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L’ACLU avverte: l’analisi delle targhe con l’IA porta a fermi di polizia
Secondo l’ACLU, la polizia e gli agenti federali usano i dati delle targhe e strumenti di IA per segnalare gli automobilisti in base ai loro spostamenti. Un’indagine dell’Associated Press sulle operazioni della Border Patrol ha rilevato che

AI.info Team · Scritto con l’IA · verificato ·
L’ACLU sostiene che la polizia trasformi i dati delle targhe in piste per fermare gli automobilisti; la U.S. Customs and Border Protection afferma che le sue telecamere aiutano a individuare le minacce e a contrastare le reti criminali. Il contrasto si è acuito il 26 ottobre, quando Jay Stanley, dello Speech, Privacy, and Technology Project dell’ACLU, ha raccontato il caso di un’automobilista della Virginia fermata dopo un viaggio attraverso il Paese: le era stato detto che la sua targa indicava «schemi di viaggio sospetti».
I lettori automatici di targhe registrano le targhe insieme all’ora e al luogo in cui un veicolo passa davanti a una telecamera. Quando le agenzie o gli strumenti di analisi collegano questi dati raccolti in luoghi diversi, gli spostamenti ordinari possono diventare motivo di indagine. Un’inchiesta dell’Associated Press sulle operazioni della Border Patrol ha rilevato che l’agenzia usa criteri propri per segnalare gli spostamenti che considera insoliti; non era chiaro quale fosse la soglia esatta per definire «insolito» un percorso o considerare sospetto un rapido viaggio di andata e ritorno.
Un viaggio in auto diventa una pista per la polizia
Grace Knowles, una donna poco più che 20enne della Virginia settentrionale, ha raccontato all’ACLU che nel settembre 2025 stava guidando verso la Florida dopo essere passata per Oregon, Texas e Louisiana. Un agente l’ha fermata in Louisiana, ha detto, sostenendo che fosse rimasta troppo a lungo nella corsia di sinistra. Poi le ha chiesto dove fosse stata e una prova della sua visita a New Orleans.
Knowles ha detto che in seguito l’agente si è qualificato come agente speciale dell’FBI impegnato in un progetto sul traffico di esseri umani e di droga. Ricorda che le ha mostrato, su un computer nella sua auto, una mappa dei luoghi in cui era stata rilevata la targa.
«Era sostanzialmente una mappa di calore degli Stati Uniti.»
Grace Knowles, citata dall’ACLU
Secondo l’ACLU, il racconto di Knowles potrebbe rientrare in un più ampio programma federale di sorveglianza, ma non dimostra quale sistema abbia generato la segnalazione né che sia stato il programma della Border Patrol a causare il fermo. La distinzione è importante: il racconto riferisce ciò che le ha detto un agente, non una sequenza di passaggi dei dati o un coinvolgimento delle agenzie confermati in modo indipendente.
La CBP richiama la sicurezza; l’AP documenta criteri ampi
La CBP ha dichiarato all’AP che i lettori di targhe aiutano a individuare le minacce e a contrastare le reti criminali, e che il loro impiego è «disciplinato da un quadro di regole rigoroso e articolato su più livelli». L’agenzia ha rifiutato di descrivere gli usi operativi specifici, citando la sicurezza nazionale, ma ha affermato che la tecnologia è soggetta alla legge federale e alle tutele costituzionali.
L’AP ha rilevato che la Border Patrol prende in considerazione comportamenti tra cui percorrere strade in zone isolate, usare un’auto a noleggio e compiere brevi viaggi nella regione di confine. La sua inchiesta ha documentato un sistema in grado di trasmettere segnalazioni alla polizia locale, che può fermare gli automobilisti per una dichiarata infrazione stradale prima di interrogarli sui loro spostamenti. L’AP ha inoltre riferito che l’algoritmo può segnalare uno schema di viaggio insolito affinché venga esaminato da una persona, ma non è riuscita a stabilire con precisione come definisca un percorso sospetto.
La distanza tra una motivazione generale legata alla sicurezza e criteri poco trasparenti è al centro delle obiezioni dell’ACLU. Stanley sostiene che tracciare gli spostamenti e usare software per generare sospetti può esporre a fermi e perquisizioni persone non sospettate di un reato specifico. L’inchiesta dell’AP ha anche rilevato che i fermi legati alle segnalazioni sugli spostamenti hanno talvolta portato a perquisizioni in cui non è stato trovato alcun materiale di contrabbando.
Un unico database, sistemi diversi
Le inchieste descrivono forme di sorveglianza sia federali sia commerciali, non un unico sistema di IA. Il programma della Border Patrol si basa sulle proprie telecamere e su accordi di condivisione dei dati, mentre l’ACLU richiama anche gli strumenti di IA di Flock Safety per analizzare i dati delle targhe e le associazioni tra veicoli. Nel suo articolo del 26 ottobre, l’ACLU cita un’inchiesta di WIRED secondo cui il sistema più recente di Flock può accettare ricerche ampie tra i dati delle targhe e collegare i risultati ad altri archivi.
La preoccupazione dell’ACLU va oltre la capacità di un modello di leggere correttamente una targa. Le apparizioni di un veicolo davanti a telecamere diverse possono rivelare dove si sposta e quali veicoli si trovano spesso nelle vicinanze; un algoritmo può trasformare questi schemi in piste investigative senza che sia stato prima individuato uno specifico presunto reato. L’organizzazione sostiene che queste piste possano poi essere celate dietro spiegazioni legate a infrazioni stradali minori.
Restano interrogativi sui controlli e sulle prove
L’AP ha riferito che l’agenzia da cui dipende la CBP ha descritto il proprio sistema come uno strumento destinato a scopi di sicurezza, senza però divulgarne le specifiche regole operative. L’ACLU chiede di porre fine alla sorveglianza delle targhe e avverte che le persone potrebbero non sapere quando i loro spostamenti hanno attirato l’attenzione della polizia. Gizmodo ha riferito il 27 ottobre che Flock non aveva risposto immediatamente alla sua richiesta di commento.
Per Knowles, il fermo si è concluso dopo che ha mostrato all’agente un opuscolo di un museo del whiskey di New Orleans come prova della sua visita. La sua storia, così come l’ha raccontata all’ACLU, riassume il contrasto: l’agente ha visto uno schema che meritava un’indagine; lei un normale viaggio in auto che l’aveva messa sotto sorveglianza.