che inviava il denaro alla campagna per la rielezione del senatore del Colorado John Hickenlooper. La campagna di Hickenlooper ha dichiarato che un gruppo esterno aveva creato la raccolta fondi a sua insaputa; ha detto che almeno tre persone avevano donato complessivamente 1.011 dollari.

Le informazioni in piccolo nella pagina indicavano dove sarebbe andato il denaro, ma la risposta di Google la metteva in evidenza senza cogliere questa distinzione. Dopo che un esperto di pubblicità digitale dei democratici ha trovato la pagina, questa è stata rimossa da ActBlue e la campagna di Hickenlooper ha girato a Talarico il denaro finito alla destinazione sbagliata. Non si trattava semplicemente di un chatbot che inventava un fatto: una risposta dell’IA aveva amplificato una pagina fuorviante senza mettere in evidenza la precisazione decisiva.

I riepiloghi dell’IA raggiungono già più elettori dei chatbot

The Atlantic ha citato un sondaggio condotto a settembre dalla American Association of Political Consultants Foundation, in cui il 4 per cento degli intervistati ha dichiarato di aver consultato un chatbot per informazioni sulle elezioni nel mese precedente. Quasi il 40 per cento ha detto di aver ricevuto informazioni di questo tipo attraverso i riepiloghi dell’IA nei risultati di ricerca di Google. La differenza suggerisce che le informazioni elettorali fornite dall’IA non raggiungano soltanto chi apre deliberatamente ChatGPT o un altro assistente: compaiono anche tra i consueti risultati di ricerca.

Uno studio dello States United Democracy Center dà la misura del problema dell’accuratezza. Esaminando quasi 1.000 risposte generate dall’IA su sei Stati nell’autunno 2025 e nell’inverno 2026, i ricercatori hanno scoperto che ChatGPT e Google AI, considerati insieme, indirizzavano gli utenti al sito elettorale ufficiale del loro Stato in meno della metà dei casi. ChatGPT lo faceva nel 39,4 per cento delle risposte; Google AI nel 55,6 per cento. I ricercatori hanno inoltre trovato elenchi incompleti dei candidati in molte risposte, anche se nei loro test la percentuale di errori fattuali è diminuita tra i due periodi esaminati.

La scarsa copertura locale lascia spazio a fonti create ad arte

I ricercatori della startup di cybersicurezza VisionHeight hanno detto a The Atlantic di aver trovato 37 siti web sospetti, registrati nella stessa notte di settembre, che sembravano progettati per rispondere a domande sui candidati statali e locali. Uno dei siti consigliava un candidato al Congresso in Michigan in risposta a una domanda sulla sicurezza pubblica. In seguito, AI Mode di Google, basata su Gemini, ha citato due siti di quella rete rispondendo a una domanda sulla posizione del candidato; la risposta non era necessariamente sbagliata, ma i nomi dei siti, simili a quelli di testate giornalistiche, ne nascondevano la natura.

I gestori dei siti non sono stati identificati. The Atlantic ha riferito che la risposta dell’IA di Google è cambiata dopo che la testata ha chiesto all’azienda informazioni sulla rete. Questa sequenza non dimostra chi abbia creato i siti o perché, ma mostra come le lacune nelle informazioni sui candidati possano offrire a pagine sconosciute una via d’accesso alle risposte generate dall’IA.

Le aziende aggiungono fonti ufficiali, ma restano dei limiti

In un aggiornamento del 20 ottobre, OpenAI ha dichiarato che ChatGPT ora integra informazioni sul voto fornite da Democracy Works, tra cui iscrizione alle liste elettorali, scadenze e ubicazione dei seggi, con link a fonti ufficiali. Ha anche detto che l’integrazione con Associated Press fornirà i conteggi dei voti in tempo reale dopo la chiusura dei seggi. L’annuncio di Anthropic sulle misure di salvaguardia per le elezioni di metà mandato descrive risposte sul voto specifiche per ciascuno Stato, basate sulla raccolta di informazioni elettorali statali e locali di Democracy Works, insieme a link che indirizzano gli utenti a TurboVote.

Questi interventi affrontano le questioni pratiche legate al voto, ma non risolvono il problema di come i sistemi gestiscano le affermazioni delle campagne elettorali, le competizioni locali o le voci che si diffondono rapidamente. I test del Brennan Center su sei prodotti di IA ampiamente utilizzati hanno rilevato che i chatbot spesso contestavano le falsità più comuni sulle elezioni, pur commettendo anche errori; i ricercatori hanno riscontrato che i modelli potevano generare con facilità immagini e video elettorali fuorvianti. Un modello che dà una risposta utile sulla sede di un seggio potrebbe comunque interpretare male il materiale politico che recupera altrove.

La prova del 3 novembre sarà più specifica della semplice domanda se i chatbot sembrino neutrali: quando gli elettori chiedono dove votare, chi sia candidato o se un’affermazione sia vera, ricevono una risposta completa fondata su fonti che rispondono di ciò che pubblicano? Per ora, persino la misura di salvaguardia più elementare, fornire un link al sito elettorale di uno Stato, viene applicata in modo incostante. E un risultato di ricerca ha già contribuito a far arrivare donazioni reali alla campagna sbagliata.

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